Comune di Sant'Egidio alla Vibrata

 VOLO 3D

 PANORAMIO

 LINK CAM

 LINK METEO

 IMPRESE DEL TERRITORIO

 ANNUNCI IMMOBILI: AFFITTO VENDITA

 

 

 

 

 

 

 

 

« Torna ai comuni

DESCRIZIONE:

Sant'Egidio alla Vibrata è un comune di 9.415 abitanti della provincia di Teramo. Fa parte dell' Unione dei Comuni della Val Vibrata

Il Comune ha sede in Piazza Umberto I, 1.

Gli abitanti sono detti "Santegidiesi"

Per ottenere le indicazioni stradali per arrivare in questa località, clicca qui

ORIGINE DEL NOME: ORIGINI DEL NOME Secondo alcuni scritti attribuiti a Plinio, Sant'Egidio alla Vibrata fu un piccolo borgo romano con l'originale denominazione di "ILIO", nome che è il corrispondente italiano della parola latina Ilium; si pensa che tale nome facesse riferimento alla antica città di Troia, dalla quale, secondo gli scritti della tradizione storica ed epica i Romani pretendessero di aver avuto discendenza (vedi Eneide). Le denominazioni del Paese nel corso dei secoli ILIUM, antico borgo sito sulle alture a Nord del fiume Vibrata. RIPA QUADRELLARA, antico sito che coincide con l'attuale frazione Passo del Mulino. FARAONE o FARAGONE, attuale borgo di Faraone antico. SAN CILIO. SAN GILIO o GIGLIO. SANT'EGIDIO o SANTO EGIDIO e/o SANTEGIDIO. SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA.

