Glossario Meteorologico
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Temperatura
Grandezza fisica che esprime lo stato termico di un sistema e che descrive la sua attitudine a scambiare calore con l'ambiente o con altri corpi.
Umidità
L'umidità è correlata al contenuto di vapor d'acqua nell'aria. La quantità di vapore acqueo che una massa d'aria è capace di contenere varia a seconda della sua temperatura e pressione.
Pressione Atmosferica
Il peso dell'aria che compone la nostra atmosfera esercita una pressione sulla superficie della Terra. Questa pressione è nota come pressione atmosferica. Generalmente, maggiore è la colonna d'aria sopra un'area, maggiore è la pressione atmosferica: ciò significa che la pressione atmosferica varia con l'altitudine. Ad esempio, la pressione atmosferica è maggiore al livello del mare rispetto alla cima di una montagna.
Punto di Rugiada
Con punto di rugiada o temperatura di rugiada si intende la temperatura alla quale, a pressione costante, l'aria (o, più precisamente, la miscela aria-vapore) diventa satura di vapore acqueo. In meteorologia in particolare, essa indica a che temperatura deve essere portata l'aria per farla condensare in rugiada, senza alcun cambiamento di pressione. Se il punto di rugiada cade sotto 0 °C, esso viene chiamato anche punto di brina.
Wind Chill
Equazione empirica introdotta per descrivere quale sia la reale temperatura avvertita da un organismo umano in relazione alla temperatura dell'aria libera e alla velocità del vento. Il wind chill è sempre pari alla temperatura effettiva dell'aria quando la velocità del vento è uguale o minore a 4 nodi.
Pluviometria
Misurazione delle precipitazioni atmosferiche.
Radiazione Solare
La radiazione solare è l'energia radiante emessa dal Sole a partire dalle reazioni termonucleari di fusione che avvengono nel nucleo solare e producono radiazioni elettromagnetiche.
Indice UV
L´Indice Universale della Radiazione UV Solare (UVI) descrive il livello di radiazione UV solare che raggiunge la superficie terrestre in una certa area. I valori dell´indice variano da zero in su: più è alto il valore dell´indice, maggiore è il potenziale di danno per la pelle e per gli occhi e minore è il tempo necessario perché detto danno si verifichi. L´Indice UV è stato concepito nell´ottica di aumentare la consapevolezza della popolazione sui rischi di una eccessiva esposizione alla radiazione solare.
Ondate di Calore
Il termine "ondata di calore" è entrato a far parte del vocabolario corrente per indicare un periodo prolungato di condizioni meteorologiche estreme, caratterizzato da temperature elevate, al di sopra dei valori usuali, che persistono per diversi giorni. Il colpo di calore avviene quando la fisiologica capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea raggiunge valori intorno ai 40 °C.
Ipotermia
L'ipotermia o assideramento è una condizione clinica in cui la temperatura corporea di un individuo scende significativamente al di sotto del suo valore normale al punto da ostacolare il metabolismo. Si inizia a parlare di ipotermia quando la temperatura scende al di sotto dei 35 °C (95 °F). Esistono due forme di ipotermia: acuta e cronica. La forma acuta, quando la temperatura corporea scende bruscamente (cadute in acque gelate, con temperature dell'aria sottozero) è la più pericolosa; l'ipotermia cronica invece vede la temperatura scendere gradualmente durante un lungo periodo di tempo.
Il sole e la pelle
La cute è l’organo più sottile del corpo (spessore variabile da 0,5 a 4 mm), e al tempo stesso il più esteso (circa 2 m²) e il più pesante (8-10 kg). La sua primaria funzione quella di rivestire, proteggendoli, gli altri organi del corpo; svolge inoltre la funzione fondamentale della termoregolazione, consente la trasmissione sensitiva dei contatti con l’ambiente circostante e ha una molteplice attività secretiva.
Nella funzione di difesa dagli agenti esterni è compresa la difesa fotobiologica. La luce solare è composta da radiazioni elettromagnetiche. Solo una parte di esse giunge al suolo, infatti attraversando l’atmosfera, molte di queste radiazioni vengono riflesse o assorbite. Lo spettro solare al suolo è costituito dalle radiazioni ultraviolette (UV) A e B, dalla luce visibile (Vis) e da una parte dei raggi infrarossi (IR). I raggi Vis non presentano particolari effetti sulla cute; i raggi IR hanno solo un effetto termico (modificano la struttura di proteine, quali l’elastina, solo a dosi molto elevate). Mentre l’esposizione ai raggi UVB comporta un danneggiamento delle cellule cutanee principalmente attraverso mutazioni del loro DNA, che se non correttamente riparate, possono causare un’alterazione delle funzioni cellulari e promuovere l’insorgenza di carcinomi. Gli UVA sono radiazioni a più bassa energia. La superficie terrestre è colpita da una quantità di UVA 150 volte maggiore rispetto a quelli di UVB. GLI UVA danneggiano le cellule cutanee principalmente attraverso la formazione di radicali liberi. L’effetto degli UVB si esaurisce nello strato basale dell’epidermide, mentre gli UVA penetrano in profondità raggiungendo il derma medio. L’ispessimento della cute e il suo “raggrinzimento” che consegue all’esposizione cronica alla luce solare è dovuto al danno dei fibroblasti dermici da parte soprattutto degli UVA, che porta ad una alterata sintesi di collagene ed elastina.
