Comune di Montorio al Vomano

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DESCRIZIONE:

Montorio al Vomano è un comune di 8.061 abitanti in provincia di Teramo e fa parte della Comunità montana Gran Sasso, Zona "O".

Il Comune ha sede in Via Duca Degli Abruzzi

I suoi abitanti si chiamano "montoriesi".

Per ottenere le indicazioni stradali per arrivare in questa località, clicca qui

ORIGINE DEL NOME: ORIGINI DEL NOME Ci sono diverse ipotesi sull'origine del nome Montorio. La più probabile propone l'ipotesi dei colli che circondano il paese coperti di lussureggianti coltivazioni di grano, da qui il nome latino Mons Aureus (monte d'oro). Anche il simbolo comunale riporta nella sua iconografia traccia dell'etimologia, raffigura infatti tre colli con delle spighe di grano piantate sopra.

STORIA: L'attuale assetto di Montorio al Vomano presenta la sua faccia medioevale. Le origini della cittadina sono di epoca pre-romana come attestano le rovine di un tempio dedicato a Ercole. Si crede che questo possa essere il sito dell'antica Beretra, menzionata dai geografi d'età classica (altri studiosi ritengono invece che Beretra sia l'attuale Civitella del Tronto). Nel Medioevo la località diventò Mons Aureus, donde l'attuale denominazione. Nel XV secolo, per concessione di Alfonso I d'Aragona, fu concessa in feudo a Pietro Camponeschi di l'Aquila. Passò in seguito, per via di matrimonio, ai Carafa di Napoli, e quindi all'altra famiglia napoletana dei Caracciolo. Dal 1596 al 1761 l'ebbero in feudo con titolo marchionale i Crescenzi di Roma e, infine, i Marchesi di Santo Spirito di Napoli.

GEOGRAFIA:

Il Comune ha una estensione di 53,5 Kmq. e raggiunge una altitudine di 263 Mt. S.L.M.

Ubicato all'imbocco dell'alta valle del Vomano. Il suo territorio è in piccola parte montagnoso, per la maggior parte collinare e pianeggiante. Il centro abitato è costruito sulle sponde del fiume Vomano e dalla sponda sinistra del fiume risale verso la collina sovrastante chiamata "il colle". Da Montorio ha inizio la strada turistica denominata Strada maestra del Parco.

GEOGRAFIA ANTROPICA

Il territorio Comunale è diviso nelle frazioni di:

  • Altavilla 
  • Bivio Collevecchio
  • Colledonico
  • Collevecchio
  • Cusciano
  • Faiano
  • Leognano
  • Piane di Collevecchio
  • Schiaviano
  • Villa Brozzi
  • Villa Maggiore
  • Villa Vallucci
  • Casette di Spiano
  • Case Vernesi
  • Fonte della Corte
  • San Mauro
  • Santa Lucia
  • Tappone
  • Trinità
  • Valle Cupa

TURISMO:

Chiesa di San Rocco: Chiesa del XV Secolo situata nella piazza principale del paese (piazza Orsini) e ha una facciata composta da due corpi distinti che si raccordano con un leggero angolo. La chiesa presenta 4 monumentali altari di legno dipinto e dorato databili tra il XVII secolo e inizi XVIII, con tele di epoca precedente: una Resurrezione del 1530 e l'Ultima Cena del 1607. Vi si conserva un ritratto del Cardinale Marcello Crescenzi. Convento dei Cappuccini con la Chiesa di S. Maria della Salute: fondata nel 1576, la struttura architettonica della chiesa rispecchia le regole di povertà dei Francescani. La facciata, a coronamento rettilineo, in cui si apre una finestra ad occhio, è preceduta da un breve portico. Sotto il portico sono una serie di affreschi racchiusi entro riquadri le cui cornici fingono aperture di finestre. Sul lato sinistro della chiesa è posto il convento che rivela l'impianto del porticato nel cui centro è situato un pozzo. Le pareti della chiesa, del convento e dell'orto annesso al complesso sono in ciottolame di fiume con conci squadrati agli spigoli. Chiesa degli Zoccolanti: è situata nel cuore del centro storico e si presenta nell'assetto del 1755, ma della chiesa ci sono testimonianze ben più antiche. Sull'altare maggiore, dove compare lo stemma dei Francescani Minori, è la statua lignea dell'Immacolata, opera datata 1696. Nel primo altare di destra vi è un quadro con S.Margherita penitente di ottima fattura. Il chiostro è racchiuso da arcate che conservano, nelle volte, stemmi nobiliari settecenteschi e tracce di affreschi. Tempio di Ercole: a circa 7 km da Montorio al Vomano in direzione L'Aquila, si trova questo tempio pre romano, che sorge sull'antica via che conduceva a Roma.

