Comune di Atri

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DESCRIZIONE:

Atri ? un comune di 11.245 abitanti della costa abruzzese, in provincia di Teramo e a pochi chilometri da Pescara. Gi? Ducato, Citt? d'Arte, ? un'antica cittadina del Medio Adriatico.
 Parte del suo territorio ricade nel perimetro della Comunit? montana zona "N" del Vomano, Fino e Piomba. ? parte del Consorzio turistico delle Terre del Cerrano, la cosiddetta "Costa Giardino".

Il Comune ha sede in Piazza Duchi D'Acquaviva

Gli abitanti sono detti "Atriani"

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ORIGINE DEL NOME:

Furono gli Illiri, provenienti dalla Dalmazia, durante le migrazioni tra il X e il IX secolo a.C., a dare il nome alla citt?, la cui forma pi? antica, Hatria, deriva da Hatranus o Hadranus, divinit? Illirico-Sicula raffigurata sulle monete cittadine, le pi? antiche dei popoli italici, coniate, secondo molti studiosi, tra il IV e il VI secolo a.C.

STORIA:

ETA' PREROMANA

Atri ? una delle citt? d'arte pi? antiche dell'Abruzzo adriatico e dell'intero Centro Italia. Lo testimoniano le monete ritrovate, coniate, secondo molti studiosi, tra il IV e il VI secolo a.C. Atri si contende con Adria (RO) l'onore di aver dato il nome al mare Adriatico. In seguito arrivarono le migrazioni umbro - sabelliche, a loro volta soppiantate dai Piceni, i cui corredi funerari possono farsi risalire al VII secolo a.C. Atri ebbe una florida attivit? commerciale con gli Etruschi; i pi? bei monili etruschi rinvenuti ad Atri sono conservati al British Museum di Londra.

ETA' ROMANA

Entr? a fare parte, con Ascoli ed Ancona, della Confederazione Picena. Il suo importante porto le permise di vantare una temuta flotta e di avere contatti con la Grecia. Ben presto, per?, si stacc? dalla Confederazione e si alle? strettamente con Roma, la quale cercava caposaldi e sbocchi sull' Adriatico. Nel 289 a.C. Hatria divenne colonia latina alla quale Roma permise, tra l'altro, di continuare a battere moneta. Si distinse in battaglia accumulando premi e privilegi. Nel periodo imperiale la citt? continu? ad essere un centro importante dell'Italia centrale, diede origine alla famiglia dell'imperatore Adriano che la riteneva sua seconda patria ed in essa ricopr? la carica di quinquennale a vita e di curator muneris pubblici. L'Ager Hatrianus si estendeva a Nord fino al fiume Vomano, a Sud fino al fiume Saline, mentre il confine occidentale coincideva con le pendici del Gran Sasso.

MEDIOEVO

Nel Basso Medioevo pat? un lungo periodo di decadenza e di abbandono. Fino al XIII secolo si hanno scarse notizie della citt? la quale, sotto i Longobardi, faceva parte del Ducato di Spoleto e nel XII secolo era feudo principale dei Conti d'Apruzio. Atri, per prima tra le citt? del Regno, si schier? dalla parte guelfa. Nel 1251 papa Innocenzo IV istitu? la Diocesi e concesse autonomia comunale, con territorio corrispondente a quello dell'antico agro coloniale romano. L'anno successivo la Diocesi di Atri fu unita "ad invicem" a quella di Penne. Nel 1305 fu completata la maestosa Cattedrale, monumento nazionale, dedicata a Santa Maria Assunta e celebre per il pregevole ciclo di affreschi quattrocenteschi dell'artista abruzzese Andrea De Litio. Nel 1395, Atri fu venduta per 35.000 ducati al Conte di S. Flaviano Antonio Acquaviva, che fu il primo di 19 duchi, i quali dal 1455 ottennero per matrimonio la contea di Conversano, e Atri divenne capitale del Ducato. La famiglia Acquaviva dalla fine del XV secolo aggiunse al proprio cognome l'appellativo d'Aragona quale segno perpetuo di riconoscimento, da parte del re di Napoli Ferdinando I, del coraggio mostrato in battaglia da Andrea Matteo.

RINASCIMENTO ed ETA' CONTEMPORANEA

Nel 1757 Atri torn? sotto il dominio diretto del Regno di Napoli, fino al momento in cui entr? a fare parte del Regno d'Italia.

GEOGRAFIA:

Il Comune ha una altitudine massima di 440 Mt. S.L.M., ed una superficie di 92,3 Kmq.

E' attraversato dai Fiumi Vomano, che ne delimita il territorio a Nord, e dal fiume Piomba che ne delimita il territorio a Sud.

La cittadina, che si trova nei pressi dell'area metropolitana di Pescara, ? raggiungibile attraverso l'autostrada A/14 Adriatica, uscendo al casello Atri-Pineto.
La citt? sorge su tre colli che s'affacciano sul mare Adriatico e su maestosi calanchi. Dal centro di Atri si raggiungono in 10 minuti d'auto le belle spiagge di sabbia del Cerrano. La zona costiera ? oggi area marina protetta.

GEOGRAFIA ANTROPICA
Le frazioni di Atri sono:

  • Casoli (la pi? popolosa)
  • Fontanelle
  • San Giacomo
  • Santa Margherita
  • Treciminiere

TURISMO:

Chiese
Il Duomo di Atri: la Basilica Cattedrale dell'Assunta
La maestosa Basilica Cattedrale di ?Santa Maria Assunta?, Monumento Nazionale (r.d. n. 84 del 19/02/1899), cominci? ad essere costruita nel 1260 circa e finita nel 1305. La chiesa era stata costruita sull'Ecclesia de Sancta Maria de Hatria (IX secolo), a sua volta costruita su una cisterna romana che ne divenne cripta, costruita a sua volta su un tempio di Ercole poggiante su antichissime mura ciclopiche tuttora visibili nella cripta. Nel 1335, sul lato sud, fu edificata la chiesa di Santa Reparata, modificata nel '500. La facciata, un tempo forse cuspidata, presenta un grande portale, un grande rosone e una nicchia con una statua della Madonna con Bambino di Raimondo del Poggio e Rainaldo d'Atri (capostipiti di una florida scuola di scultura e pittura detta "Atriana"); sul lato sud si aprono tre portali del XIV secolo che presentano, nelle lunette, affreschi dello stesso periodo: il primo, di Raimondo del Poggio, ? anche la Porta Santa; il secondo di Rainaldo d'Atri; il terzo di Raimondo del Poggio. Il campanile, sul lato nord, ? il pi? alto d'Abruzzo (ben 57 metri). La prima parte, in pietra, fu iniziata nel '200 fino alla cella campanaria e completato in mattoni, con la cuspide ottagonale, da Antonio da Lodi (1502), che costru? campanili simili anche a Teramo, Campli, Corropoli. L'interno ? a tre navate. Nella navata sinistra, vi ? una serie di affreschi di vari artisti (Giacomo d'Atri, Maestro di Offida, Andrea de Litio...) del '300-'400 tra i quali spicca un affresco del trasporto della Santa Casa, del 1460, opera del pi? famoso dei pittori abruzzesi Andrea de Litio. Vi ? anche uno stupendo battistero rinascimentale del 1503,opera del lombardo Paolo de Garviis e la Cappella Arlini (1618), con una tela di scuola napoletana dello stesso periodo. Nella navata destra, si possono ammirare una serie di affreschi che vanno dal '200 al '400 opera di artisti locali come Luca d'Atri, Giovanni di Cristoforo e Giacomo d'Atri. Vi sono anche una serie di cappelle rinascimentali: Cappella de' Corvi (1503, Paolo de Garviis); la Cappella di San Nicola dei Sarti (eretta da un mercante arabo dopo esser scampato ad un naufragio); la cappella degli Acquaviva, eretta nel 1503 dal Duca Andrea Matteo III Acquaviva, ? impreziosita da una tela di scuola fiorentina (XVII secolo), ora al Museo Capitolare. Nei pressi del coro, lato nord, ? presente il celebre affresco del XIII secolo rappresentante la leggenda francese de "L'incontro dei vivi e dei morti". Nella navata centrale, due acquasantiere, una delle quali (1400 o 1500) ? retta da una scultura che rappresenta una donna in costumi locali. Sulle colonne vari affreschi del '300-'400,tra i quali una Trinit? a tre volti (XIV secolo), una Madonna adorante il Bimbo (1460-70) di Andrea de Litio e del suo allievo Ugolino da Milano e una Madonna di Loreto (1450)di Andrea de Litio. Sul coro, il capolavoro di Andrea de Litio: le storie della Vita di Maria e Cristo (1480-81) e sulla volta le virt? teologali e nelgi spicchi i quattro evangelisti e i quattro dottori della Chiesa. Inoltre, molte raffigurazioni di santi. Questo ciclo di affreschi ? il pi? grande d'Abruzzo e uno dei pi? grandi dell'Italia centro-meridionale.
Notizie:  La chiesa di Santa Maria Maggiore ? uno dei pi? bei esempi di architettura medievale in Abruzzo. La sua ? una storia molto complessa ed articolata che passa attraverso diverse fasi architettoniche, per cui ? possibile tentarne una ricostruzione solo attraverso lo studio delle diverse parti. L'edificio fu ricostruito intorno alla fine del Duecento, con molta probabilit? nel 1285, sopra una chiesa del IX-X secolo, sorta a sua volta su un edificio termale romano. Ancora oggi, al di sotto della chiesa si trova una grande cisterna romana quadrata risalente alla prima met? del III secolo a.C. Essa risulta divisa in cinque navate da quattro file di pilastri quadrati e rettangolari in laterizio sui quali poggiano le volte a crociera della copertura. I pilastri non sono per? originari ma aggiunti in et? imperiale per esigenze formali, in sostegno dell'edificio che venne costruito su di essa. Dal medioevo all'et? moderna alcuni pilastri sono stati nuovamente modificati con aggiunte di murature di consolidamento. Il pavimento attuale ? stato anch'esso aggiunto ad un pavimento preesistente ed ? costituito da malta e ciottoli e delimitato da cordoli agli angoli e alle giunture dei muri che servivano a contenere la pressione dell'acqua. Due bocche sul lato occidentale permettevano l'immissione dell'acqua. Nel II secolo d.C. al di sopra della cisterna venne costruito un edificio termale, che trova il suo fondamento nei pilastri sottostanti ed ? articolato in due sale, una delle quali contenente una vasca esagonale. Di questa costruzione restano tracce di pavimento a mosaico in tessere bianche e nere raffiguranti pesci ed animali marini. L'uso di questa struttura non ? mai stato interrotto come documentano i lavori di integrazione del mosaico con mattoni. Si pu? supporre che in et? altomedievale venne realizzato su di essa un edificio di culto al cui interno la vasca assunse la funzione di fonte battesimale seppure in un'insolita posizione, vicino al presbiterio. Questo nuovo organismo inglob? e sfrutt? le strutture romane ancora esistenti attraverso opere di restauro e rifacimento. A sostegno di quest'ipotesi restano numerose tracce come i piani di calpestio, resti di tombe altomedievali nell'area del chiostro, frammenti di scultura della stessa epoca, oggi conservati presso il Museo Diocesano ed un'antica tradizione ariana che indica la cisterna romana con il nome di "Santa Maria Vecchia" che indicava un antico luogo di culto. Per tutto il medioevo essa vene utilizzata come luogo di culto, come cripta annessa alla chiesa sovrastante alla quale era collegata mediante una scala realizzata in epoca imprecisata ed oggi non pi? esistente. Da un documento del XV secolo si pu? dedurre che essa veniva utilizzata come cimitero dei canonici; la presenza ancora all'inizio del Novecento di un piccolo vano, realizzato mediante la costruzione di due muretti, fa supporre l'esistenza di un ossario. Al suo interno sono ancora conservati affreschi a tema religiosorealizzati tra il XIV e il XV secolo. Una serie di documenti, bolle pontificie e rescritti imperiali, compresi tra il 1140 e il 1221, fanno riferimento ad una "Sancta Maria de Atria cum omnibus cappelli et pertinentiis suis", che quindi precede la costruzione romanica. Il Gavini (Gavini, 1980) avanza un'ipotesi su questa costruzione. Nel corso del XI secolo venne edificata una grande chiesa benedettina, a tre navate, portata a termine nei secoli successivi. Ampi tratti di muraglia di quell'epoca restano oggi nella parte posteriore della chiesa ed indicano quanto grandioso fosse il progetto che prevedeva una struttura a tre navate senza transetto n? absidi. Si tratta di un'opera mista di mattoni e pietra concia su cui si aprono un portale e quattro finestre che presenta caratteri stilistici vicini quelli di San Liberatore a Maiella, tra cui spicca il motivo delle palmette a pannocchia, tipico della scuola liberatoriana. Si pu? concludere che la fondazione della chiesa ? legata alle maestranze discendenti da San Liberatore e limitata alla muraglia presbiteriale e alla cripta sottostante. Alla stessa epoca risale il monastero costruito dietro la chiesa di cui si conserva il chiostro, che ? il pi? antico della regione. La costruzione avviata prima del 1100 fu ripresa e completata assai lentamente nel corso del XII e XIII secolo come dimostrano caratteri architettonici e stilistici appartenenti a tradizioni e scuole esistenti in Abruzzo in quei secoli. Particolarmente evidente ? l'influenza dell'architettura borgognona che sulla fine del XII secolo trovava espressione nell'abbazia di San Giovanni in Venere. A concorrere alla grande opera intervennero anche le maestranze di Casauria che hanno lasciato la loro firma nella eleganza delle decorazioni e nei bellissimi capitelli a foglie di palma seppure il loro intervento fu limitato alla costruzione della tribuna dell'ultima campata della navata principale. I due stili, quello borgognone e quello casauriense, si avvicendano e si alternano nella zona presbiteriale senza mai confondersi o mescolarsi e mantenendo distinti i loro rispettivi caratteri. Su questo organismo venne con molta probabilit? riedificata la chiesa romanica, come testimoniano la consacrazione del 1223 e l'innalzamento a diocesi nel 1252. Sulle vicende di costruzione del nuovo organismo sono state formulate varie ipotesi. Secondo l'ipotesi proposta dal Bozzoni (Bozzoni, C., 1979), uno dei pi? autorevoli studiosi di questo monumento, la nuova costruzione avrebbe inglobato quella benedettina, conservandone solo gli archivolti e gli stipiti riutilizzati come aperture della cisterna gi? convertita in luogo di culto. La nuova chiesa doveva essere a tre navate con transetto, cinque absidi e campanile isolato rispetto all'organismo principale. Secondo lo storico durante i restauri novecenteschi sono state rinvenuti di questa costruzione resti dell'abside principale e delle due laterali, un pilastro e due semipilastri. Questa ipotesi prevede un'altra decisiva opera di trasformazione realizzata nella seconda met? del XIII secolo, alla quale si deve la configurazione attuale. In quell'occasione la chiesa sarebbe stata allargata fino al limite attuale mentre la facciata sarebbe stata completata all'inizio del XIV secolo. Il Matthiae (Matthiae G., 1961), che ? stato l'artefice dei restauri novecenteschi, sostiene che la chiesa del XII secolo fosse articolata in cinque navate con copertura lignea a capriate e che nel corso della seconda met? del XIII secolo sia stata ingrandita attraverso un raddoppiamento della campate ed una riduzione dei sostegni e opere di rinforzo ai pilastri restanti. Francesco Aceto, pi? recentemente, fa alla ricostruzione proposta dal Matthiae una correzione anticipando l'opera di ampliamento della chiesa alla prima met? del XIII secolo. Dal XIII al XIV secolo la chiesa fu oggetto di importanti opere di ingrandimento che videro raddoppiarsi la sua lunghezza. A cavallo tra i due secoli sono ascrivibili sia il portale sulla facciata sia quelli laterali. L'esistenza di alcuni resti di una cornice ad archetti, situati in alto sul fondo della navata destra, testimonianza di un primitivo e pi? basso tetto, fa supporre l'innalzamento dell'edificio in epoca gotica. Sulla tipologia della copertura del nuovo organismo non si hanno certezze n? testimonianza; poteva trattarsi di una copertura a capriate lignee sul modello di quella precedente ma pi? alta oppure di una copertura a volta. A quest'epoca risalgono importanti interventi di consolidamento come i rinforzi ottogonali dei pilastri o la costruzione di muri di rinforzo per i pilastri della cisterna che non riuscivano a sostenere il peso del nuovo edificio. Anche il chiostro segue le vicende costruttive della chiesa. L'intera costruzione ? realizzata in blocchi squadrati di pietra, arenaria e puddinga e con il riutilizzo di qualche frammento antico. La facciata a blocchi squadrati risulta divisa verticalmente in tre parti da quattro lesene, due delle quali poste sugli spigoli, le altre due incorniciano il portale e il rosone. La terminazione non ? quella originaria a cuspide che deve essere caduta a causa del terremoto del 1563. Oggi essa si presenta rettilinea delimitata orizzontalmente da una cornice ad archetti pensili trilobati. Al centro sono il portale e il rosone contenuti in una sottile ed elegante cornice a timpano. Il portale datato 1305, fu realizzato da Rainaldo d'Atri............. Il prospetto posteriore confina con il chiostro perci? non ? visibile dall'esterno. Esso ? costituito per la met? inferiore da blocchi in pietra e per l'altra met? da mattoni. Il lato meridionale presenta ben tre portali, di cui uno attribuito a Rainaldo d'Atri nel 1305 e gli altri due realizzati da Raimondo de Poggio tra il 1288 e il 1302. Essi presentano la stessa configurazione architettonica costituita da un arco a tutto sesto a sua volta contenuto in un timpano triangolare. Tutta la parete ? scandita da dieci lesene e da otto strette finestre con arco a tutto sesto. La parte finale di questo lato confina con la chiesa di Santa Reparata sorta inizialmente come cappella e in seguito trasformata in chiesa. Il lato settentrionale, anch'esso scandito da lesene, verso la parte finale ? coperto dalla sacrestia ed altri edifici realizzati dal XVI secolo in poi ed ? interrotto dal campanile che risulta staccato dalla parete. Quest'ultimo ? un organismo quadrato molto alto e slanciato costituito anch'esso da blocchi squadrati in pietra e ritmato da cornici marcapiano in cotto. In alto termina in un tamburo ottagonale, culminante in una piramide, che presenta ad un primo livello delle bifore su ogni lato e ad un secondo livello delle aperture tonde incorniciate da tasselli in vetro e maiolica. Il tamburo ottogonale con cuspide ? tipico dell'area teramana e fu realizzato nel 1502 da Antonio da Lodi. Il chiostro, adiacente al lato posteriore della chiesa, ? per tre lati costituito da due piani con doppio loggiato realizzati in epoche diverse. Il lato mancante di loggiato presentava in origine un porticato, in seguito assorbito dal chiostro, dal quale si accedeva alla cisterna romana gi? riconvertita in luogo di culto. La cattedrale si trova in leggera pendenza in linea con il colle su cui ? stata edificata. Questo si riflette nel dislivello tra la piazza e l'interno della chiesa alla quale si accede scendendo alcuni gradini. Lo spazio interno ? suddiviso in tre navate da pilastri di diversa forma, quelli della prima met? sono rettangolari con semicolonne addossate, quelli della seconda met? sono rivestiti da un rinforzo ottagonale. Su di essi poggiano gli archi a sesto acuto che definiscono le campate. Anche queste ultime si diversificano in due tipologie; le prime quattro sono piccole e a pianta rettangolare, quelle verso il presbiterio sono ampie e a pianta quadrata. Queste differenze sono espressione di due fasi diverse di intervento. Uniche aperture che gettano luce sulle navate sono due monofore ad arco interno trilobato. La copertura attuale ? costituita da un soffitto a capriate lignee che ? stato ripristinato nel Novecento mediante eliminazione della copertura a volta di origine ottocentesca.? La zona presbiteriale ? chiusa da una parete rettilinea ed ? illuminata da un'unica apertura sferica dopo che ? stata chiusa la monofora sottostante per dare continuit? al ciclo pittorico. La principale opera pittorica ? il ciclo di affreschi quattrocenteschi attribuito ad Andrea De Litio e raffigurante scene del Nuovo Testamento con particolare riferimento alla vita della Vergine. Altri affreschi sono presenti sui pilastri delle navate, essi risalgono al XV secolo e raffigurano santi e martiri. Una scena raffigurante una danza macabra ? dipinta sul muro di fondo della navata sinistra. La chiesa contiene anche molte opere scultoree come l'acquasantiera che si trova a destra dell'ingresso molto originale per la figura femminile, una popolana, che, sostiene la vasca dell'acqua. La scultura, datata alla fine del XV secolo, era stata concepita per una fontana pubblica e poi trasferita in chiesa. Di epoca romanica ? la conca con quattro leoncini a bassorilievo collocata all'interno del fonte battesimale, posto al di sotto di un tabernacolo nella prima campata della navata sinistra. Durante i lavori di restauro nel corso del Novecento sono stati rinvenuti diversi strati di pavimentazione nella zona presbiteriale. Al di sotto di quella seicentesca ? stato rinvenuto un pavimento in cotto a sua volta costruito su un pavimento in mosaico romano che copriva la zona corrispondente alla navata centrale. Questo, datato al II secolo d. C., dovette appartenere all'impianto termale romano come rivela anche il soggetto prevalentemente marino. Oggi questi resti antichi sono i in mostra al di sotto di una pavimentazione trasparente.