Consigli sull'esposizione ai raggi solari
Quali sono gli effetti dannosi di un’eccessiva esposizione alla luce solare?
Gli effetti acuti sono rappresentati dall’ustione solare, principalmente dovuta ai raggi UVB. Il “colpo di sole” è dose-dipendente e può andare da un semplice arrossamento (eritema) fino a bolle e vesciche con distacco della pelle, quadro che può essere completato da malessere, mal di testa, febbre e disidratazione. La pigmentazione immediata compare alcuni minuti dopo l’esposizione e non dura che qualche ora, ed è dovuta ad una fotoossidazione dei precursori della melanina causata principalmente dagli UVA, come è osservabile dopo l’esposizione alle lampade artificiali. L’abbronzatura, nonostante il suo gradevole aspetto estetico, è in realtà la reazione naturale di difesa della pelle all’insulto dell’irraggiamento eccessivo. Il sole infatti determina l’ispessimento dello strato corneo dell’epidermide e la sintesi della melanina, un pigmento di colore scuro che funge da schermo naturale contro le radiazioni emesse dal sole.
I fenomeni tardivi sono numerosi. La pigmentazione tardiva con la formazione di macchie solari è data dalla sintesi de novo di melanine e dall’ispessimento dello strato corneo. L’invecchiamento cutaneo fotoindotto (photoaging) si riscontra a livello delle zone maggiormente esposte quali il volto, il collo, la nuca, il dorso delle mani e degli avambracci. La cute appare ispessita, corrugata, di colore giallastro, con gli osti follicolari dilatati ed otturati da pseudocomedoni, solcata da pieghe profonde; al collo è ricoperta da teleangectasie, mentre sugli avambracci e sulle mani da lesioni purpuriche e chiazze pigmentarie irregolari. Un altro aspetto fondamentale è il maggior rischio di insorgenza dei tumori della pelle (fotocarcinogenesi). Il ruolo dei raggi solari nella generazione dei carcinomi cutanei è chiaramente dimostrato in base ad argomentazioni cliniche ed epidemiologiche oltre che da evidenze di studi in laboratorio. Ad esempio è nota la predilezione di queste neoplasie per le zone più esposte al sole e la loro maggiore incidenza nelle popolazioni che vivono nelle regioni più assolate. I carcinomi sono i tumori cutanei più frequenti. Sebbene la loro invasività sia nella maggioranza dei casi locale, devono essere individuati precocemente perché la loro crescita può essere destruente per le strutture cutanee adiacenti, soprattutto se insorgono in vicinanza degli occhi e del naso. È importante sapere che l’esposizione solare complessiva nell’arco della vita è direttamente correlata con il rischio di sviluppo dei carcinomi.
Nel caso dei melanomi, che sono neoplasie altamente maligne che provocano metastasi, si diffondono ad altri organi con conseguenze letali, il nesso causale è meno evidente. Infatti il rischio non è dose-dipendente ed inoltre entrano in gioco anche fattori di ordine genetico. Gli studi epidemiologici indicherebbero come le ripetute e vivaci ustioni solari, soprattutto in giovane età, siano il fattore più nocivo ai fini dell’induzione del melanoma. La prudenza nell’esposizione alle radiazioni solari va particolarmente osservata nei bambini, in quanto non hanno ancora sviluppato adeguate strategie fisiologiche di difesa, e quindi sono molto sensibili alle radiazioni solari.
Un altro fattore importante nell’induzione e nella progressione di neoplasie cutanee è rappresentato dall’interferenza tra radiazioni UV e il sistema immunitario della cute. Studi di fotoimmunologia hanno descritto l’effetto immunosoppressivo diretto delle radiazioni solari sulla cute, dimostrando che animali da esperimento irradiati con alte dosi di UV sono incapaci di rigettare tumori cutanei UV-indotti. È imperativo sapere che sia gli UVB e sia gli UVA sono capaci di indurre alterazioni a carico del sistema immunitario cute-assocciato, di provocare fotocarcinogenesi e fotoinvecchiamento ed è pertanto obbligatorio proteggersi dai loro effetti dannosi.
