Comune di Sant'Omero

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DESCRIZIONE:

Sant'Omero è un comune di 5.398 abitanti della provincia di Teramo, ubicato nel cuore della Val Vibrata. Anticamente era parte integrante del Regno delle Due Sicilie. Fa parte dell' Unione dei Comuni della Val Vibrata

Il Comune ha sede in VIa Vittorio Veneto.

Gli abitanti sono detti "Santomeresi"

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ORIGINE DEL NOME: ORIGINI DEL NOME. In epoca romana il territorio ebbe un periodo di grande floridezza grazie all'insediamento di varie famiglie nobili, con l'edificazione di due grossi agglomerati: Castrum Rufi (i cui resti sono ancora oggi visibili) con i possedimenti di Lucio Tario Rufo da cui l'attuale frazione di Garrufo e Vicus Stramentarius.

STORIA: Fortificata alla caduta dell'Impero Romano, dal 1154 fu feudo di Gualtiero di Rinaldo e possedimento degli Acquaviva di Atri dal 1528 al 1639. Nel 1644 fu posseduto dai Marchesi di Mendoza, fino all'inizio dell' Ottocento. Fino al 1860 era quindi parte integrante del territorio del Regno delle Due Sicilie, per passare poi al Regno d'Italia. Nel centro abitato si segnala la chiesa barocca di S. Antonio Abate; nei dintorni, incastonata nel verde della campagna, è la chiesa di S. Maria a Vico (fine X secolo),il più integro tra i monumenti della regione, anteriori al Mille; secondo recenti ricerche, sorgerebbe su un tempio dedicato a Ercole. La pianta è quella tipica della basilica, l'interno è diviso in tre navate, mostra pilastri dalla forma tozza e rudimentali capitelli e conserva un'iscrizione romana relativa ad un tempio di Ercole.

GEOGRAFIA:

La cittadina è situata in cima ad una collina a 209 metri s.l.m. a cavallo dei fiumi Vibrata e Salinello. Ha una superficie che si estende per 34 KMq.

 a circa 14 chilomteri di distanza dall' uscita autostradale Val Vibrata. Ad una decina di kilometri di distanza vi è il mare Adriatico, oltre il quale quando l'aria è chiara si vede il monte Biokovo. In direzione Nord è visibile il monte Conero che si perde nelle acque, e verso sud-est, il Gargano.

 GEOGRAFIA ANTROPICA

Il Comune è diviso nelle frazioni:

  • Garrufo
  • Poggio Morello
  • Villa Ricci
  • Barracche
  • Bivio Sant'Omero
  • Case Alte
  • Casette
  • Mediana
  • Nucleo Artigianale
  • Villa Gatti
  • Zona Pep