STORIA: Nel periodo di reggenza di Cesare Augusto, la zona nella quale attualmente si trova la cittadina faceva parte della quinta Regione d'Italia, il Piceno. La regione, come tutti i territori romani, fu sconvolta dai tumulti e dalle razzie durante il periodo dei barbari, fino alla rovinosa caduta dell'impero romano d'occidente; l'ordine costituito venne ristabilito solo con l'avvento della reggenza di Bisanzio. I Bizantini contribuirono allo sviluppo del territorio. Successivamente, durante la dominazione longobarda, il territorio fu oggetto di contesa, fra due ducati allora molto importanti: quello di Spoleto e quello di Benevento; si ritiene che tale disputa si fosse accesa a causa di errori commessi nel posizionamento del confine tra i fiumi Tronto e Salinello, disputa che si risolse a favore del Ducato di Spoleto, con l'annessione dei territori santegidiesi. La reggenza Longobarda contribuì allo sviluppo e alla modernizzazione dei territori; i Longobardi fortificarono le strutture e si si insediarono a Faraone, oltre che nei territori limitrofi; sono state rinvenute alcune tombe di loro origine nelle attuali zone della collina dell'"Ascensione" . Qualsiasi fosse stata la ragione che spinse i Longobardi a stanziarsi nelle zone di Faraone, la creazione di questo piccolo aggregato urbano, sito in posizione altamente strategica, rese necessaria la costruzione di strutture militari fortificate, che si ponessero a difesa dei territori del ducato di Spoleto che, per molti anni, contese il borgo al ducato di Benevento, per ottenere un più agevole controllo strategico della strada della Metella e della strada consolare della Salaria. L'occupazione dei Longobardi terminò nel 793 d.C. successivamente all'invasione dei Franchi guidati da Pipino il Breve. Successivamente, Carlo Magno, durante il periodo della sua reggenza, nel definire i confini del Regno della Chiesa, che comprendeva il Ducato di Spoleto, estromise i territori di Sant'Egidio. Faraone e le strutture adiacenti ricaddero sotto il controllo della Badia di Monte Santo, che ne garantì la tranquilla giurisdizione ecclesiastica. I Frati Benedettini si impegnarono molto per migliorare le condizioni dei territori da loro gestiti: bonificarono l'intero territorio, ristrutturarono il borgo adiacente costruendo anche il castello e nuove chiese. La chiesa priorale di Sant'Egidio così come le chiese conventuali di Sant'Angelo e San Savino furono aggregate alla diocesi di Ascoli a causa di un falso documento, attribuito ad un editto di Carlo Magno, nel quale il Vescovo di Ascoli rivendicava il possesso di tali chiese; Intorno all'anno 1300, durante le dispute fra Ascolani e Teramani, i quali rivendicavano il possesso della Valle del Vibrata, furono distrutte parte della Chiesa e del convento; negli anni successivi i territori e le relative strutture subirono ulteriori danni a causa di diversi terremoti che colpirono la zona. Papa Sisto V, nell'atto di istituzione della diocesi di Montalto, aggregò ad essa l'abbazia di Monte Santo unitamente alle chiese di Faraone e Sant'Egidio; la diocesi di Montalto comprende tutt ora le chiese e l'abbazia. Sant'Egidio ebbe il privilegio e la fortuna di essere considerata, assieme a Civitella del Tronto, città reale e fu, per tale motivo, esentata dai tributi feudali fino al 1642. La reggenza sui territori passò di mano più di una volta: nel 1642 fu infeudata da Pompeo Procaccino da Civitella del Tronto; il 23 settembre 1679 fu venduta, per una somma di 780 ducati, ad Orazio Buongiovanni da Roma; il 3 gennaio 1695, passò a Lucrezia De Mendoza y Alarcon, Marchesa di Monacilioni; nel XVIII secolo passò, in parte, al barone Guidobaldi di Nereto. Importante momento della storia di Sant'Egidio fu l'entrata in vigore del codice napoleonico, che, nel 1809, su editto di Gioacchino Murat, soppresse definitivamente il feudalesimo ed istituì le piccole Università e Faraone e Sant'Egidio, le quali furono inglobate nel circondario di Civitella del Tronto. Sotto il dominio dei Borboni, a Sant'Egidio, si ebbe una crescita notevole del contrabbando e del brigantaggio, anche e soprattutto a causa della presenza nel territorio della dogana; per questo motivo vi era una notevole presenza di truppe borboniche all'interno dei territori; tali forze militari si posero a difesa dei confini durante i moti del 1821 e 1831 e poi delle guerre di Indipendenza. In coincidenza con l'Unità d'Italia, al Comune di Sant'Egidio fu accorpato quello di Faraone, e Sant'Egidio assunse definitivamente il nome di Sant'Egidio alla Vibrata con un decreto reale del 23 giugno 1863.

GEOGRAFIA:

Il Comune ha una estensione di 27 Kmq. e raggiunge una altitudine di 239 Mt. S.L.M.

GEOGRAFIA ANTROPICA

Il Comune è diviso nelle frazioni di:

  • Faraone Nuovo
  • Villa Mattoni
  • Case Novere
  • Li Piane
  • Marchetti
  • Pincirito
  • Re
  • Saittì

TURISMO:

Il borgo medievale di Faraone Il borgo fortificato, risalente all'alto medioevo, è attualmente in stato di abbandono a causa dell'ultimo terremoto che lo ha gravemente lesionato. Di notevole richiamo archeologico sono le mura perimetrali. Da segnalare la porta di accesso all'antico borgo. La chiesa di Sant'Egidio Abate La costruzione risale al dodicesimo secolo (prima metà del 1100), in stile romanico a tre navate con abside rotonda; nata come priorato monastico dell'abbazia benedettina di Monte Santo, è stata costruita molto probabilmente integrandola con una primitiva struttura ecclesiastica dell'ottavo secolo d.C.(pluteo ornato bizantino). Le monofore con archivolto in pietra in un solo blocco e strombatura interna costituiscono precisi riferimenti dell'architettura abruzzese del tempo. La chiesa è stata decurtata in lunghezza nel suo prospetto principale così come è stata effettuata un completo rimodellamento degli ambienti interni a causa degli eventi bellici del 1304; il rifacimento è stato eseguito con uno stile simile al gotico, che in quell'epoca andava affermandosi anche in Abruzzo; tale rifacimento comportò aperture di alte monofore sulla parete destra. Ulteriori ristrutturazioni risalgono al XV secolo così come la facciata, che è stata rifatta nel 1524 con mostra del portale rinascimentale recante il sole radiante bernardiniano; l'innalzamento del campanile fu promosso nel 1555 dal Vescovo di Ascoli.