ORGANO DELLA CHIESA DI S. ROCCO
Notizie:  L'organo anonimo della chiesa di S. Rocco (cm. 450 x 370 x 180 ca.) a Montorio al Vomano è uno strumento di grande rilevanza storico-artistica poiché documenti rinvenuti nell'archivio parrocchiale ne testimoniano la provenienza napoletana e la datazione al 1636, attestandolo come l'organo più antico finora conosciuto in Abruzzo. Altro aspetto molto importante è, inoltre, la sostanziale integrità del corpo sonoro dal momento che sono molto rari gli strumenti seicenteschi ben conservati e giunti fino a noi. L'organo in origine era ubicato nella cappella destra della chiesa e fu trasferito nell'attuale cantoria sopra la porta d'ingresso della chiesa dopo l'anno 1950 per volere di mons. Fioravante D'Ascanio. Esso è chiuso in una cassa di risonanza lignea con prospetto tripartito e profilo piatto, di gusto raffinato e splendida fattura, finemente decorata con sculture riproducenti putti e testine alate, cornici e intagli, oggi purtroppo ricoperti da uno strato di vernice uniforme; lo scomparto centrale è maggiore dei laterali ed ogni campata termina in alto con archi a tutto sesto. La facciata è composta da 31 canne in stagno originali (purtroppo ricoperte, probabilmente in seguito ad un restauro, da uno strato di porporina color alluminio) distribuite in tre campate e disposte a cuspide (11+9+11); esse appartengono al registro Principale dal Do1 e presentano bocche allineate, profilo piatto, labbro superiore sagomato a mitria e labbro inferiore a semicerchio; le canne centrali di ogni cuspide recano una croce puntinata a sbalzo all'altezza della mitria. Per ciascuna delle tre campate esistono tre canne tortili. La tastiera, non originale e di recente fattura, è collocata nella finestra sotto il prospetto e presenta 53 tasti (estensione Do1 - Mi5 con prima ottava cromatica) con diatonici ricoperti in osso con frontalini piatti e cromatici in ebano. La pedaliera, non originale, è del tipo a leggio, costituita da 13 pedali e costantemente unita alla tastiera. I comandi dei registri, inseriti mediante tiranti in metallo con pomelli in ottone tornito, sono disposti a destra e a sinistra della tastiera; i cartellini a stampa non sono originali. Nella cassa trova posto un mantice a lanterna a 2 pieghe, dotato di 2 pompe di caricamento e con azionamento a stanga. Il somiere maestro è in noce, a tiro, e contiene all'interno 52 ventilabri ricoperti da strati di pelle con guide laterali, di cui 45 originali, con numerazione frontale ad inchiostro, e 7 aggiunti in epoca successiva; le stecche per i registri sono 10. Il crivello è in legno di pioppo. Nel XX secolo lo strumento ha subito l'intervento di restauro di Vincenzo Di Pietro che ha introdotto numerose modifiche, sostituendo la tastiera e la pedaliera, alterando la larghezza della finestra, operando manomissioni alla meccanica e introducendo il mantice a pompe, non in carattere con l'opera.