TURISMO: CHIESA DI S. MARIA A VICO
Sorta nell'ambito di un vicus romano, schema iconografico basilicale paleocristiano in sieme ad altri elementi. Unica chiesa anteriore al 1000 in Abruzzo in buone condizioni, dell'altomedioevo, originariamente monastica (tracce del chiostro).
In realtà i documenti antichi, che sono lo strumento più affidabile usato dagli studiosi per ottenere certezze sulle date di chiese e monumenti del passato, non parlano di Santa Maria se non nel 1153, quando Papa Anastasio IV firma una bolla dove viene citata espressamente. Anche dallo studio dei metodi di costruzione usati per alzarne le mura è verosimile pensare che la data della bolla dica il vero sul periodo in cui venne fondata. In definitiva si può comunque dire che entrando tra le sue mura si compie un vero viaggio nel tempo, con un salto a ritroso di nove o dieci secoli.
Gli antichi architetti che lavorarono nella campagna di Sant’Omero decisero di fare da subito le cose in grande, soprattutto puntando sugli interni, e misero in cantiere la costruzione di una chiesa che già dall’inizio era in tre navate, divise da sei piloni fatti di mattoni e poggiati su semplicissimi e quasi rozzi capitelli. Poi, forse addirittura nel Trecento, si decise di donarle una facciata adeguata, nella quale venne inglobata anche la tozza torre campanaria. Per questo motivo si nota oggi una differenza così vistosa tra l’esterno, in mattone, e l’interno in pietra fatta eccezione per le colonne che sono anch’esse in mattoni. La facciata è abbellita da curiose decorazioni di mattoni messi a spina di pesce, mai vista prima in Abruzzo se non nella chiesa di San Leucio ad Atessa.
Molto belle sono invece le grate in pietra, dette transenne, che chiudono le finestre. Tranne una, sono tutte ricostruite nell’ottocentesco, come anche il rosone.
Di sapore antico è la decorazione del portale, dove si scorgono dei blocchi di pietra scolpiti “a negativo”, cioè con le figure incassate nella pietra anziché a rilievo come sempre accade. Una di esse è l’agnello con la Croce, il cosiddetto Agnus Dei, ossia l’agnello di Dio. Ci sono poi i simboli degli Evangelisti, con il leone alato di San Marco, il bue alato di San Luca e l’aquila di San Giovanni, oltre a vari motivi geometrici e floreali. Gli studiosi collegano questo tipo di decorazione al revival di elementi paleocristiani dovuti alla riforma gregoriana che ebbe spunto nell’abbazia di Montecassino. La chiesa di S. Maria a Vico di S. Omero è stata da alcuni critici salutata come "l'unico momumento d'Abruzzo anteriore al Mille giunto a noi quasi completo". La dettagliata analisi delle strutture induce alcuni studiosi a contraddire tale ipotesi e restituituire alla chiesa un ruolo meno rilevante all'interno del panorama architettonico abruzzese, anche se non privo di interesse. La facciata della chiesa, realizzata in mattoni, è a terminazione piana in direzione della navata centrale ed ingloba a sinistra la massicia torre campanaria. Il portale è decorato nell'archivolto da rilievi, ricavati in negativo dalla pietra, che in origine dovevano essere disposti in modo da avere al centro la formella con l'Agus Dei ed intorno i simboli degli Evangelisti e i rilievi a fiore. Il rosone in pietra non è originario, ma costruito ex novo durante i restauri di fine Ottocento. L'interno segue la semplice e nitida scansione dell'impianto basilicale con tre navate, presbiterio rialzato ed abside semicircolare. I piloni, realizzati in materiale misto, sostengono archi a tutto sesto; i primi due a partire dall'ingresso hanno una sezione rettangolare, mentre gli altri assumono forma circolare, in ambedue i casi non hanno base e i capitelli sono privi di qualsiasi elemento decorativo, semplicemente modellati in forma di tronchi di piramide (probabilmente sono di restauro). L'insieme, all'apparenza omogeneo, ad un'attenta analisi lascia affiorare le incorenze strutturali derivate dalle manomissioni e modifiche che si sono succedute nei corso dei secoli, anche in tempi recenti, proprio in occasione dei restauri. Gli studiosi tuttavia concordano nel ritenere che l'odierno organismo non si discosti molto dall'originario impianto della chiesa, mentre le opinioni divergono riguardo la datazione della primitiva fabbrica, da alcuni assegnata alla fine del X secolo, da altri alla metà del XII secolo. In un studio dettagliato sull'argomento l'Aceto evidenzia che la chiesa è riconducibile, per le proporzioni e il rapporto degli spazi, ad una tipologia diffusa in Abruzzo, nell'area di influenza cassinese, tra l'ultimo quarto del XI secolo e la metà del XII (Aceto...). Lo stesso impianto di S. Maria è utilizzato nella variante delle tre absidi in S. Liberatore alla Majella, S. Pietro ad