Santa Reparata
La chiesa di S. Reparata di Atri ? eretta ex novo nel Settecento sul luogo di un precedente edificio del XIII secolo, accanto alla Cattedrale di S. Maria Assunta; pur rimanendo due organismi indipendenti, la chiesa barocca ? collegata al Duomo tramite un ingresso secondario posto lungo la navata destra. Della chiesa originaria rimangono solo dei rilievi scolpiti conservati nel Museo cittadino, oltre che la scultura trecentesca raffigurante S. Reparata, patrona della citt?, oggi disposta in facciata con l'iscrizione Pietate resurgam/ Adrie iam / Reparate opibus. Nel Settecento si avvia il completo rifacimento dell'edificio su progetto di Giovan Battista Gianni (o Giani) da Cerano d'Intelvi; nel 1741 la cupola ? terminata, ma per la consacrazione della chiesa si deve attendere il 25 giugno del 1758. Realizzata completamente in laterizio, la facciata ? ornata agli angoli da paraste ed ? divisa in due ordini da una cornice modanata; nel primo ordine apre il portale fiancheggiato da due colonne estradossate e chiuso da un archivolto che al centro si interrompe per lasciare spazio alla scultura di S. Reparata; nel secondo livello troviamo un'ampia finestra dalla mostra in mattoni leggermente rilevata dal fondo che si eleva fino al timpano posto a coronamento di tutta la facciata. Per la nuova piccola chiesa si sceglie un impianto a croce greca con l'asse longitudinale allungato tramite l'aggiunta di brevi campate, in linea con le varianti elaborate in et? barocca sul tema della pianta centrale e sperimentate anche in altre chiese abruzzesi, come ad esempio nel S. Martino a Corfinio. Caratterizza invece la chiesa atriana la presenza di una concavit? non solo nel presbiterio, l? dove delimita lo spazio absidale, ma anche nell'ingresso, ove ? disposta in senso opposto. La decorazione degli interni prevede una scansione delle pareti in paraste mentre una cornice a pi? modanature sottolinea lo stacco tra queste e le superfici curve delle volte. Impreziosiscono l'ambiente sia le mostre in stucco degli altari con tele databili al Seicento, come la Madonna Immacolata e il S. Rocco con il cane, che gli affreschi settecenteschi disposti entro medaglioni stuccati raffiguranti ognuno un santo a mezzo busto (S. Gabriele, S. Gaetano Thiene, un Vescovo martire, un Vescovo con il modellino della citt?, S. Pasquale Baylon e S. Luigi Gonzaga), oltre che la raffigurazione, sempre in affresco, di una Madonna Assunta nel catino absidale. L'opera pi? interessante conservata all'interno della chiesa ? senza dubbio il ciborio a baldacchino realizzato tra il 1677 e il 1690 da Carlo Riccioni per la cattedrale e solo in un secondo tempo trasferito in S. Reparata. La struttura del ciborio trasferisce nel legno le forme di un baldacchino processionale, del quale si riproducono i drappi e le bande; l'esempio preso a riferimento ? chiaramente il famoso baldacchino realizzato dal Bernini per S. Pietro a Roma e, nel tentativo di avvicinarsi ulteriormente al modello, l'artista ha riprodotto il bronzo ricoprendo la superficie lignea del ciborio con uno strato di gesso opportunamente colorato. All'epoca del rifacimento barocco della chiesa risalgono anche due sculture lignee, la Madonna Incoronata e la Madonna Immacolata; ancora in legno ma del XIX secolo sono il tabernacolo e la bella serie di candelabri d'altare.
Sant'Agostino
Venne eretta probabilmente nel XIII secolo e modificata nel XIV secolo ma dedicata ai Santi Giacomo e Caterina. Venne poi modificata ancora e dedicata a Sant'Agostino; probabilmente sub? un rifacimento barocco. Oggi la chiesa ? sconsacrata ed ? adibita ad auditorium civico, ma conserva ancora alcuni elementi antichi. La chiesa ha una facciata con uno splendido portale decorata con santi e motivi vegetali. ? del 1420, opera di Matteo da Napoli, ed ? considerato uno dei capolavori dell'artista; nelle decorazioni lo scultore scolp? una lumaca, perch? era molto lento nei lavori tanto che gli atriani gli assegnarono il nome di "ciammaica", che in dialetto locale signfica lumaca e l'artista volle scolpire quell'animale a ricordo. Vi ? poi un campanile simile a quello del Duomo, ma pi? piccolo, forse dello stesso Antonio da Lodi. L'interno ? ad una navata e, anche se oggi ? sconsacrata, presenta ancora gli elementi originari: le vetrate, gli altari barocchi, una cappella con resti di affreschi e, pezzo forte, un grande affresco della Madonna delle Grazie tra santi e devoti (XV secolo), opera di Andrea de Litio, che si trova accanto all'ingresso laterale sul lato sinistro.
Notizie:  La chiesa di Sant'Agostino ? situata nei pressi della cattedrale della citt? di Atri. Non tutti gli elementi dell'edificio sono di epoca medievale; di grande interesse ? la facciata, riconducibile al XIV secolo e coronata da una cornice orizzontale in terracotta ad archetti conchigliati. L'elemento di maggior spicco ? senza dubbio il portale contenente forme di transizione dal gotico fiammeggiante al Rinascimento. L'opera ? attribuita ai maestri napoletani che nel 1400 lavorarono ad Atri. Ai lati del portale sono posti pilastri collegati tra loro mediante capitelli e basi comuni; sopra l'architrave si susseguono due archi concentrici a tutto sesto decorati, a chiudere il tutto vi ? un terzo arco a carena ornato con il tipico motivo gotico a fogliame rampante. L'arco inferiore ? decorato con una successione di formelle con Ges? e gli Apostoli e con Profeti e simboli degli Evangelisti. Al centro del timpano ? posta la statua di Sant'Agostino vestito con i paramenti vescovili e pi? in alto, su una mensola, la figura di Dio Padre nell'atto di benedire. Alle estremit? dell'archivolto mediano si vedono un toro ed un leone, entrambi alati, con sotto due bassorilievi in cui sono scolpiti l'Annunziata da una parte e l'Angelo dall'altra. I capitelli sono ornati con teste umane e su di essi sono collocate le due statue di Santa Caterina d'Alessandria e Sant'Antonio. L'interno ? ad una navata ma la presenza di tre arcate murate sul lato sinistro e di tre arcate libere su quello destro, camuffate da intonachi e stucchi, lasciano prevedere la presenza di una chiesa pi? ampia a tre navate. Di notevole interesse ? l'abside poligonale risalente al XIV secolo e decorata all'esterno con una cornice ad archetti trilobati. Da notare ? anche l'elegante campanile che, in dimensioni ridotte, imita quello della cattedrale.


San Francesco d'Assisi
La chiesa venne eretta poco prima o subito dopo la morte del Santo di Assisi (avvenuta tra il 3 e il 4 ottobre 1226); deve considerasi, quindi,una delle prime chiese francescane ed ? considerata la pi? bella e grande chiesa di Atri dopo il Duomo dell'Assunta. La costruzione fu fermamente voluta da Filippo Longo (settimo compagno di San Francesco e uno a lui pi? cari, che diede consigli anche a Santa Chiara) e da Frate Andrea, che mor? in quel convento. Nel periodo barocco l'architetto Fontana di Penne, uno dei maggiori del barocco abruzzese, ricostru? la chiesa, creando la scenografica scalinata all'esterno; nel XIX secolo vennero realizzati gli affreschi della Cappella dell'Addolorata; al secolo scorso risalgono le vetrate e le statue di Don Bosco, San Giuseppe, del Crocifisso, dell'Immacolata Concezione, di Santa Barbara, del Sacro Cuore, di San Francesco e Sant'Antonio. La facciata barocca presenta la teatrale scalinata a doppia rampa, spesso scelta da molti fotografi (anche non atriani)come sfondi per le loro foto, in particolare di matrimonio. Il portone centrale presenta un bassorilievo settecentesco raffigurante un miracolo di San Francesco. Sul lato sinistro, sotto un arco, si trova una tomba probabilmente medievale con la figura dell'uomo sepolto: molto probabilmente la tomba si trovava in una cappella della chiesa che venne accorciata con il rifacimento barocco; sul lato destro, invece, si trova un piccolo portone (XV secolo), ora chiuso, che immetteva alla chiesa; siccome si trova in basso rispetto alla scalinata, ? assai probabile che la chiesa medievale non avesse la scalinata esterna. L'interno, ad una navata, ? in stile barocco e gli stupendi stucchi sono di scuola napoletana; presenta otto cappelle. Lato sinistro: Cappella di Sant'Anna. ? ornata da stucchi barocchi e al centro presenta una tela del XVIII secolo circa ("Sant'Anna educa la Vergine") e in basso una nicchia in cui doveva essere un dipinto, ora sostituito da un'immagine recente del Sacro Cuore, mentre sul lato destro della cappella una statua (XX secolo) di Don Bosco. Cappella dell'Immacolata Concezione. Ornata con stucchi e la nicchia, presenta la statua, scolpita dalle ditte di Ortisei, dell'Immacolata con una corona argentea, mentre in basso si trovano due piccoli angeli che reggono torce, anche queste dell'Ortisei. Cappella dell'Addolorata. ? una delle pi? semplici della chiesa, e peraltro i pochi stucchi furono ritoccati nel XIX secolo. Nella nicchia, decorata con fiori, si trova la statua della Madonna dei Sette Dolori(XVIII secolo.?), coperta da un vestito nero ricamato d'oro e con un cuore trafitto dalle sette spade d'argento (la statua dovrebbe essere quella che anticamente si portava in processione il Venerd? Santo); sulle pareti si trovano affreschi del XIX secolo raffiguranti angeli che reggono i simboli della Passione e il cuore di Maria. Cappella di San Francesco. E', insieme a quella che le sta di fronte, quella di Sant'Antonio, la pi? bella Cappella della chiesa. Qui l'abbondanza delle decorazioni e degli stucchi lascia veramente sorpresi; sulla nicchia un grande stucco del '700 raffigurante "San Francesco riceve le stigmate". Vi ? anche una statua del Santo della ditta Sanitifaller di Ortisei (1960). Lato destro: Cappella di San Giuseppe. ? decorata da stucchi; l'altare presenta un dipinto del XVI-XVII secolo (probabile produzione abruzzese-napoletana) raffigurante "San Raffaele ordina a Tobiolo di pescare il pesce che risaner? il padre" e una piccola statua recente di San Giuseppe. Sul lato destro della cappella una grande scultura del Crocifisso, molto espressiva e drammatica (XX secolo), mentre sul lato opposto una nicchia che presenta un piccolo presepio (XX secolo). Cappella di Santa Barbara. ? decorata da stucchi di stile abruzzese, presenta al centro una tela di scuola napoletana del XVIII secolo raffigurante "Maria ed il Bambino adorati da San Gaetano": il pittore non raggiunge alti livelli e si ispira alla tela (ben pi? pregiata) della bottega del Reni a Santa Chiara in Atri, ma ? veramente graziosa. Si trova anche una piccola statua di Santa Barbara, un tempo portata in processione il 4 dicembre. Nella nicchia del lato sinistro, una statua "vestita" della Madonna del Carmine, non molto pregiata. Cappella del Sacro Cuore di Ges?. ? la cappella pi? recente, ma deve essere stata costruita su una barocca. ? priva di qualche decorazione, tranne che una statua lignea del Sacro Cuore e una scritta a questo riferita. Cappella di Sant'Antonio. In stile barocco e con stupendi stucchi napoletani del '700, al centro vi ? una nicchia con un grande stucco ("Sant'Antonio in Estasi") e una statua del 1960 che raffigura il Santo, realizzata dalla ditta Santifaller di Ortisei. Dietro l'altare maggiore si trovano un grande organo a canne e un coro che presenta gli stucchi pi? belli della chiesa (XVII-XVIII secolo), opera di artisti napoletani. Sulla volta del coro dei piccolissimi resti di intonaci (XIV secolo) sono testimoni di un'antica decorazione medievale del tempio sacro. Anche in sagrestia si trovano resti di affreschi dello stesso periodo, purtroppo molto deteriorati.
Notizie:  La presenza francescana ad Atri risale alla prima met? del Duecento, dato che il beato Andrea mor? nel 1241 nel convento della citt?. A sottolineare l'importanza di questo cenobio ? la sua elevazione a capoluogo della custodia omonima nel Concilio di Narbona del 1260. La pi? antica menzione della chiesa risale ad un lascito del 1296 ed anche le strutture residue dell'edificio originario permettono di datarlo tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV. Attualmente la chiesa mostra la sua veste settecentesca (acquisita dopo il parziale crollo dovuto al terremoto del 1690), pur conservando notevoli resti della primitiva struttura, che permettono di pensare ad essa come la pi? grande chiesa della regione. Sicuramente era a navata unica coperta con capriate e al coro quadrato si accedeva tramite un grande arco ogivale con ghiera lavorata, tuttora visibile. Lungo le mura perimetrali del coro, in origine voltato a crociera, sono ancora conservate tracce di affreschi.