SCULTURA LIGNEA
Madonna col Bambino. Chiesa di Santa Maria di Brecciano
Notizie:  Il gruppo scultoreo è conservato in un ciborio rimaneggiato, all'interno della chiesa intitolata a Santa Maria di Brecciano. È stato oggetto, nel corso del tempo, di una serie di rimaneggiamenti che ne hanno alterato e, in alcune parti, eliminato i caratteri originari. Uno di tali interventi è testimoniato da un'iscrizione posta sulla parte posteriore in cui si legge "Raccomodatese nell'anno 1893". Ad essere più vistosamente coinvolti sono stati la policromia, modificata in maniera piuttosto grossolana, i globi oculari della Vergine, sostituiti con pupille vitree, e la stessa struttura lignea. Quest'ultima, in particolare, è stata tamponata con un blocco di calcestruzzo, nella parte posteriore, e mutilata, nella parte superiore del trono, che è stato ulteriormente ridotto nella dimensione della larghezza, per essere meglio collocato nello spazio destinato a custodire l'opera. L'Ente proprietario ha fortunatamente finanziato un intervento di restauro da cui è emersa una generale stuccatura, seguita da ben due sovrapposizioni di colore. Dall'analisi della tempera originaria, ben conservata, fatta eccezione per la parte centrale, è emersa una indubbia qualità di esecuzione. Più in generale può dirsi che l'impianto dell'opera è proporzionato e le figure si propongono in maniera decisamente frontale. La Madonna siede sul trono con il capo leggermente inclinato, il volto è coperto da un velo di tristezza, che sembra quasi renderla noncurante del tenero gesto del Bambino che le stringe il pollice con la manina. Tali caratteri farebbero collocare l'opera a metà tra lo schema tipo della Madonna in Maestà e quello più tardo del "gruppo affettuoso". Nel complesso le figure sono simmetriche, le linee leggere e raffinate e l'espressività dei volti e dei gesti piena di affetto e tenerezza. Particolare degno di nota è l'atteggiamento di Gesù, con la mano aggrappata al pollice della Madre ed il piedino destro nascosto; soluzione nuova nel panorama iconografico del tempo, da alcuni posta in analogia con alcune importanti rappresentazioni pittoriche: la Madonna in trono della tomba del Cardinale Acquaviva all'Aracoeli in Roma, opera del Cavallini; le Madonne di Deodato Orlandi e di Duccio di Buoninsegna e quella del maestro di Figline, nella sagrestia della Basilica inferiore di Assisi. La collocazione cronologica della Madonna di Brozzi è stata effettuata esclusivamente in base all'analisi stilistica, non essendo presente alcun tipo di documentazione storica a riguardo; la naturalezza dei gesti, la morbidezza dei tratti e la raffinatezza dei panneggi hanno ricondotto l'opera al secondo decennio del XIV secolo. L'impostazione stilistica fornisce evidenti riferimenti anche riguardo l'attribuzione: una indubbia analogia è stata ritrovata con le sculture lignee del "Maestro della Santa Caterina Gualino". Lo stile della Madonna di Santa Maria di Brecciano si inserirebbe perfettamente, infatti, in quella temperie artistica che si allontana dall'influsso della scuola fiorentina, per sviluppare un proprio linguaggio legato alla cultura e alle tradizioni locali, caratterizzandosi attraverso soluzioni artistiche nuove o reinventate. Si può pertanto considerare la scultura in esame un perfetto esempio di fusione tra iconografia tradizionale e cultura figurativa moderna.

Scultura medievale
Ciborio. Chiesa di Santa Maria di Brecciano
Notizie:  Nella chiesa di S. Maria di Brecciano (nei documenti Bezano, Bezzanum, Breccianum, o Vezanum) della frazione Brozzi di Montorio al Vomano è conservato un variopinto ciborio risalente al XIV secolo; il ciborio non replica la tipologia maggiormente diffusa in ambito regionale caratterizzata da una struttura architettonica quadrangolare su quattro colonne e articolata in altezza da una copertura a prisma o piramidale volta a conferire all'insieme risalto e slancio. Si opera invece una semplificazione formale con l'utilizzo dello schema quadrangolare alla base e nell'alzato, semplificazione confermata anche dall'apparato ornamentale, completamente affidato alla decorazione pittorica, anziché alla più consueta decorazione scultorea. Il ciborio è composto da quattro colonne a fusto ottagonale su alte basi, per una delle quali è riconoscibile l'utilizzo di un torcularium (piccolo torchio), proveniente dall'insediamento romano sul cui sito insiste la chiesa. I capitelli presentano una ornamentazione fitomorfa arricchita in uno da un Agnus Dei, in un altro dallo stemma di Montorio, identificabile dai tre monti sormontati da altrettante spighe; da essi si sviluppano le quattro arcate ogivali e le nervature della crociera costolonata della volta. Le pesanti ridipinture che ancora oggi deturpano il ciborio hanno purtroppo obliterato gli originari affreschi, riconoscibili solo in brevi tratti nelle arcate e nei sottarchi, oltre che nella volta, ove sono conservati i ritratti di quattro santi recanti ognuno una pergamena con scritte a caratteri gotici, databili per caratteri stilistici al XIV secolo.
Materia tecnica:  pietra scolpita e dipinta