CHIESE

CHIESA DI SANT'EGIDIO

La chiesa intitolata a S. Egidio conserva ancora oggi il volto medievale assunto tra Duecento e Trecento. La sua fondazione risale a tempi più antichi, tanto che l'analisi dell'edificio lascia individuare, nell'abside e nel presbiterio, delle strutture riferibili al più tardi al XII secolo, caratterizzate da una cortina muraria a conci perfettamente squadrati messi in opera con poca malta (Aceto, 1996). Al XII secolo rimanda anche la più antica menzione della chiesa, riportata dal Palma: un documento, datato 1193, che decreta la concessione della chiesa e del borgo di Sant'Egidio al vescovo di Ascoli, Rainaldo, da parte di Bertoldo di Königsburg, rappresentante dell'imperatore Enrico VI, per la fedeltà dimostrata nella lotta contro Tancredi di Puglia. Tra la fine del XIII e l'inizio del XIV l'edificio viene rimodellato, forse per problemi strutturali o forse solo per la volontà di "aggiornarne" le forme allo stile gotico che si andava diffondendo nella regione. Si mantiene l'impianto romanico a tre navate con un'unica abside semicircolare, ma ne viene ampliata la spazialità con la realizzazione di alti pilastri ottagonali e di una copertura a capriate che, impostata quasi alla stessa altezza nella nave centrale e nelle navatelle, determina un effetto "a sala". L'apertura di alte monofore sul fianco destro dell'edificio garantisce una più diffusa illuminazione all'insieme. Una nuova fase di lavori si apre nel XVI secolo con interventi che coinvolgono il portale maggiore ed il campanile, i quali, tuttavia, non giungono ad alterare in maniera importate il profilo austero della facciata medievale. Il portale, datato 1524, riceve una mostra scolpita con rilievi di chiara impronta rinascimentale, mentre il campanile assume una terminazione in cotto e forse ad esso si riferisce la notizia dei "restauri" promossi nel 1555 dal vescovo di Ascoli Lattanzio Rovella (Aceto, 1996). Nonostante gli interventi rinascimentali, la chiesa di S. Eligio restituisce in maniera nitida il carattere dell'edilizia Due-Trecentesca, con soluzioni che informano anche le cattedrali di Atri e di Teramo.

FARMACIE: Farmacia Comunale Sant'Egidio, Viale J. F. Kennedy 1, Telefono: 0861840073
Farmacia Di Mattei di Matteo Valeria & C., Corso Adriatico 141, Telefono: 0861840664

COMUNI LIMITROFI: Torano Nuovo, Ancarano, Sant'Omero, Civitella Del Tronto

COPERTURA ADSL: SI

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':