San Liberatore
Questa cappella votiva doveva gi? esistere nel XV secolo e doveva essere la cappella degli Acquaviva, dove il Beato Rodolfo Acquaviva amava pregare. Venne ristutturata dopo la Prima e Seconda Guerra mondiale in memoria dei Caduti della Patria; oggi non rimane pi? nulla dell'antica chiesa, se non l'antica pianta. la facciata,semplice,presenta un'iscrizione commemorativa ai Caduti atriani in guerra. L'interno,ad unica navata e sobrio,presenta alcune nicchie con reliquie (spade,medaglie e divise) di caduti atriani;sopra l'altare maggiore,una stupenda vetrata della Crocifissione della ditta Camper,ditta di vetrate atriana la cui fortuna inizi? nel secolo scorso,producendo stupende vetrate soprattutto a Silvi e ad Atri,ma attulamente molti paesi e citt? richiedono vetrate atriane.

San Nicola
? una delle tre parrocchie cittadine assieme al Duomo e alla nuova chiesa di San Gabriele. Chiamata dagli atriani "Santa Nicola",? la chiesa pi? antica della citt?,risalente al 1181 (menzionata in una bolla di Papa Lucio III). Venne completamente rifatta da un certo Mastro Giovanni,anche se per? un altro Mastro Giovanni si ritrova nella costruzione della chiesa del 1181 (si tratta,quindi,di due artisti con lo stesso nome ma diversi). Tra '300 e '400 venne decorata da affreschi (ne rimangono solamente 5),mentre nel '700 impreziosita da tre tele e da un pulpito;molti affreschi furono perduti per via di veari rifacimenti apportati alle pareti;in realt? in certi documenti si apprende che l'ignoto pittore doveva solo ritoccare alcuni affreschi rovnatissimi,ma sbaglio tutto e il rimedio era ridipingere. Nel secolo scorso nuove ma significative modifice sono state aggiunte alla chiesa,aggiungendo le statue di San Nicola,San Giuseppe e l'altare con la statua dell'Addolorata e fu smantellato l'organo settecentesco troppo ingombrante e di fattura molto grossolana e utilizzato rarissime volte. La facciata,con una piccola scalinata che introduce all'interno,? cuspidata,semplice,decorata da ciotole di ceramca di Castelli del '500;il campanile ha poderose campane che ad ogni processione (tranne quella del Venerd? Santo) suona sempre. L'interno ? a tre navate;nella navata sinistra,sopra il fonte battesimale medievale,uno stupendo affresco del XV secolo di Andrea De Litio raffigurante "Madonna di Loreto tra Angeli e i SS. Rocco e Sebastiano";precedentemente si era molto discusso su questo affresco ,che veniva attribuito con molti dubbi al De Litio,mentre altri propendevano pi? per la sua bottega (osservando che il San Rocco non era molto preciso);vi era addirittura qualcuno che affermava che l'affresco era opera del figlio di De Litio,Francesco,ma ci? era solo falso perch? pur non sapendo nulla su questo figlio del pittore sappiamo che non fu mai pittore. Alcuni propendevano addirittura ad attribuirla a un pittore discepolo di un discreto pittore allievo del De Litio. Solo oggi ha riacquistato il suo valore. Gli angeli che reggono un cartiglio non sembrano del De Litio e sono databili al XVI secolo. A lato dell'afresco un'iscrizione medievale;nella stessa navata vi sono un pulpito ligneo del '700,un affresco con "San Girolamo penitente" del '500 e una tela probabilmente settecentesca,con l'Annuncazione. Questa tela deve essere stata alterata nella sua composizione nel XIX secolo. Nella navata centrale,sopra un pilastro,un piccolo affresco (inizio XIV sec,) raffigurante un nobile. Nella navata destra,vicino all'acquasantiera,un affresco del XIV secolo con Santo in tunica verde da attribuire ad Antonio Martini di Atri (Antonio di Atri);un tela del '700 ora in restauro fuori Atri. Inoltre vi ? un interessante affresco con Santa Lucia del XV secolo;accanto all'afffresco una crepa sembra apertasi volontariamente lasciando intravedere un frammento di uno o due affreschi:se si toglierebbe l'intonaco,si scoprirebbero molti affreschi. Vicino l'Altare dell'Addolorata una tela del XVIII secolo di pittore locale ma molto probabilmente con formazione napoletana.
Notizie:  La chiesa di San Nicola ? tra le pi? antiche presenti ad Atri. Fu riedificata, probabilmente da un Maestro Giovanni, nel 1256 sul luogo in cui sorgeva una precedente chiesa dell'XI secolo. La pianta conserva l'impostazione medievale a tre navate con abside semicircolare. L'interno ? diviso da arcate ogivali poggianti su colonne e pilastri ottagonali in cotto arricchiti da rustici capitelli variamente decorati. Sulla parete di controfacciata si conservano una Madonna con Bambino fra i Santi Rocco e Sebastiano, affresco attribuito alla scuola di De Litio. La facciata, piuttosto alterata in seguito ad un intervento di restauro, presenta un campaniletto sul fianco destro ed un portale con elementi della costruzione originaria. Interessanti risultano le formelle di Ceramica di Castelli inserite come motivo decorativo a coronamento del rosone e della timpanatura; esse rappresentano una caratteristica dell'architettura atriana e riescono a creare un particolare effetto visivo per chi osserva da una certa distanza.