Tabernacoli lignei
Tabernacolo della chiesa di S. Maria della Salute
Notizie:  Il tabernacolo di Montorio al Vomano (cm. 190 x 75) è conservato nella chiesa di S. Maria della Salute e presenta un impianto architettonico pulito e slanciato. Il ciborio manca di qualche colonnina nelle balaustre del primo e del secondo ordine e le nicchiette sono prive delle originali statuine, ma nonostante tutto lo stato di conservazione dell'opera è discreto, anche se un appropriato restauro gli restituirebbe vivacità cromatica. Il tabernacolo di Montorio appartiene al modello A.

FARMACIE: Farmacia D'Alessio Del Dr. Aldo Merlini & C. Snc, Via Giuseppe Urbani 10, Telefono: 0861592245
Farmacia Gerardi Sergio e Co.

COMUNI LIMITROFI: Basciano, Cortino, Tramo, Crognaleto, Fano Adriano, Tossicia, Colledara

COPERTURA ADSL: NO

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':

SANTO PATRONO: San Rocco, festeggiato il 16 Agosto

Il mercato rionale si svolge ogni mercoledì della settimana.

La più particolare tradizione Montoriese è il festeggiare un particolare aspetto del carnevale, cioè quello detto “Carnevale morto”. L’usanza di festeggiare la morte del Carnevale sembra derivare direttamente dalla commedia dell’arte: nel giorno delle ceneri, primo della Quaresima, vengono messe in scena le esequie del carnevale, appena passato, al quale si rende onore con spirito burlesco e beffardo, inscenando un canovaccio di satira paesana, con le maschere vestite a lutto. Ad accompagnare il feretro pensa la banda cittadina, che alterna marce funebri con brani di irriverente allegria. Altra particolare tradizione montoriese, praticata in special modo nel periodo di Natale, è quella dello Stu. I bambini e gli adulti di Montorio si affrontano in questo antichissimo gioco di gruppo detto “Lu Stù”. Con un mazzo di quaranta carte dipinte con originali figure, discutono e giocano con gesti, contrattazioni e fraseggi in dialetto creando uno scontro alquanto esilarante. Non si conoscono le origini di tale gioco, che pare essere irlandese, sappiamo solo che in Italia ben poche comunità lo conoscono e lo praticano. Importante avvenimento è poi quello della rievocazione della “Congiura dei Baroni”. Nel 1486, il 7 di maggio, si ebbe presso Montorio una grossa battaglia, cui presero parte cinquecento teramani, celebrata come “Congiura dei Baroni”, protetti da Paolo Innocenzo VIII, le milizie guidate dal capitano Roberto di San Beverino, si scontrarono con le truppe di Alfonso duca di Calabria figlio del Re Ferdinando d’Aragona. La battaglia accadde nei dintorni di Montorio e gli abitanti potettero assistere al cruento combattimento dalle mura e dai tetti della città. Da questo avvenimento nasce la rievocazione storica in costume d’epoca che ogni anno si svolge nel centro storico cittadino e che propone tra l'altro la corsa pazza nuda per le vie del paese.

GASTRONOMIA:

La gastronomia montoriese si caratterizza soprattutto per la pasticceria artigianale che produce dolci che appartengono alla tradizione locale. Un tipico prodotto è il Bocconotto, dolce di antica tradizione. Il dolce viene ancora oggi realizzato con uova fresche, mandorle, olio extra vergine d'oliva, limone, marmellata di uva e prugne secondo la tradizione tipica abruzzese. Questo prodotto tipico si accompagna con un buon bicchiere di vino rosso locale che ne esalta il sapore. Altro dolce locale che si prepara in occasioni di festività e ricorrenze è la Pizza dolce preparato con pan di spagna e crema pasticciera. Viene guarnito con mandorle dolci tritate, cannella, cacao amaro. È il tipico dolce dei matrimoni.

