Comune di Ancarano

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DESCRIZIONE:

Ancarano è un comune di 1.897 abitanti della provincia di Teramo. Fa parte dell' Unione dei Comuni della Val Vibrata. E' situato sul crinale delle colline ovest tra le Marche e L'Abruzzo.
Il Comune ha sede in Piazza Roma 1
Gli abitanti sono detti "Ancaranesi"

Per ottenere le indicazioni stradali per arrivare in questa località, clicca qui

ORIGINE DEL NOME:

Ancarano deve il suo nome alla Dea Ancaria, venerata dai Piceni, il cui tempio sorgeva nell'attuale centro storico.

STORIA:

In epoca preromana venne costruito proprio dove ora è situato il centro abitato, il tempio alal Dea Ancaria, da parte degli Etruschi, e poi ampliato dai Piceni, che la veneravano tanto da stabilire in esso solenni festeggiamenti annuali. Subì un saccheggio da parte dell'esercito di Annibale, a seguito della vittoria sul Trasimeno. Dopo varie vicissitudini Carlo Magno ricostruì il borgo e lo donò al vescovo di Ascoli Piceno. Nel 1557 fu cobquistato dagli spagnoli del duca d'Alba. Distrutto, venne ricostruito dagli scampati un anno dopo. Nel 1808-1812 fu aggregato al Regno Napoleonico. Incorporato allo Stato Pontificio nel 1818, entrò a far parte della Repubblica Romana nel 1848. Annesso al Regno delle Due Sicilie nel 1852, il 21 Ottobre del 1860 aderì con plebiscito al Regno d'Italia.

GEOGRAFIA:

Il Comune è situato a 295 Mt. S.L.M. Ed ha una superficie di 13,7 Kmq.

La posizione del Comune di Ancarano è sul crinale delle colline che fungono da spartiacque tra le Marche e l'Abruzzo, a circa 20 Km dal mare. Dal Comune, è possibile ammirare il panorama sulla valle del Tronto, verso nord; sulla val Vibrata a sud-est, fino al mare; sulla catena montuosa del Gran Sasso e Monti della Laga, a ovest.

COME ARRIVARE
DA TERAMO (30 kM CIRCA)
All'incrocio di San Nicolò a Tordino, svoltare a sinistra in direzione Strada Provinciale 17 - Sant'Egidio alla Vibrata. Proseguite per una ventina di Km  fino a Garrufo di Sant'Omero. Alla rotatoria seguite le indicazioni per Sant'Egidio alla Vibrata, e poi seguite le indicazioni per Ancarano.
DA ASCOLI PICENO (19 KM CIRCA)
Imboccate la Superstrada  Ascoli-Mare in direzione San Benedetto del Tronto, prendete l'Uscita Ancarano (a ridosso dell'uscita per Castel di Lama) e girate a destra sulla Strada Provinciale 1B fino a raggiungere Ancarano.
DA SAN BENEDETTO DEL TRONTO (30 KM CIRCA)
Imboccate la Superstrada  Ascoli-Mare in direzione Ascoli Piceno, rendete l'Uscita Ancarano (a ridosso dell'uscita per Castel di Lama) e girate a destra sulla Strada Provinciale 1B fino ad Ancarano.

TURISMO:

CHIESE

  • Chiesa della Madonna Della Misericordia - Costruita nel periodo del XVII secolo in laterizio a pianta ottagonale,
  • Chiesa Madonna Della Pace - La Chiesa è stata costruita nel 1958 ed al suo interno si trova la statua lignea di Silvestro dell'Aquila in oro, posta tra due angeli in maiolica, raffigurante la Madonna ( risalente al 1490). Vi riposa l’urna contenente le Reliquie di San Simplicio (1759) ed alcune tele del 1700 tra cui la Madonna del Rosario di Nicola Monti. Nella sagrestia ci sono altre testimonianze storiche come un fregio di epoca romana, statue in legno del 1700, stemmi dei vescovi.

LUOGI DI INTERESSE

  • Da visitare è la casa natale dello scienziato Giuseppe Flaiani (1739-1808), posta sulla omonima via.