SS.Trinit?
La chiesa ? detta popolarmente di San Rocco,per via della statua del Santo che vi ? all'interno al quale gli atriani hanno profonda venerazione. La chiesa si trova in un vicolo caratteristico di Atri,all'ingresso del giardino degli Acquaviva (pieno di erbacce),ed ? per questo che le guide non la menzionano per niente e a volte i turisti la scoprono per caso,ma non potendo vedere l'interno perch? spesso chiuso:apre solo in occasione di Santa reparata (Luned? in Albis),San Rocco (16 agosto),qualche volta a Santa Rita (22 maggio) e a volte le domeniche primaverili ed estive. La costruzione della chiesa deve risalire al '200 e nel '300 divenne probailmente Cappella degli Acquaviva;per? per accedere alla chiesa bisognava passare per il giardino e inoltre era spesso usata dal popolo,cose che fecero cambiare idea alla famiglia che scelse come cappella privata quella di San Liberatore,a cui si poteva accedere da un corridoio interno. Tra '600 e '700 tutta la chiesa venne rifatta e l'altare maggiore divenne barocco,e vi furono aggiunte statue e dipinti barocchi. La facciata ? semplice,con una vetrata della ditta Camper e un piccolo campanile;sul lato sinistro,una decorazione medievale scoperta di recente,mentre su quello destro vetrate della ditta atriana. L'interno ? ad unica navata,molto semplice. Sul lato sinistro toviamo la nicchia con la venerata statua di San Rocco,con dei lumini accesi;sul lato sinistro,una nicchia con una piccola statua barocca di Sant'Antonio,il cui Bimbo sembra essere di fattura popolare e pi? recente;un tela del XVII-XVIII secolo (attr. scuola napoletana)con "Sant'Anna educa la Vergine",un piccolo altare con un quadro della Madonna di Pompei (XVIII secolo circa). L'altare maggiore ? in stile barocco,ma anche questo ? semplice e sono pochi gli ornamenti:timpano,colonne doriche e qualche puttino. Al centro una nicchia accoglie una statua della Madonna con Bambino (XVIII secolo,detta "delle SS.Grazie"),con ai lati due piccole tele di scuola napoletana (attrbuite alla scuola del Solimena),del '700,con San Michele Arcangelo e l'Angelo Custode. Alla chiesa ? legato un miracolo avvenuto qualche anno fa:una donna,che aveva un problema alla gamba,venne consigliata da una lontana amica di recarsi in questa chiesa,e di friggere l'olio davanti la statua di San Rocco,pregando. La donna fece cos? come le aveva detto e in pochi giorni rimase guarita.
Santo Spirito (detta Santuario di santa Rita)
La chiesa di santo Spirito si trova ai margini del centro storico,quasi di fronte alla Rocca di Capo d'Atri,un castello fatto costruire dagli Acquaviva e in parte distrutto durante una sommossa del popolo nel 1413. La chiesa fu edificata a partire dalla fine del XIII secolo,ad opera degli Agostiniani Scalzi,che la ebbero fino al '500,quando subentrarono i francescani per un breve periodo,per poi ritornare poco prima della fine del secolo agli Agostiniani Scalzi,che attuarono alcune trasformazioni. Gli Agostiniani Scalzi attuarono molte opere di modifica anche nel XVII secolo,fino a quando il la chiesa con l'annesso convento passarono alle monache agostiniane,che introdussero anche il culto di santa Rita da Cascia. Soprattutto a partire dalla seconda met? del XVIII secolo,le suore modificarono completamente la chiesa,almeno fino ai primi del XIX secolo,dotandolo di stucchi,altari,vetri,statue e altari. Nel 1800 la chiesa e il convento furono abbandonati,ma gli atriani che riservavano un grande amore verso santa Rita,continuarono a curare la chiesa ed ? grazie a loro che oggi la chiesa ? possibile ammirarla e non ha fatto la fine di certe chiese durante il periodo napoleonico. Il convento,invece,fu trasformato in ospizio (ancora oggi lo ?)per gli anziani e fu dedicato a San Liberatore. La chiesa oggi si presenta nella veste dei restauri e rifacimenti barocchi. La facciata,che fu continuamente modificata fino all'inizio del 1800,si presenta in stile barocco,con lo stemma della morte e la scritta "Suffragio",forse in riferimento a qualche confraternita del Suffragio che vi doveva essere. Il campanile ? dotato di campane del XVIII-XIX secolo,che si differenzia da quelli atriani in mattoni. Il portale d'ingresso,datato 1586 ed in puro stile rinascimentale,era in realt? sulla facciata della chiesa conventuale di Sant'Antonio dei Cappuccini,chiesa gi? in degrado prima dei depredamenti austriaci (1707) e napoleonici (inizi del XIX secolo): le uniche cose salvatesi della chiesa sono questo portale e il dipinto "Madonna con Bimbo e santi",1490 c.,della scuola di Antonio Solario,detto Lo Zingaro. Ma ? l'interno che sorprende: in stile barocco,ad unica navata,dai soffitti decorati nella seconda met? del XVIII secolo pendono alcuni lampadari in vetro di Murano,opera di maestri muranesi. Sul lato destro:
? Nativit? con Agostiniani,Cappuccini,Minori Osservanti,1550-60. L'affresco,ritrovato in chiesa ed ora esposto in una parete del lato destro,presenta alcuni elementi di artisti locali,ma ? molto pi? sicura un'attribuzione a scuola fiorentina.
? Altare del Giudizio,XVI-XVII secolo. L'altare,in stile barocco opera di marmorati locali influenzati dalla cultura veneta,? cos? chiamato per un singolare quadro,della fine del '500,generalmente indicato come un "Giudizio Universale"; caratterizzato dalla presenza di un morto coperto da scarafaggi,ragni e vermi.
? Altare di Sant'Anna,fine XVIII secolo. L'altare,che termina con un finto timpano dipinto,contiene in una nicchia la statua ottocentesca di sant'Anna che tiene per mano Maria bambina,coperte da preziosi veste ricamate in oro e argento.
Sul lato sinistro:
? Cappella di Santa Rita da Cascia, XVIII-XIX secolo. Il grandioso cappellone fu realizzato tra il XVIII e il XIX secolo,abbellito da stucchi e soprattutto dalla preziosa statua della prima met? del XX secolo,con preziose vesti,di Santa Rita,issata il 22 maggio su un prezioso baldacchino e portata in processione nella citt?,a testimonianza della forte venerazione che gli atriani mostrano a santa Rita.
Inoltre la cappella ? abbellita da quadri moderni e da alcuni vesti da sposa offerti dalle nuove spose come ex- voto.
? Altare di San Francesco di Paola,1770 c. L'altare ? in stile barocco,e contiene una tela con "La Madonna che adora il bimbo con san Francesco di Paola",opera settecentesca di scuola napoletana.
? Altare della Madonna Addolorata,fine XVIII secolo. L'altare tardo barocco,modificato forse nel XIX sec,fu abbellito da una statua in parte in cartapesta del XIX secolo della Madonna Addolorata dentro una nicchia stellata,di scuola locale. Nella teca dell'altare vi ? una patetica statua del Cristo morto,dello stesso periodo dell'Addolorata.
Nel presbiterio:
? San Giuseppe e Madonna del Suffragio,XIX secolo. Le due statue di cartapesta,attribuita alla scuola degli Avolio,sono contenute in due nicchie.
La statua di san Giuseppe ? anche vestita.
? Stucchi e croce dell'altare maggiore,seconda met? XVIII secolo. Gli stucchi del presbiterio e della volta sono stati restuarati di recente a foglia d?oro,e sono veramente realistici e stupendi. Alcuni li vogliono attribuire a scuola napoletana.
? Pentecoste,prima met? XVII secolo. Il quadro,sopra l'altare maggiore,rappresenta la scena della discesa dello Spirito santo su Maria e gli Apostoli (Pentecoste),immersa nel buio e irradiata dalla luca delle fiaccole e della colomba. E' attribuita ad Andrea Dell?Asta
? Madonna con Bimbo,fine XVII secolo. La Madonna,seduta su una miriade di nubi,sorregge il bambino Ges?. Opera firmata di Andrea Dell?Asta (Napoli,1673- 1721)
? Madonna con Bimbo e santi,XVIII secolo. L'opera ? di influenza solimenesca,ed ? stato assegnato al pittore atriano Giuseppe Prepositi (Atri,?- 1790 c.),allievo di Francesco Solimena; l'opera ? databile attorno al 1770,subito dopo le tele di Cermignano e Appignano.
In sagrestia si trovano una statua del Cristo risorto del XX secolo e in alcune teche alcuni ex-voto in argento,ma anche capelli e oggetti quotidiani,del XIX e XX secolo,un tempo ospitati nella Cappella di santa Rita. Furono donati come ringraziamento dagli atriani a santa Rita. In sagrestia si trovavano anche due tele,del 1770,raffiguranti santa Rita e Sant'Agostino,oggi conservate al Museo capitolare di Atri. La chiesa ? nota anche come Santuario di Santa Rita, considerato il secondo centro di culto della santa dopo Cascia,citt? natale della santa. L'affluenza di fedeli soprattutto nei giorni di festa 19-20-21-22 maggio non ? tanto dovuta all'indulegenza plenaria proclamata dal Papa nel '900,ma soprattutto ai miracoli che la santa oper? in Atri gi? dal XIX secolo,ma soprattutto a partire dagli anni '60,quando una donna guar? da un male incurabile nell'ospedale di Atri per intercessione della santa. I giorni di festa culminano il 22 maggio,con la processione di santa Rita per le vie della citt?,addobbate a festa e con grandiose luminarie.
Monumenti
? Sparse nel territorio del comune, diverse fontane archeologiche sec. X a.C. (come la Canale e la Pila, sulla strada per Pineto).
? Palazzo Ducale (sede del municipio) con il torrione civico sec. XIV
? Il Teatro Romano (area archeologica) sec. III - II a.C.
? Il Teatro Comunale sec. XIX (progettato dall'architetto teramano Nicola Mezucelli)
? Palazzo Luigi Illuminati (oggi sede del tribunale) sec. XIX
? Palazzo Cardinal Cicada sec. XVI
? Monumento ai Caduti in piazza Francesco Martella
? Scuderie del Palazzo Ducale
Parchi e zone panoramiche
? Villa Comunale dei Cappuccini sec. XVI (splendido parco con belvedere adriatico)
? Riserva naturale guidata Calanchi di Atri (oasi WWF alle porte del centro storico)
? Le grotte (parte di una grandioso sistema idrico di antichissima e incerta origine)
? Belvedere mare-monti di viale Vomano con sculture in pietra, frutto di simposi di scultura
? Parco Sorricchio (antico polmone verde collegato al giardino di Palazzo Ducale)
Musei
? Il Museo Capitolare (con visita al chiostro del Duomo e alla attigua cripta, con affreschi databili ai primi decenni del sec. XV)
? Il Museo Etnografico
? Il Museo-Archivio Musicale "Antonio Di Jorio"
? Il Museo Archeologico Civico Capitolare "De Galitiis - De Albentiis - Tascini"
? Il Museo Didattico degli Strumenti Musicali Medievali e Rinascimentali
? "Casoli Pinta": Museo all'aperto di murales d'autore nella frazione di Casoli - "Museo sotto le stelle"
? Raccolta preziose Ceramiche (mattonelle) del Grue e del Gentile e frammenti della Casa Ducale, nonch? Monete dell'antica Numismatica della citt? di Atri (sec. VI-V a.C.)

 

 

FONTANE
FONTE CANALE DI ATRI
Notizie:  Notizie: La Fonte Canale che si trova sul Colle Maralto, il quale funge da bacino di raccolta, ? ubicata lungo la strada omonima che da Porta S. Domenico scende al Crocifisso, a Piantara e a Pineto. Si suppone che la fonte, trasformata nella seconda met? del sec. XIX, non rispondesse solo a funzioni pratiche ma fosse luogo di culto religioso poich? nella zona sono rinvenuti reperti preromani, due cesti colmi di simboli fallici di terracotta. La Fonte che fu esplorata nel febbraio del 1973 e restaurata nel 1974 sotto l'amministrazione del sindaco D. Bindi, si compone di nove vasche in pietra di et? preromana e di nove archi in laterizio a sesto acuto di et? medioevale conclusi da un coronamento orizzontale. Le pietre delle vasche sono lastroni rettangolari dello stesso tipo delle Mura ciclopiche i cui resti si ammirano lungo la circonvallazione nord della citt? e simili alle Mura ciclopiche del collettore delle Terme nell'ipogeo della cattedrale di Atri. La pavimentazione delle vasche ? in mattoni disposti a spina di pesce mentre il muro interno, pure in cotto, ? concavo, e le vasche comunicano tra di loro con delle aperture nei muri che fanno da base agli archi. La seconda e la terza arcata da destra sono chiuse da muri, che presentano delle feritoie rettangolari, in modo da costituire dei vani collettori per l'acqua proveniente dal Kanat che si apre nella seconda arcata. All'interno il Kanat ? formato da quattro cunicoli con opere murarie di sostegno: il primo cunicolo, che attraversa il colle Maralto da nord a sud ed ? lungo m 105, presenta le pareti rivestite in laterizi di fattura molto primitiva mentre la volta ? coperta da lastroni di tufo rettangolari disposti orizzontalmente; la parte terminale senza rivestimento mostra un'altra apertura con la roccia scavata artificialmente. Il secondo e terzo cunicolo sono disposti ad angolo retto ad ovest del primo e corrono in direzione est-ovest. Il secondo cunicolo che ? stato esplorato fino a 150 m, sembra il pi? antico, mentre il terzo ? lungo m 185. Le pareti sono di mattoni di argilla gialla impastata con paglia e cotti al sole mentre la volta ? ricoperta di tavelloni in terracotta che formano un angolo acuto a tetto di capanna. Ad intervalli uguali sui tavelloni ? disegnato un ideogramma nero e indelebile, molto simile a quelli cinesi. La presenza di pozzi sfiatatoi che comunicano con la superficie si rivela dalle correnti d'aria in corrispondenza di alcuni interstizi dei lastroni. I lastroni delle volte misurano cm 45 x 25; i mattoni pi? antichi cm 3 x 15; quelli pi? vicini al periodo romano cm 5 x 20. L'altezza dei cunicoli varia da m 1,40 a m 1,70; la larghezza varia tra i 60 e gli 80 cm. La portata d'acqua ? di litri 1 al secondo.

FONTE FONTACCIANO DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola. Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni La Fonte Fontacciano, detta anche Acqua Caecite ? situata sulla strada che dal pianoro antistante il cimitero di Atri scende nel versante nord del colle Maralto. La fonte ha due vasche seminterrate e il fronte ? in mattoni recenti grigiastri, attualmente presenta due finestrelle di pietra, rettangolari, che fanno vedere due vani collettori che ricevono acqua da kanat inesplorati.