AGNELLO DEL PASTORE

Ingredienti:
Agnello
cipolla
burro
pane bruscato a fette
sale.

Cuocere la carne con una cipolla intera e una piccola noce di burro in una grande pentola chiusa ermeticamente. Dopo una cottura di circa due ore, mettere le carni di agnello nel piatto, sopra le fette di pane bruscate.

MAZZARELLE ALLA MONTORIESE
cuore fegato e budella di agnello 
8 uova 
aglio fresco 
cipolla fresca 
maggiorana 
prezzemolo 
pepe sale 1 fetta di pancetta 
pecorino grattugiato 
formaggio fresco 
bietole 
pomodoro in bottiglia 
olio q.b. 
Pulire e lessare per poco il cuore fegato e budella di agnello. Tagliare a dadi i lcuore il fegato e le 4 uova sode, la pancetta formaggio aglio e cipolla. Amalgamare il pecorino grattigiato con le altre 4 uova. Distribuire tutti gli ingredienti sulle foglie di bietola e spruzzare con il battuto di uova e formaggio. Aggiungere sale, pepe, maggiorana e prezzemolo. Tempo di cottura 2 ore e 1/4 circa.

PERSONE FAMOSE DEL COMUNE: Francesco Sebastiani, (Montorio al Vomano, 1827 - Giulianova, 1878), deputato al Parlamento per il collegio di Teramo; Nella frazione di Leognano, il 1 agosto del 1744 nacque Melchiorre Dèlfico, filosofo illuminista ed economista italiano. La famiglia Dèlfico, durante l’invasione degli austriaci, si era rifugiata nella casa dei Civico, la famiglia della madre di Melchiorre, Margherita.

ECONOMIA: La zona industriale e quella artigianale della cittadina sono ricche di insediamenti produttivi. Da segnalare la produzione di bottiglie e recipienti in vetro destinati ai prodotti più famosi del mondo. Notevole rimane anche la produzione agricola di cereali e olive, nonché la silvicoltura. Anche da punto di vista economico Montorio al Vomano è una realtà in crescita. In fase di costituzione una società mista che dovrebbe realizzare degli impianti termali nella località di Piane di Collevecchio, dove sono state trovate sorgenti di acqua salsa e sulfurea. C'è un'importante azienda di ottica, che esporta i propri prodotti anche nei paesi asiatici.

MANIFESTAZIONI ED EVENTI: 16 Agosto, festeggiamenti in onore del Patrono San Rocco

ASSOCIAZIONI:

  • Pro Loco CUSCIANO 
    Indirizzo 
    Fraz. Cusciano, Cusciano - 64046 Montorio al Vomano 
    Contatti 
    Legale rappresentante Claudio Alemanno
    Telefono               338-2293257       
    Fax                       0861-500266
    Email claudio.alemmanno@infinito.it
  • Pro Loco LEOGNANO 
    Indirizzo 
    Via Villa Maggiore, Leognano - 64046 Montorio al Vomano 
    Contatti 
    Legale rappresentante Vincenzo De Dominicis
    Telefono               0861-590329       
    Telefono               347-6544684       
    Fax 0861-590329
    Email prolocoleognano@alice.it
  • Pro Loco MONTORIO AL VOMANO 
    Indirizzo 
    Via Beretra, 57, Montorio al Vomano - 64046 Montorio al Vomano 
    Contatti 
    Legale rappresentante Carlo Eleuteri
    Telefono               328-9444360       
    Fax                       0861-500546
    Email prolocomontorioalvomano@virgilio.it
  • Pro Loco PIANE DI COLLEVECCHIO 
    Indirizzo 
    Piane di Collevecchio, Piane di Collevecchio - 64046 Montorio al Vomano 
    Contatti 
    Legale rappresentante Francesco Ascani
    Telefono               0861-593106       
    Telefono               347-0341447       
    Fax                       0861-592509
    Email proloco.ascani@katamail.com

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