SCULTURA LIGNEA
Madonna con il Bambino. Chiesa di Santa Maria della Pace
Notizie:  Autore: Silvestro dall'Aquila. La statua della Madonna di S. Maria della Pace è stata identificata con quella descritta nell'atto rogato all'Aquila il 9 Settembre 1489, con il quale Silvestro dall'Aquila si impegnava, per la somma di 54 ducati, ad eseguire per la comunità di Ancarano una Madonna simile a quella realizzata da Giovanni di Biasuccio a Civitella del Tronto. Il percorso che ha portato a tale identificazione in realtà non è stato dei più pacifici, molti sono stati i dubbi e le contestazioni a riguardo, originando, in alcuni casi, evidenti fraintendimenti. L'oggetto principale di discussione è stata la possibile differente posizione del Bambino, orizzontale o verticale; come ha affermato infatti Giacomo de Nicola, "il Bambino che [la Vergine...] già adorava disteso sulle sue ginocchia [...] s'è distaccato dal suo sguardo amoroso e ha preso altra positura disfacendo il gruppo". Da ciò si sono sviluppate tesi che o hanno escluso l'identificazione della Madonna di Ancarano con quella commessa a Silvestro dall'Aquila nel 1489 o ne hanno riconosciuto quantomeno un successivo rimaneggiamento. Tra le posizioni più estremiste vi è quella secondo cui la statua in oggetto sarebbe "una copia fatta da un certo Acqua", mentre l'originale sarebbe andato perduto. Un importante parere, accreditato dalla più recente critica, è quello di Laurine Mac Buongiorno, che riconosce nell'opera i moduli stilistici dello scultore aquilano, spingendosi a paragonarla ad uno dei più rappresentativi capolavori dell'artista: il monumento sepolcrale di Maria Pereyra Camponeschi e di sua figlia Beatrice in San Bernardino a L'Aquila. Particolare somiglianza è stata individuata nel movimento del panneggio: la modellazione della veste della Madonna è risultata affine a quella dei mantelli di San Giovanni Battista e della Santa Caterina d'Alessandria, posti ai lati della tomba aquilana; altro importante riferimento stilistico è stato rintracciato nel velo della Vergine , in relazione al quale si è affermato: "Dal capo le piove sugli omeri [...] un velo molto pieghettato, senza preciso ricordo del velo vedovile di Maria Camponeschi, ma anche senza dimenticanza di esso". Non ultima da rilevare la relazione stilistica tra il Bambino e la figura della piccola Beatrice, rappresentata "dormiente" tra le zampe dei leoni posti sul sarcofago. La paternità di Silvestro è quindi oggi sostanzialmente accettata, riconoscendosi comunque sostanza al problema della collocazione del Bambino. Esso era predisposto per essere posizionato, in relazione a particolari esigenze liturgico-devozionali, sia nella posizione verticale, quella attuale, che in quella allungata, secondo la quale doveva essere disposto in origine. Più precisamente il fanciullo divino doveva essere disteso sulle ginocchia della Madre con i piedini rivolti verso la destra ed il capo verso la sinistra della Madonna, come induce evidentemente a pensare l'orientamento dello sguardo di Lei; dovendo questa costituire la posizione rispondente alle prescrizioni dei committenti. Muovendosi sempre dalla pacifica autenticità dell'opera è interessante rilevare che il contratto di allogazione, oltre a prevedere la realizzazione dell'opera sul modello di quella di Civitella, precisava in una clausola altrettanto vincolante: "quod ad hominibus expertis ac peritis in arte iudicetur ac videatur esse pulchriorem ac ditiorem in opere et sumptu ac ornamentis". Si rimetteva dunque il risultato al giudizio di esperti, che avrebbero dovuto accertare qualcosa in più della rispondenza dell'opera di Silvestro al modello di quella del Di Biasuccio, avrebbero dovuto constatare la sua superiorità artistica, il suo maggior valore di "pulchritudo", che ci si aspettava dalle ormai indiscusse qualità dell'artista aquilano. Il gruppo è stato sottoposto ad un approfondito restauro restituendo alla scultura gli originali caratteri di meravigliosa realizzazione: è stata riscoperta la policromia del volto della Vergine e del corpo del Bambino, tornati gradevolmente luminosi; è stato restituito l'autentico splendore al vasto manto della Madre e ricollocato nell'originaria posizione orizzontale il Figlio. Altro rilevante raffronto è quello con la Madonna della lunetta della chiesa di S. Marciano a L'Aquila, resto della tomba del cardinale Amico Agnifili, commissionata a Silvestro nel 1476; ciò che emerge a riguardo è lo stesso riferimento alla scuola verrocchiesca, già rilevato nella Madonna di Civitella di Giovanni Di Biasuccio. Merita un cenno un richiamo ad un'altra opera di Silvestro dall'Aquila, con la quale la Madonna di Ancarano è sicuramente collegata, e cioè la Madonna di Santa Maria in Platea a Campli, datata 1495.