FONTE ANCILLARIA DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola. Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni Fonte Ancillaria ? situata tra Porta Macelli e le grotte, sul versante sud del colle su cui sorge Atri. Il nome Ancillare Iriae, richiama chiaramente le "ancelle di Iria", dea il lirica, forse venerata nel tempio che doveva sorgere in prossimit? delle mura vicino alla porta sud, ora porta Macelli. La fonte per le vasche e i due archi a tutto sesto ? simile a quella di Caprifico.

FONTE SANT?ILARIO DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola. Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni Fonte S. Ilario ? situata sul versante nord del Colle Muralto; ? un antica fonte molto popolare, meta di gite campestri e anticamente meta di donne che stendevano il bucato nei prati circostanti. La Fonte prende il nome dal Santo venerato nell'omonima chiesa medioevale di cui ruderi si trovano lungo la strada interpoderale che da via Finocchi porta alla fonte. Questa si presenta composta da tre vasche di pietra, lavatoio ed abbeveratoio che fiancheggiano il muro del vano collettore i cui cunicoli afferenti l'acqua risalgono il Colle Muralto. I kanat, di dimensioni ridotte, sono ancora inesplorati e inquinati dalla rete fognaria del vicino Ospedale Provinciale di Atri.

FONTE PILA DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola. Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni Fonte Pila che ? situata sul basso versante sud del colle Maralto, sulla vecchia strada provinciale che da Atri scende a Pineto, ? un'appendice della Fonte Canale: ha la stessa portata (1 litro al secondo), riceve acqua da essa tramite un acquedotto di mattoni e basta girare una pietra all'inizio della Canale per chiudere completamente l'afflusso dell'acqua alla Pila. Il suo nome deriva forse dalla sua vicinanza alle antiche porte delle mura della citt?, dal greco Pulai = porte (in latino Pila = tinozza). L'aspetto odierno della facciata ? diverso da quello assunto in epoca medioevale; esternamente si presenta costituita da una cortina di mattoni a vista con una vasca di raccolta in pietra e mattoni ed un lavatoio dove una finestrella murata chiude la camera di decantazione; sulla destra in corrispondenza di una seconda vasca si apre un fornice con volta a sesto ribassato.

FONTUBLE ARGENTINA DI ATRI (Fons tubale = con condutture)
Notizie:  Il Kanat di Foutuble Argentina (Fons tubale = con condutture), situato sul versante nord del Colle di Mezzo, torn? alla luce nel 1923 e fu lasciato seminterrato. La fonte giace a due metri sotto il livello del terreno e ha le vasche di pietra e l'arco a tutto sesto interrati. Il kanat ? formato da due canali di cui il primo ? lungo m 45, alto m 2 e largo cm 70, interamente rivestito ai lati da muri in cotto di et? romana, la volta ? in tavelloni con tetto a capanna. Un tavellone presenta un'epigrafe incisa prima della cottura e precisamente riporta un numero latino e alcune lettere greche: XII k j y l. Molto probabilmente si tratta di un epigrafe etrusco - latina e riporta una data importante della cultura religiosa etrusca, il 18 giugno quando ricorreva la festa di Tinia Telar. Altri tavelloni, posti vicino l'ingresso, riportano impressa l'orma del piede di un bambino e quelle di un gatto; un altro reca le orme di un cane, tre impronte di ferro di cavallo e due forme di orecchio umano mentre l'ultimo ha la figura di uccello stilizzata e realizzata con puntini incisi.

FONTE VRICCIOLA DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola (Bricciola). Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni La Fonte Vricciola, situata nel basso versante nord del Colle della Giustizia, ? un kanat che ? stato esplorato parzialmente nel giugno del 1974. La facciata rettangolare presenta a sinistra un grande fornice, alto quattro metri, con volta a botte e con vasca, sulla destra tre vasche in pietra protette da muri frontali con coppie di finestrelle orizzontali rettangolari; la vasca centrale presenta anche una finestra verticale ad arco a tutto sesto. Dalla terza vasca, a destra, si accede al primo cunicolo, alto m 1,30 e largo m 1,15; la volta ad arco ribassato ? rivestita da mattoni disposti a coltello. A 15 m dall'ingresso si incontra, nella volta, il primo pozzo di aerazione; a m 25 a sinistra del cunicolo, a sud, se ne apre un secondo con vasche rettangolari di raccolta filtro.

FONTE TORINESE DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola. Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni La Fonte Torinese ? situata lungo la strada Atri - Silvi a un km dall'Ospedale civile sul lato nord della collina. Dalla vasca di raccolta che misura m 3,20 x 2,00 ed ? alta circa 3 m, si accede ad un primo cunicolo che entra nella collina in direzione nord - sud, alto m 2,50 con pavimento rivestito in laterizi. Il primo cunicolo ? lungo m 10 e si divide in due diramazioni; il secondo va da destra in direzione ovest ed ? lungo pochi metri, mentre il terzo va a sinistra in direzione est ed ? lungo circa 80 m. Quest'ultimo termina con un camerone, lungo m 20 e largo m 5, dove c'? l'accesso ad un altro cunicolo.

FONTE FONTECCHIO DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola. Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni La Fonte Fontecchio, esplorata nel maggio del 1974, si trova a sud del colle di Mezzo in prossimit? del centro abitato e di Fonte della Strega, sul podere Cherubini. La facciata ha uno sviluppo rettangolare: sulla sinistra vi ? un ampio vano collettore in mattoni a vista con sei finestrelle rettangolari in pietra, sulla destra si aprono tre fornici con volta a botte a sesto ribassato pure in mattoni a vista e con vasche in pietra; le vasche comunicano fra loro con aperture di varia forma. All'estrema sinistra vi ? la porticina di accesso che immette nel primo cunicolo il quale penetra nella collina in direzione sud-nord. Il kanat che ? rivestito per quattro metri da muri di sostegno ai lati ed ? coperto da tavelloni in tufo collocati in posizione orizzontale, prosegue per 48 metri senza rivestimento, ma abbellito dalle stalattiti e stalagmiti formatesi nel corso dei secoli; esso ? alto m 2,00 ed ? largo cm 80 ed ? in roccia "puddinga". Dopo 17 metri, in direzione nord-est, si apre un secondo cunicolo, alto m 1,60 e largo cm 70. A m 32 dall'ingresso si apre un pozzo sfiatatoio.

FONTE DELLA STREGA DI ATRI
Notizie:  I molteplici cunicoli sotterranei che attraversano i tre colli di Atri, Muralto, Maralto e colle di Mezzo, decantano le acque sia sorgive che piovane alimentando da secoli le fontane. Attualmente solo quattro su quattordici sono visitabili: La Canale, la Pila, Fontecchio e la Vricciola. Le prime tre si trovano ad est della citt?, l'altra a sud-ovest sempre al di fuori delle mura cittadine. Le altre fontane archeologiche del territorio di Atri sono inesplorate e versano in cattive condizioni La Fonte della Strega, ubicata sul versante nord del Colle di Mezzo, ? composta da due collettori che presentano sul fronte due grandi archi a tutto sesto in mattoni e sulle cui pareti si aprono sei finestrelle di aerazione in pietra tufacea.

ORGANO DELLA CHIESA DELLO SPIRITO SANTO
Notizie:  Di discreto valore storico e artistico, l'organo della chiesa dello Spirito Santo a Atri fu realizzato dall'organaro Vitale De Luca da Notaresco (v. Scheda autore) nel 1875, come testimoniato da una iscrizione presente nel coprisecreta destro del somiere maestro nella quale si legge: "Vitale De Luca e Massimo suo figlio per cura della Confraternita del Suffragio costruirono quest'organo nell'anno del Signore 1875 e consegnato ai 27 luglio detto Anno". L'organo ? ubicato nella cantoria sopra la porta d'ingresso principale della chiesa ed ? chiuso in una cassa di risonanza lignea ad unico scomparto. La facciata ? composta da 21 canne in stagno distribuite entro unica campata e disposte a cuspide con ali laterali ascendenti; esse presentano bocche allineate e labbro superiore sagomato a scudo. Alla base delle canne sono sistemate le ance. La tastiera, scomparsa come la pedaliera, era posta sotto il prospetto ed era costituita da 50 tasti (estensione Do1 - Fa5 con prima ottava scavezza). I comandi dei registri, inseriti mediante tiranti ora mancanti, sono disposti su due colonne a destra della tastiera. Il somiere maestro ? in noce, del tipo a tiro, e contiene all'interno 50 ventilabri. La manticeria risulta mancante, cos? come la quasi totalit? del materiale fonico.

ORGANO DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Notizie:  L'organo della chiesa di S. Giovanni Battista ad Atri (cm. 500 x 202 x 150 ca.) fu realizzato nei primi anni del Settecento, molto probabilmente nel 1716 al fine di sostituire il precedente strumento presente nella chiesa, ma l'assenza di cartiglio impedisce di risalire all'autore. Si tratta di uno strumento di grande valore storico e artistico, poich? ? uno dei rarissimi organi italiani antichi che dispone di un registro ad ancia collocato in facciata, orizzontalmente come nella consolidata tradizione iberica. L'organo ? ubicato in cantoria ed ? chiuso in una splendida cassa di risonanza lignea a tre scomparti delimitati da lesene con capitelli; nelle campate sono presenti decorazioni lignee intagliate riproducenti motivi vegetali e tre festoni di legatura in legno intagliato. La cassa ? inoltre impreziosita da numerose decorazioni, intagli e fregi dorati e argentati, che rivelano una notevole abilit? e sensibilit? artistica dell'autore. Ai lati essa ? chiusa da ricche decorazioni lignee riproducenti motivi vegetali, mentre in alto termina in un cornicione rettilineo dove spicca, nel fastigio, lo stemma domenicano. La facciata ? composta da 27 canne in stagno distribuite in tre campate e disposte a cuspide (9+9+9); esse presentano profilo piatto, bocche allineate e labbro superiore sagomato a mitria. La tastiera, posta sotto il prospetto, presenta 45 tasti (estensione Do1 - Do5 con prima ottava corta) con diatonici ricoperti in bosso con frontalini lavorati a semicerchi concentrici e cromatici in ebano. La pedaliera ? a leggio, costituita da 9 pedali in legno di mogano (Do1 - Do2 con prima ottava scavezza) ed ? costantemente unita alla tastiera. I comandi dei registri, inseriti mediante tiranti in metallo con pomelli in ottone tornito, sono disposti su due colonne a destra della tastiera. Nella cassa trovano posto due mantici a cuneo azionati manuale tramite stanghe di legno. Il somiere maestro ? in noce, del tipo a tiro, e contiene all'interno 45 ventilabri. Il crivello, originale, ? in legno e la bocca delle canne interne ? posta sotto di esso. Lo strumento ? stato recentemente restaurato grazie ai fondi della Comunit? Europea.