Oratorium, S. Clemente al Vomano, S. Angelo a Pianella, S. Maria del Lago a Moscufo e in S. Nicola a Canzano, mentre la terminazione ad un'unica abside è presente in S. Maria in Valle Porclaneta, S. Vincenzo a Turrivalignani e in S. Giovanni ad Insulam, chiese collegabili alla nostra anche per via della decorazione architettonica, che manifesta "analogie stringenti, sia stilistiche che tematiche" con i rilievi del portale. (Aceto .....). Valutazioni che inducono a considerare la chiesa di S. Maria a Vico opera non altomedievale, ma riconducibile alla prima metà del XII secolo; possono essere riferite allo stesso periodo le belle transenne in pietra calcarea, ancora visibili nelle finestre della navata maggiore (originaria sembra solo quella centinanta), senza dover accettare per esse la datazione altomedievale da alcuni avanzata, e retrocedere di conseguenza tutta la cronologia dell'edificio. Al XII secolo risale anche la più antica menzione del complesso, Plebs S. Mariae in Vico, ricordato nella bolla rivolta al Vescovo di Teramo del pontefice Anastasio IV, datata 27 novembre 1153. La facciata, invece, con la sua possente torre campanaria è riferibile ad un successivo intervento edilizio, realizzato in pieno Trecento, che vede la soppressione della prima campata della navatella sinistra a favore della nuova torre e, contestualmente, la realizzazione della semplice cortina in mattoni del fronte. Al Trecento risale anche la decorazione ad affesco che oggi vediami conservata solo in brevi tratti e in forma molto frammentaria, ma che un tempo si estendeva lungo le pareti della navata maggiore e nei sottarchi, impreziosendo tutto il complesso con i suoi colori e le sue forme. Nella navata mediana, a destra, sono raffigurati entro due riquadri una Madonna con Bambino e Cristo in trono (?); a sinistra, nella parete che ha eclissato l'arco in prossimità del presbiterio, probabilmente per ragioni statiche, si distinguono un'Annunciazione ed una Madonna in Trono, con ai lati riquadrature che accoglievano altre raffigurazioni perdute. La lettura stilistica degli affreschi è resa difficoltosa dalla loro cattiva conservazione, tuttavia vi sono riconoscibili "indiscutibili cadenze giottesche", tali da datarli al secondo -terzo decennio del Trecento. I dipinti dell'ultimo sottarco a sinistra, un Cristo benedicente e S. Giovanni, sono opera della metà del XIV secolo di un artista diverso e dalla "tendenza più scopertamente gotica" (Aceto).
CHIESA DELL'ANNUNZIATA
Edificio originario fondato nel 1348 (già chiesa di S. Antonio Abate), poi scomparso. Rimane solo la torre dell'Annunziata del XIV sec. addossata all'abside della chiesa attuale e presumibilmente romanica, strutture attuali del XVII sec. con caratteri rinascimentali anche se realizzate in pieno barocco.
Notizie:  Il cenobio di S. Omero è annoverato tra gli insediamenti francescani della Custodia Aprutina già nel Provinciale Vetustissimum (1334-1344). Nel corso dei secoli la chiesa, dedicata a S. Antonio Abate ed in seguito intitolata alla SS. Annunziata, ha subito diverse modifiche e rimaneggiamenti, l'ultimo dei quali databile al Settecento. La data 1754 incisa sul portale di facciata indica probabilmente l'inizio dei lavori che videro il completo rifacimento della chiesa in forme barocche; la facciata assunse allora la semplice scansione in due ordini con una terminazione mistilinea. Sul fianco esterno dell'edificio è invece possibile ammirare un blocco di imposta con un motivo a rilievo databile all'VIII secolo che, riutilizzato di spoglio in occasione della ricostruzione, è oggi il più antico ritrovamento di S. Omero, le cui notizie a livello documetario compaiono solo due secoli più tardi, nel 988. Nel XVIII secolo la chiesa assume un impianto a navata unica con due campate rettangolari coperte da volte a vela lunettate ed abside semicircolare, una scelta inconsueta per una chiesa francescana, nella quale è di solito adottata una terminazione rettilinea. L'interno a partire dalla seconda metà del XVIII secolo è impreziosito da altari laterali ricavati entro nicchie, da cornici modanate e medaglioni a stucco, oltre che dal maestoso altare maggiore concluso da una scenografico parapetto, in linea con le soluzioni adottate dal Fanzago nella chiesa di Gesù e Maria di Pescocostanzo. Ai lati dell'altare maggiore le statue in stucco dorato raffiguranti Sant'Imerio, vescovo di Amelia, ed il beato Migliorato, rimandano alla scultura barocca di ascendenza berniniana. Nella curva absidale è collocato un organo realizzato dal maestro Onofrio Cacciapuoti da Vasto nel 1760 ed il coro ligneo barocco; sono inoltre da ricordare un crocifisso ligneo del XVI secolo ed una maiolica settecentesca raffigurante S. Antonio Abate.