TORRE DI ANCARANO
Notizie:  Dell'originario borgo fortificato, posto tra le valli del fiume Tronto e del torrente Vibrata, è riconoscibile l'andamento delle mura, conservatesi per alcuni tratti. Spicca una torre: la sua epoca di costruzione è più tarda rispetto alle mura ed alle porte, ed è testimoniata non solo dalla presenza della forte scarpatura basamentale, e dal rinforzo agli angoli mediante paraste, che entrano in uso con l'avvento delle armi da fuoco, ma anche dalla cornice di coronamento: tutti questi elementi spostano la datazione del manufatto alla metà del 1400. Le finestre rinascimentali incorniciate in pietra e la loggia quasi completamente aperta che si eleva sopra la cornice, fanno pensare che non molto tempo dopo la sua costruzione la torre abbia perduto il suo carattere difensivo per acquistarne uno "civile". La struttura è in muratura di laterizio a vista, realizzata con tipici mattoni di produzione locale di circa sei centimetri di spessore e sono di ottima fattura.
Torre di Ancarano - S. Maria della Pace
Notizie:  L'antica tradizione riporta che la torre, che faceva parte dell'antica chiesa di S. Maria della Pace, venne edificata sui resti del tempio della Dea Ancaria, presumibilmente nell'XI secolo. E' a questa data che si può far risalire la prima edificazione della torre che, nonostante l'annessione all'organismo ecclesiale, ebbe dall'inizio una funzione di torre di avvistamento e di difesa, poiché era posta nel punto più alto del paese. Si presenta come struttura quadrangolare, con pareti in muratura continua realizzata con pietra e mattoni. Il basamento ha pareti in muratura continua a corsi regolari. Il tetto è ad una falda, con orditura lignea. Sul prospetto nord-ovest è collocato l'orologio. Sul prospetto sud spicca una testa in pietra, sul prospetto est vi è una cartella cinquecentesca con testa d'angelo, in pietra. Sui prospetti nord-ovest e sud sono visibili frammenti lapidei con coppie di delfini, databili in tarda epoca romana. La torre attualmente si presenta isolata, essendo stata demolita nel 1967 la chiesa adiacente.

FARMACIE: Farmacia Tortora Donatella Via Po, 4 - Tel.: 086186216

COMUNI LIMITROFI: Controguerra, Sant'Egidio alla Vibrata, Torano Nuovo

COPERTURA ADSL: SI

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':

SANTO PATRONO: San Simplicio, festeggiato il 29 Luglio.

Il mercato rionale si svolge la Domenica di ogni settimana

Leggenda Ancaranese de Lì Tailì de la Madonna

Vuole l'antica leggenda che una notte, la pregevole statua della Madonna della Pace (scultura lignea dorata di Silvestro de L'Aquila, che si venera in Ancarano fin dal 1490) venisse rubata.  Ai confini del paese, però, il peso dell'immagine divenne così insostenibile che i ladri decisero di nasconderla tra i folti cespugli di un fossato per andarla a prendere con un carro.

Poco dopo, passò nei pressi, una vecchierella che da Torano si recava ad Ancarano, vide brillare qualcosa tra il verde e, accostatasi meglio, scorse la statua abbandonata: "Oh! Madonna bella! Se tu non pesassi tanto ti riporterei io nella tua Chiesa!" Esclamò la donna e fece l'atto di sollevarla.  Era così leggera che non fu difficile alla vecchietta caricarsela sul capo e proseguire il cammino. Intanto ad Ancarano grande allarme per la scoperta del furto e quando la donna fece il suo ingresso in paese col prezioso carico, grande sorpresa e gioia: per ringraziarla e ristorarla della fatica le prepararono una minestra delicata e sostanziosa nello stesso tempo.