In quale modo il tipo di cute influisce sul rischio di sviluppare una neoplasia cutanea?
Deve essere precisato che chiunque può sviluppare una neoplasia cutanea, sebbene esistano persone che hanno un maggior rischio in base a peculiari caratteristiche, definite fototipi. La distinzione nei vari fototipi considera il colore della pelle, degli occhi e dei capelli e la risposta all’esposizione al sole con il grado di “scottatura-abbronzatura”. È fuori dubbio che i soggetti biondi, con occhi e carnagione chiara, che si ustionano al sole, hanno un rischio maggiore, ma si deve sottolineare che anche le persone di carnagione scura subiscono i danni della fotoesposizione.
L’esposizione alla luce solare è fonte di qualche beneficio per la salute del corpo?
Oltre all’azione antidepressiva e il benessere psicologico, evidenziate da osservazioni cliniche e prove terapeutiche psichiatriche, i raggi solari sono necessari per promuovere l’attivazione della vitamina D, fondamentale per lo sviluppo delle ossa. Però si deve considerare che è sufficiente una esposizione di breve durata (10 minuti) di una piccola area cutanea nel corso del periodo estivo, per coprire interamente il fabbisogno di vitamina D.
Gli schermi solari, presenti nei prodotti per la fotoprotezione, impediscono di abbronzarsi?
Gli schermi solari non impediscono il processo di abbronzatura, semplicemente lo “ritardano”, proteggendo dai danni dovuti ai raggi del sole. Inoltre, anche se un bambino è protetto da una protezione solare, i raggi solari agiscono ugualmente per il metabolismo della vitamina D. È comunque utile rinnovare la loro applicazione ogni 2 ore circa.
Quando la pelle è abbronzata ci si può esporre senza protezione?
Non va dimenticato che l’abbronzatura non protegge dai colpi di sole, ed inoltre non blocca completamente l’azione degli UV responsabili dell’invecchiamento cutaneo e dell’insorgenza dei tumori. Pertanto è fondamentale non eccedere con l’esposizione solare e comunque si devono applicare sempre creme solari protettive, il cui indice di protezione può essere gradualmente ridotto.
Le pillole abbronzanti sono sicure?
No. La cantaxantina, principio attivo della maggior parte delle pillole abbronzanti, può dare diversi effetti collaterali tra cui nausea, diarrea, prurito, eruzioni cutanei, cecità notturna. Mentre i carotenoidi (β-carotene) a dosi terapeutiche non sembrano tossici, i loro effetti secondari si limitano all’accumulo cutaneo, che però può essere anche oculare, sotto forma di depositi retinici asintomatici. Ciò rende comunque necessaria la sorveglianza oftalmologica per trattamenti eccessivi o prolungati.
Quali segnali di allarme di una possibile neoplasia cutanea devono essere ricercati nell’autoesame della cute?
L’autoesame della pelle ha un ruolo fondamentale nella prevenzione dei tumori cutanei in quanto le neoplasie maligne, solo se asportate precocemente, sono curabili. Pertanto la diagnosi precoce può salvare la vita.
I segnali di allarme per la possibile presenza di un tumore maligno della cute comprendono:
Qualsiasi neo o macchia marrone della pelle che cambia forma, dimensioni, spessore, con irregolarità dei bordi che appaiano frastagliati, con diversi colori dal marrone, al grigio-bluastro al nero disposti in maniera irregolare e disomogenea. Qualsiasi lesione cutanea che aumenta di dimensioni ed assume un aspetto perlaceo, traslucido, con colori diversi, con spessore modificato, e fenomeni ripetuti di sanguinamento e formazione di croste. È utile ricordare che la maggioranza delle neoplasie cutanee sono asintomatiche, quindi non danno alcun tipo di fastidio, prurito, bruciore e dolore e che il sanguinamento è un evento tardivo della loro evoluzione ed è da considerarsi come segno prognostico sfavorevole.
I fondamenti per la fotoprotezione solare sono i seguenti:
Il danno solare è cumulativo. Ciascuna dose di radiazione ultravioletta, grande o piccola, si va a sommare alle precedenti, portando all’invecchiamento cutaneo precoce e aumentando il rischio di insorgenza di neoplasie della pelle.
Non esiste una “sana abbronzatura”. L’abbronzatura è una risposta al danno cutaneo causato dal sole.
Evitare l’esposizione al sole tra le 10 di mattina fino alle 5 di pomeriggio, quando cioè i raggi UVB sono più intensi.