COSTUME LOCALE
Notizie:  L'abito tradizionale femminile di Faraone di S. Egidio alla Vibrata, come si può ricostruire dall'osservazione di alcune tempere borboniche sui costumi tradizionali abruzzesi, presentava essenzialmente le caratteristiche dell'abbigliamento tradizionale abruzzese della fine del Settecento. In particolare esso, oltre al grande fazzoletto trinato sul capo, corsetto, maniche staccate, gonna e grembiule, presentava una sopra-gonna che costituiva in alto un secondo corsetto sovrapposto al primo. Agli inizi del XX secolo l'abito subì alcune fondamentali alterazioni, come emerge dai dati desunti dalla ricerca sul territorio; esso infatti si presentava costituito dalla camicia di cotone, un busto con lacci, sempre bianchi, e stecche interne, una pettorina ("pettina") decorata con merletti fini, una gonna ("sottana") per lo più di lana o mista di lana e cotone, un grembiule ("zinale") di stoffa rigata o puntinata tessuta nel telaio domestico, un giacchetto ("jeppéta") di cotone, che talvolta recava lateralmente un fiocco ("sfiocca"), che pendeva da una parte sola. A Faraone era in uso indossare, a seconda delle possibilità economiche, da tre a sette gonne sovrapposte, che davano in tal modo volume ai fianchi, secondo un canone estetico che evidentemente privilegiava l'opulenza e l'ampiezza delle dimensioni. Le gonne erano generalmente tessute in panno di lana o talvolta con fili misti di cotone bianco e lana colorata; la tintura veniva effettuata con succhi vegetali, estratti dalle foglie della pianta di sorbo (colore rosa), dalle bucce delle albicocche, o dalle foglie delle piante di carciofo; talvolta la gonna assumeva un colore screziato quando la tintura veniva effettuata mescolando estratti vegetali misti. L'oreficeria più diffusa consisteva in una collana di corallo, generalmente donata dalla futura suocera che l'appendeva personalmente al collo della futura nuora, in una fede d'oro e negli orecchini.

SANTO PATRONO: Sant'Egidio, festeggiato il 1 Settembre

Il mercato rionale si svolge ogni giovedì della settimana.

GASTRONOMIA: PIZZA IN BRODO
6 uova 
300 gr di frattaglie di pollo 
olio 
burro 
una manciata di parmigiano 
sale q.b. 
400 gr di punta di petto di manzo 
400 gr di muscolo 
osso di ginocchio di bue 
1 ala di tacchino 
1 ciuffo di prezzemolo 
1 ciuffo di sedano 
1/2 cipolla 
1 carota 
scorza di parmigiano 
Cuocere le frattaglie in burro o olio e tritare finemente. Fare uno sbattuto di uova e parmigiano. Ungere una teglia non molto alta con il burro. Mettere al forno le uova sbattute. Appena il liquido sarà raffermato, unire le frattaglie tritate. Far cuocere a temperatura normale per 15/20 min. Tagliare a quadretti. Bollire insieme manzo, muscolo, osso ala di tacchino e gli odori per due ore. Passare il brodo al colino. aggiungere i quadretti di impasto al brodo caldo.

ECONOMIA: Oggi la cittadina è un fiorente centro commerciale e industriale situato all’estremo nord della Val Vibrata. Comune tra i più fiorenti d’Abruzzo, noto soprattutto per i confetti e l’industria tessile, si distingue per la sua dinamicità e modernità, particolarmente ospitale è un'ottima meta per chi desidera rilassarsi.

MANIFESTAZIONI ED EVENTI: 1 Settembre, festeggiamenti in onore di S. Egidio, patrono della città. Durante l’anno Sant’Egidio ospita numerose manifestazioni culturali, di spettacolo e culinarie, tra cui eccelle il Carnevale Santegidiese, una delle manifestazioni in maschera più rilevanti della regione, che si tiene ogni anno la domenica ed il martedì grasso, oltre a varie manifestazioni enogastronomiche, come la celebre Sagra degli Gnocchi, che si tiene ogni anno nella seconda metà di Agosto. Tra le manifestazioni di rilevanza regionale spicca inoltre la ricostruzione storica della natività del Presepe Vivente, che si svolge ogni anno durante il periodo natalizio. Non meno importante è la rassegna musicale Sant'Egidio Rock che ha ospitato negli anni artisti della scena musicale alternativa italiana quali Malfunk, Verdena, Meganoidi, Punkreas e Radici nel Cemento.

ASSOCIAZIONI:

  • Pro Loco SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA 
    Indirizzo 
    Piazza Europa 24, Sant'Egidio alla Vibrata - 64016 Sant'Egidio alla Vibrata 
    Contatti 
    Legale rappresentante Dino D'Emidio
    Telefono               0861-842203       
    Fax                       0861-842203
    Email prolocosantegidio@virgilio.it

« Torna ai comuni