Nacquero così i famosi tagliolini e ogni anno, da allora, per il giorno della festa della Madonna della Pace, che si celebra la domenica di ottobre più vicina al 22, ogni famiglia prepara "li tailì della Madonna" ed ancora oggi è una delle maggiori ambizioni per ogni paesana il saperli fare sottilissimi e lunghi.

GASTRONOMIA:

I TAGLIOLINI

Per fare i tagliolini ci vuole un po' di farina  Un po' di uova (dipende dalle persone che ci sono) Se ci sono dodici persone ci vogliono dieci uova e poi un chilo di farina. Si impasta bene bene e ci si fa la massa. Poi li devi tagliare fini fini più che puoi. E i tagliolini sono pronti per mangiare.

Ricetta per 4 persone: Ingredienti: 1 Kg di farina e 8 uova. Impastare e far riposare per qualche minuto rendere la sfoglia sottile e farla asciugare, tagliare tipo maccheroncini finissimi e lunghi.

Consigli per cucinarli: Due pagnottelle a persona in un abbondante e leggero brodo di carni miste: cottura immediata al primo bollore.

 

I CRISPELLETTI

Si prende la farina, l'acqua e il sale e poi si impasta, si mette a friggere l'olio si prende un cucchiaio dell'impasto e si mette in mezzo all'olio a mucchietti. Quando è fritto si mangia

 

IL FORMAGGIO FRITTO 

Si impasta la farina con le uova e un po' d'acqua, si tagliano le fette di formaggio e poi si spezzano a metà. Metti l' olio dentro la pentola e quando è bollente prendi le fette di formaggio e mettile a friggere e quando sono fritte si mangiano calde, calde. 

PERSONE FAMOSE DEL COMUNE:

  • Cecco d'Ascoli, pseudonimo di Francesco Stabili di Simeone, Ancarano, 1269 – Firenze, 16 settembre 1327) è stato un poeta, medico, insegnante e astrologo/astronomo (al tempo le due discipline erano unite) italiano. Fu accusato di eresia e arso vivo a Firenze.
  • Giuseppe Flaiani, (1739-1808), medico chirurgo, scienziato, nato nel 1739 in Ancarano (TE). Riformatore delle cure praticate agli alienati nei manicomi e organizzatore del Museo Anatomico e Patologico nell'Ospedale di Santo Spirito in Sassia, in Roma (1771), autore di dotte pubblicazioni sulla pratica della chirurgia nonché di commenti ad opere di altri autori, anche stranieri. Fu Archiatra del Papa Pio VI (Braschi) dal 1775. La sua fama è soprattutto affidata agli stuti ed alle osservazioni sul "morbo" che oggi è detto Flaiani-Basedow. Fu lui che, la sera del 13 gennaio 1793, fu chiamato per le cure da praticare ad Ugo Basville (Nicola, Giuseppe degli Hugon di Abbeville) dopo che questi era stato assalito e pugnalato sul portone dell'abitazione del Console Francese presso il Papa. Praticate le prime cure, fece ampia rerlazione sul caso e la pubblicò. Morì a Roma nel 1808 e fu sepolto nella Chiesa di Santa Maria in Via Lata, dove però nulla esiste che lo ricordi.
  • Franco Rampini, (1914-2007), è stato un pianista nato e morto in Ancarano (TE).

ECONOMIA: L'economia del posto, è basata sulla produttività della vicina zona industriale, oltre che sulla agricoltura.

BANCHE: Banca Tercas
V. Madonna Della Misericordia, 10
tel:086186124 fax:086186127

MANIFESTAZIONI ED EVENTI:

  • 14 Maggio festa della Madonna della Carità.
  • 29 Luglio San Simplicio.

ASSOCIAZIONI:

  • "Ancarano & dintorni, periodico di informazione amministrativa e culturale del territorio di Ancarano", Comune di Ancarano, è il periodico locale.
  • Pro Loco ANCARANO 
    Indirizzo 
    Piazza Largo Rampini, 1 - 64010 Ancarano 
    Contatti 
    Legale rappresentante Pierluigi Fioravanti
    Telefono               0861-840055       
    Telefono               338-9830277       
    Fax 0861-86356
    Email emilianodimatteo@alice.it

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