FARMACIE: Dispensario di Poggio Morello Di S.Omero, località Poggio Morello
Farmacia Comunale Di Sant'Omero, Via Aprile 21, località Garrufo, Telefono: 0861818235
Farmacia Di Mattia e C. Snc, Via Della Stella 2, Telefono: 0861852015

COMUNI LIMITROFI: Bellante, Campli, Civitella del Tronto, Corropoli, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Sant'Egidio alla Vibrata, Torano Nuovo, Tortoreto

COPERTURA ADSL: NO

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':

SANTO PATRONO: Sant'Omero, festeggiato il 3 Giugno

GASTRONOMIA: PASTA ALLA GRATTUGIA
 3 uova 
 1/2 kg di farina 
 400 gr di punta di petto di manzo 
 400 gr di muscolo 
 osso di ginocchio di bue 
 1 ala di tacchino 
 1 ciuffo di prezzemolo 
 1 ciuffo di sedano 
 1/2 cipolla 
 1 carota 
 scorza di parmigiano 
 sale q.b. 
Disporre la farina a fontana. Aggiungere l'acqua necessaria e le uova. Fare la pasta piuttosto dura a forma di cilindro. Grattuguare il cilindro di pasta ben infarinato con una grana piuttosto grossa. Bollire insieme manzo, muscolo, osso ala di tacchino e gli odori per due ore. Passare il brodo al colino. Versare la pasta che risulterà irregolare, in brodo bollente.

PERSONE FAMOSE DEL COMUNE: Luigi Tanzj (24 lugio 1892 - 7 ottobre 1971) Medico e chirurgo, apre, a sue spese, un'infermeria e due letti di ricovero presso il Convento delle Suore di Sant'Omero. Il 16 dicembre 1930 con regio decreto viene approvato lo statuto organico dell'Opera Pia "Ricovero di Mendicità con cura infermi poveri". La storiografia ufficiale dell'Ospedale parte da qui. Il 7 luglio 1954 diventa Ente pubblico, grazie al Ministro della Sanità Prof. Vincenzo Monaldi. Dal 1963 al 1967 ne assume la Presidenza e viene approvato il progetto per la costruzione del nuovo Ospedale. Dal 1967 al 1971 viene nominato Presidente Onorario, incarico che manterrà sino alla sua morte nel 1971. Sulla lapide posta all'ingresso dell' Ospedale è così ricordato: "Medico e Chirurgo, con passione, determinazione, in mezzo a mille difficoltà, volle realizzare questo Ospedale per i più bisognosi. Quella gente che è più vicina all'essenziale, al di sopra delle diverse situazioni di vita, alle diverse responsabilità o titoli onorifici e alle posizioni sociali raggiunte. Questa lapide a perpetua memoria".

MANIFESTAZIONI ED EVENTI:

3 Giugno, festeggiamenti in onore di Sant'Omero

S. Scolastica, 10 febbraio.

ASSOCIAZIONI:

  • Pro Loco GARRUFO 
    Indirizzo 
    Via Nazionale 45, Garrufo - Sant'Omero, Garrufo - 64010 Sant'Omero 
    Contatti 
    Legale rappresentante Carlo Di Clemente
    Telefono               328-3384676       
    Telefono               347-5460201       
    Fax                       0861-887844
    Email m.camaioni@virgilio.it
  • Pro Loco SANT'OMERO 
    Indirizzo 
    Via R. Rascel 4, Sant'Omero - 64027 Sant'Omero 
    Contatti 
    Legale rappresentante Sandro Di Addezio
    Telefono               0861-88068       
    Telefono               338-3031124       
    Fax 0861-88068
    Email prolocosantomero@hotmail.com

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