AFFRESCHI MEDIEVALI DELLA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
Notizie:  La chiesa di S. Maria Maggiore ad Atri, costruita tra il 1250 e il 1305, custodisce al suo interno preziosissime testimonianze pittoriche di varie epoche ed autori, che costituiscono un insieme di straordinario valore artistico. Prima e pi? antica testimonianza pittorica contenuta nella chiesa ? l'affresco con l' "Incontro dei Tre Vivi e dei Tre Morti" databile alla met? del Duecento, che rappresenta il macabro incontro che tre giovani nobili, seguiti da paggi e cavalli, fanno con tre scheletri usciti dalle tombe. L'opera ? un capolavoro assoluto di grazia cortese, soprattutto per quel che riguarda i "ritratti" dei tre vivi, rappresentati con dovizia di particolari negli abiti e atteggiati in pose che ne rivelano lo sgomento. Il tema, caro alla tradizione basso medievale, ? quello dell'eterno ammonimento sulla vanit? delle cose del mondo, reso dall'artista con la delicatezza di una miniatura francese. La controfacciata e le navate conservano vaste porzioni di affreschi databili dalla met? del XIV alla fine del XV secolo e oltre, quasi tutti di elevato livello qualitativo e attribuiti ad artisti noti. Nella controfacciata si trovano infatti diverse scene a soggetto cristologico e alcune immagini di Santi (Cristo nell'orto degli ulivi, Cristo in mandorla e una S. Orsola sono le pi? interessanti), attribuite al Maestro di Offida, il "misterioso" artista particolarmente attivo nelle Marche, che le realizz? nel 1340. Nella navata destra restano porzioni di importanti affreschi di scuola bolognese, riminese, umbro-marchigiana e abruzzese di cultura post-giottesca. Della met? del Trecento sono un S Giacomo e una S. Caterina attribuiti a Luca da Atri, artista locale intriso della cultura napoletana legata a Simone Martini. Ad una momento tra la fine del XIV ed i primi del XV secolo risalgono invece diversi affreschi che testimoniano la presenza nel cantiere della cattedrale di Antonio da Atri, lo stesso artista attivo a Manoppello e L'Aquila. Riferibili alla sua mano sono alcune pitture poste sui pilastri della navata ovvero una originale rappresentazione della SS. Trinit? con tre volti, un S. Giovanni Battista ed un S. Nicola affiancato da S. Caterina, inseriti all'interno di archeggiature gotiche trilobate dipinte. Nel 1437 Ugolino da Milano, artista seguace di Andrea da Bologna e di quella maniera gotica internazionale diffusa dal settentrione alle Marche, dipinge sempre sulla parete destra un S. Biagio, una S. Caterina d'Alessandria ed un Cristo benedicente. Sullo stesso lato pi? mediocre appare l'opera di un pittore locale, Giovanni di Cristoforo, raffigurante un S. Bernardino da Siena del 1415, ubicato poco prima dell'apertura che conduce all'adiacente chiesa di S. Reparata. Ma di certo il momento pi? spettacolare che la visita alla cattedrale di Atri pu? riservare ? la scoperta del Coro dei Canonici e della sua sfolgorante decorazione realizzata, tra il 1470 e il 1480, da Andrea Delitio. Poco conosciamo del grande pittore nato a Lecce de' Marsi, la cui formazione rimane ancora avvolta dal mistero. Di certo la sua arte, che risente di complessi rapporti con la pittura umbra, marchigiana, abruzzese e toscana, rappresenta un momento importantissimo per la storia dell'arte abruzzese. Nella pittura di Andrea Delitio troviamo infatti, per la prima volta nella nostra regione, la ricezione delle innovazioni espresse dal primo rinascimento fiorentino (ma non solo fiorentino), con particolare riferimento alle novit? rappresentate dalla prospettiva matematica nitida e ardita di Piero della Francesca e Paolo Uccello. Le sue Storie di Gioacchino e Maria, nel coro della cattedrale di Atri, rappresentano un capolavoro assoluto: il ciclo, di vaste dimensioni, ? composto da 101 pannelli, 26 dei quali illustrano episodi. Copre il co

FARMACIE:

Dispensario di Fontanelle Di Atri (localit?: Fontanelle)
Farmacia Apicella Colleluori Luigi, Piazza Duchi D'Acquaviva, Telefono: 08587341
Farmacia Calafiore Angela Maria, Via Carlo Verdecchia 8 localit? Casoli, Telefono: 0858709156
Farmacia Pepe Luigi, Corso Adriano Elio, 46/48, Telefono: 08587221

COMUNI LIMITROFI: Pineto, Silvi, Morro D'Oro, Notaresco, Roseto Degli Abruzzi, Cellino Attanasio, Montefino, Castilenti

COPERTURA ADSL: NO

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':

COSTUME LOCALE
Notizie:  L'abito femminile ritratto nel dipinto a tempera presente nel volume "Napoli - Firenze e ritorno. Costumi popolari del Regno di Napoli nelle collezioni Borboniche e Lorenesi" ? costituito dalla camicia, busto decorato da fettucce policrome, maniche staccate, gonna, grembiule bianco e ampio fazzoletto trinato. L'uomo indossa l'abito maschile diffuso presso i contadini del Settecento, con fazzolettone annodato al collo e fascia azzurra in vita. In due testi della met? del secolo scorso troviamo altre descrizioni dell'abbigliamento tradizionale di Atri, molto simile a quello ritratto nella tempera borbonica. La prima ? ad opera del Cherubini che scrive: "Coprono le contadine di Atri il loro capo con largo "fazz?lo" di forma quadrata, ripiegato per diagonale, e rimboccato ne' due lati sopra la testa. Un tempo fu di panno lino orlato di merletto ("pizzillo"); poscia si fece di percalla ricamato all'intorno, ed oggi di "tullo" ancor messo a ricami pi? o meno ricchi. Gli orecchini ("sciacquagli") sono alcuni cerchietti di oro, poligoni pi? o meno grandi, ornati nel mezzo con una catenella smaltata. La collana o ? di coralli ad un filo, a due e tre e fino a quattro, l'uno pi? lungo dell'altro, cosicch? stringono ed abbracciano per intero il collo; oppure la collana pu? essere fatta di tante pallottoline di oro ("poste d'oro") anche a pi? di un filo. L'apertura della camicia ? orlata di merletto. Una specie di corsettino ("sacchetto") stringe la vita; questo ha maniche spezzate, raggiunte da nocche di fettucce, e n'escon fuori alcuni rigonfi della camicia appunto l? sopra le spalle. Il grembiule ("parnanza") per lo pi? ? bianco. La gonna ("guarnello") ha finissime pieghe dette "codde", ed ? ornata nella parte inferiore con una balzana di fettuccia. Un tempo, quando correva un'et? "sobria" e pudica, il vestire delle nostre contadine era per lo pi? di panno lano tinto in casa con iscorze di alberi e fiori campestri. Oggi appena si ? conservata la foggia di quel semplicissimo vestire; e spesso oggi fra le genti dei contado le meglio stanti, si usa la seta in luogo del modesto fustagno". La seconda la toviamo nel volume "Il Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato" a cura di F. Cirelli: "Maniera di vestire presso i contadini. Un tempo gli uomini, e le donne delle nostre campagna avevano una special loro vestitura, onde si distinguevano da tutti gli altri. La moderna civilt? ha sbandito quelle fogge, n? si veggono pi? le contadine, se non raramente, con quei loro gamurrini tinti in robbia, e che lor battevano al garretto, con quelle scarpe affibiate, con que' corti grembiuli di schietta tela bianca. Qualcuna delle cos? vestite incontrerai pe' vicini villaggi; dove le usanze de' vecchi padri non sono state al tutto dimesse ancora. E volendo qualche cosa dire del moderno vestito rustico, le femmine per lo pi? vanno in gonna color turchino di un tessuto met? cotone e met? lana, minutamente pieghettate, e con guarnizione nella parte inferiore di fettuccia rossa cucita a crespe. Spesso le maniche son divise dal giustacuore, a cui vengon riunite l? nell'appiccatura del braccio, merc? di stringhe vermiglie, rannodate a fiocco; di mezzo a cui esce fuori a gonfietti la bianchissima camicia. Coprono la testa con una pezzuola bianca di cotone a due doppii, orlata di merletto o di piccolissimo ricamo. Nulla lasciano vedere del seno modestamente velato con fazzoletto. Il vezzo pi? comune ? quello di due o tre fila di coralli, o di pallette di oro. Gli orecchini hanno forma di cerchi pi? o meno grandi, secondo le condizioni pi? o meno agiate. Quando si viveva con costumi antichi, questi orecchini solevano farsi di argento, oggi sono di oro, ed adorni di smalti. Se per morte di qualche congiunto conviene alla contadina portar bruno, essa non fa altro che porre sopra il fazzoletto da capo un sottilissimo velo nero, che lascia pi? o meno tardi, secondo la strettezza di parentado che avea col trapassato. Il vestire dell'uomo ? pressoch? simile a quello degli altri luoghi di Abruzzo. Egli porta calzoni corti fino al ginocchio, camicia con largo collare rimboccato sopra le spalle, cappello di grosso feltro, a cono, ed a tese rivolte alquanto in su. Nell'inverno , allorch? lavora il terreno o zappando, o arando, suole coprirsi le gambe di una specie di stivaletti, fatti di canovaccio; ne fa uso anche ne' giorni festivi, ma di roba migliore, e per lo pi? di pannolano bigio. E' poi segno di agiatezza fra la contadinanza portare il cappotto, specie di largo e lungo mantello di lana che batte a' talloni, con piccola ristagna dritta, da cui pende in giro un corto bavero".

SANTO PATRONO: Santa Reparata, festeggiata il secondo luned? dopo Pasqua

Il mercato rionale si svolge ogni Luned?, Mercoled? e Sabato della settimana

GASTRONOMIA:

  • Formaggio pecorino di Atri
  • Arrosticini
  • Liquirizia
  • Miele
  • Maccheroni con la mollica
  • Olio extravergine d'oliva
  • Dolce pan ducale
  • Vini:Montepulciano d'Abruzzo,Trebbiano,Chardonnay
  • Famosissima ? infine la produzione di liquirizia

PERSONE FAMOSE DEL COMUNE:

  • Adriano, quinquennale a vita ad Hatria, alia patria dell'imperatore romano
  • Filippo Longo di Atri, (1???-1259), settimo discepolo di S. Francesco d'Assisi
  • Beato Francesco Ronci (1223-1394), Cardinale, primo Abate Generale dell' Ordine dei Celestini. Compagno fraterno, discepolo e consigliere di Papa Celestino V
  • Antonio Martini di Atri, pittore
  • Andrea Matteo Acquaviva, Duca d'Atri (1457-1529), capitano
  • Claudio Acquaviva d'Aragona, (1543-1615), religioso
  • Trojano Acquaviva d'Aragona, (1694-1747), cardinale
  • Giovan Girolamo Acquaviva, Duca d'Atri (1679-1709), capitano e poeta.
  • Pasquale d'Acquaviva d'Aragona (1718 - 1788), nominato cardinale da Clemente XIV, gi? vice-legato pontificio presso Avignone (1744 - 18 lug 1754) sotto Benedetto XIV
  • Serafino Tamburelli,(Atri,1680- 1750),pittore
  • Aurelio Grue, (1870-1896), combattente, medaglia d'oro
  • Francesco Martella, (1898-1943), rivoluzionario, partigiano, martire per la libert?
  • Carlo Delle Piane, (1936), attore e regista
  • Antonio Di Jorio, compositore
  • Beato Nicola Orsini, Monaco Cistercense, m. 1200;
  • Beato Andrea d'Atri, dell'ordine dei Minoritico;
  • Inoltre la famiglia Acquaviva ha dato sei cardinali, alcuni arcivescovi e vescovi, ed uno dei pi? celebri Generali Gesuiti, Claudio Acquaviva;
  • Angelo Probi, fu Ambasciatore di Ferdinando l'Aragonese a Venzia;
  • Vincenzo Rosati, archeologo e pittore. Direttore della locale scuola di arti e mestieri.
  • Emilio Mattucci, politico. Primo presidente della Regione Abruzzo.
  • Domenico Vecchioni, diplomatico e saggista.

ECONOMIA: L'agricoltura del territorio ? fiorente, come attestato dalla presenza di varie aziende agricole di non trascurabili dimensioni, che producono cereali. mais. frutta. nella parte piana, e olio e ottimo vino, in quella collinare. Sono presenti anche alcuni allevamenti. Nella zona industriale operano varie aziende nei settori metalmeccanico, del mobile, dei prefabbricati, della chimica, del tessile. Tuttora fiorente ? la tipica produzione di liquirizia, una volta artigianale, oggi a carattere industriale.

BANCHE:

Banca Dell'Adriatico
Via De Litio 15/19
Tel: 08587256
Fax: 0858798747
Via Roma 17
Tel: 0858797623
Tel:08587256
Tel:0858798747
Tel:0858780082
Via Piana 34 Casoli di Atri
Tel: 0858709341
Fax: 0858709616

Banca Di Credito Cooperativo Dell'Adriatico Teramano
Corso Adriano Elio, 1
tel:0858798447 0858798446 0858798445

Banca Monte Dei Paschi Di Siena Spa
Viale Umberto I, 11
tel:085 8780055

Banca Tercas
Corso Elio Adriano 1
tel: 0858798348
fax: 0858798314
Sportello Atri Fontanelle
Via Mediana
tel: 0858708548
Sportello Atri S. Margherita
Strada Provinciale per Casoli
tel: 0858708113
Sportello Atri Ospedale Civile
Viale Risorgimento
tel: 085870245
fax: 085870213

MANIFESTAZIONI ED EVENTI:

I Faugni (Li Fa?gn?) - 8 Dicembre
Ogni anno, all'alba dell'8 dicembre, ad Atri si ripete l'antichissima tradizione popolare dei faugni (dal latino "fauni ignis", cio? fuoco di Fauno). Essa nasce dalla fusione di una consuetudine pagana e contadina. Un tempo, nelle campagne attorno ad Atri, i contadini accendevano dei fuochi, a fini propiziatori prima del solstizio d'inverno, in onore di Fauno, divinit? pagana associata alla fertilit? della terra. Da questo magico rito deriva appunto la tradizione dei faugni, che consiste nell'accendere e portare in processione per la citt?, all'alba dell'8 dicembre, alti fasci di canne legati da lacci vegetali. Il giro dei faugni per vie e piazze dell'incantevole centro storico di Atri termina nella spettacolare piazza del Duomo, dove i fasci di canne ardenti formano un grande fal?. Nei secoli l'originario rito pagano s'? mescolato a quello della festa cattolica per l'Immacolata Concezione di Maria, per cui oggi la processione dei fuochi e il grande fal? davanti alla cattedrale sono seguiti dalla celebrazione della messa mattutina in onore della Madonna. Nella sera dell'8 dicembre, infine, il tutto si conclude con l'accensione di due pupe, fantocci dalle fattezze femminili che vengono animati da due persone che si nascondono nell'interno cavo dei fantocci. Le pupe danzano al suono della musica della banda e si accendono di fuochi pirotecnici.

Santa Reparata di Cesarea di Palestina - Luned? in Albis
I festeggiamenti, una volta molto pi? grandi, onorano la patrona santa Reparata. Il clou avviene il pomeriggio del luned?, quando la processione muove dalla cattedrale, accompagnata dalla banda per portare il busto argenteo della Santa (1608,fratelli Ronci), per le vie cittadine. A mezzanotte gli stupendi fuochi artificiali.

Santa Rita - 19-20-21-22 Maggio
? una festa molto sentita dalla popolazione,anche perch? la santa avrebbe fatto molto miracoli agli atriani affetti da malattie molto gravi. Il 22, nella piccola chiesa di santo Spirito, vi ? un grande via vai di gente per salutare la santa, posta in un grande baldacchino dorato. Vi ? la messa cantata, la benedizione delle rose, in sacrestia si danno dei petali benedetti e i preziosi ex-voto. Alle 19.00, i confratelli dell'Annunziata trasportano il simulacro per le vie cittadine piene di luminarie, accompagnati da tre bande. Durante la processione le strade diventano fiumi di petali di rose lancciati dai fedeli dai balconi. Ogni anno vi sono spettacoli musicali, bandistici e teatrali.

Madonna delle Grazie - 2 Luglio
La festa ? molto sentita dagli atriani, che celebrano la patrona della contrada Cona. Nove giorni prima (novena),la Madonna e il Bambino indossano un vestito a festa con tanto di collane e orecchini. La mattina del 2 luglio,una processione dalla nuova chiesa di San Gabriele percorre 6 km per arrivare alla chiesetta barocca di Santa Maria delle Grazie, detta Madonna della Cona, dove la statua vestita della santa sta aspettando i fedeli, che assistono alla messa all'alperto e fanno una colazione collettiva. A sera,la processione. ? considerata la festivit? religiosa pi? partecipata e famosa di Atri (dopo i Faugni e Santa Rita).

Madonna del SS. Rosario - 7 Ottobre
La festa, pur non celebrata ogni anno, ? molto sentita. Per l'occasione, una stupenda statua della Madonna del '700, conservata nella chiesa di San Domenico viene tolta dalla sua cappellina e il suo vestito le viene cambiato con uno pi? ricco, intermanete ricamato con fili d'oro. La statua, dopo la messa delle 18.00, viene portata in processione per le vie della citt?. Anticamente la statua era intermanete ricoperta di ori e gioielli ma, a causa di reiterati furti, fu vietato il rito del "dono degli ori alla Vergine".

Madonna del Rosario - Luned? dell'Angelo
Viene festeggiata nella contrada Cona;il gruppo scultoreo (costituito dalle statue vestite della Madonna,San Domenico e Santa Caterina)? conservato in una cappella della chiesa ed esposto alla venerazione. A sera processione,banda e spettacoli di intrattenimento.

Madonna di Pompei (Madonna del Rosario) - 8 Maggio
Viene anche questa festeggiata nella contrada Cona,ma ? pi? semplice. Per l'occasione la Madonna indossa un vestito pi? bello.

Sant'Antonio da Padova - 13 Giugno
La statua del santo viene esposta giorni prima nella chiesa di San Francesco e la mattina del 13 giugno, durante la messa, vengono distribuiti i pani benedetti.

Processione del Cristo Morto - Venerd? Santo
La processione ? molto antica, anche se gli attuali simulacri sono dell'800. La processione si avvia dalla Cattedrale con i soli simulacri del Cristo morto (posto su un grande baldacchino dorato, coperto di veli e velluto nero, opera stupenda dell'800 di scuola napoletana,considerata la pi? bella bara d'Abruzzo) e dell'Addolorata, che si incontrano nella piazza antistante con la processione, proveniente da San Francesco della Croce con i simboli della Passione. Arrivati a San Domenico si unisce "il Calvario", gruppo scultoreo delle tre croci. La processione rientra in Duomo, mentre "il Calvario" riparte per ritornare a san Domenico, dov'? conservato.

Festa dell'Assunta e apertura della Porta Santa - 14-15 Agosto
La festa dell'assunta ? molto sentita dagli atriani. La statua della Madonna viene esposta molti giorni prima nella Cattedrale. Il 14 agosto vi ? un grande corteo storico preceduto dal vescovo che, arrivato in Piazza Duomo, dopo gli spettacoli medievali, procede all'apertura della Porta santa (primo portale su lato destro, opera di Raimondo del Poggio, XIV secolo), istituita nel 1300 forse da Papa Celestino V (che aveva la madre originaria di Atri) o da Papa Bonifacio VIII. Un tempo, accanto alla Porta Santa, si trovavano le spoglie del Beato Nicola (povero errante morto in Duomo), ora spostate nel Museo Capitolare; la porta rimane aperta per i successivi 8 giorni.

Sfilata dei carri trainati da buoi (Maggiolata) - 15 Agosto
La sfilata ? la riproposizione delle maggiolate che un tempo erano d'uso. La festa consiste nell'addobbare antichi carri aprutini e sfilare per la citt? al suono di canti e balli di gruppi folcloristici proveniienti anche da altre regioni. Un tempo vi era anche una grande fiera del bestiame e la sagra delle cipolle per le provviste invernali.

ASSOCIAZIONI:

  • Associazione A.N.M.I.G.
  • Associazione Culturale "Academia Baptistiana"
  • Associazione culturale "Archeoclub"
  • Associazione Promoeventi
  • Associazione Abruzzo-Ontario
  • Cooperativa Sociale a.r.l. "Salus" - Fontanelle di Atri 
  • Associazione musicale "C.Tudini"
  • Associazione Amici della Musica 2000
  • Associazione culturale "Fontanelle 2000"
  • Associazione Culturale Musicale "J.S. Bach" - Via S.M. Kolbe, 38 - Atri"
  • Associazione Italia Nostra
  • Associazione Teatrale "Filodrammatica Atriana"
  • Associazione Culturale "Luigi Illuminati"
  • Associazione Studentesca Atriana
  • Associazione culturale "In media res"
  • Associazione Musicale "Otis Redding"
  • Associazione "Crescere" - V.le Risorgimento - Atri"
  • Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra
  • Associazione culturale polifonica "A.Pacini"
  • Associazione Teatrale "Teatro Minimo"
  • Associazione Culturale "Castellum Vetus"
  • Associazione "Centro Studi e Ricerche sulla Fotografia Storica e Contemporanea - Officina dell'Immagine
  • Pro Loco HATRIA 
    Indirizzo 
    Pz. Duchi D?Acquaviva, 8, Atri - 64032 Atri 
    Contatti 
    Legale rappresentante Pasqualino Corradi
    Telefono               085-8780085       
    Telefono               329-4094774       
    Fax                      085-8780085
    Email prolocohatria@virgilio.it

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