Comune di Colonnella

 VOLO 3D

 PANORAMIO

 LINK CAM

 LINK METEO

 IMPRESE DEL TERRITORIO

 ANNUNCI IMMOBILI: AFFITTO VENDITA

 

 

 

 

 

 

 

 

« Torna ai comuni

DESCRIZIONE:

Il Comune di Colonnella fa parte della Provincia di Teramo, ed ha 3.300 abitanti.

Fa parte dell' Unione dei Comuni della Val Vibrata. Il Comune ha sede in Via Indipendenza 1

Gli abitanti sono detti "Colonnellesi"

Per ottenere le indicazioni stradali per arrivare in questa località, clicca qui

ORIGINE DEL NOME:

ORIGINE DEL NOME
Cicerone, nelle sue lettere ad Attico, fa menzione che: "Cesare, da Fermo in Castrum Truentino venisse" (lib. 8; epist. 18). Plinio scrive: "Truentum cum amne, quod solumLiburnorum in Italia est" (Hist. nat. lib. 3, cap.13), e Strabone, avvisa finalmente: "Deinceps Truentum, et eiusdem inis oppidum" (lib. 6). I Goti e poi i Longobardi, nel 739, smantellarono la città truentina.
Gli scampati ricostruirono nell'acropoli dell'antica città un rozzo paese chiamato "Civitas Tomac- chiara" e alle foci del Tronto, "Torri a Tronto". Ma gli scampati truentini non si sentivano sicuri in questi due paesi, cosi spianarono il più alto colle del territorio e vi formarono una piccola colonia. Colonnella è sorta dall'incastellazione di due popolazioni di due parrocchie diverse: San Biagio e Santi Cipriano e Giustina (Palma vol. 4 pag. 169). Nel "Cronicon Farfense" del 936-962, troviamo due citazioni: "Curtem S.Maria nnellae" e "Curtem de Colunnella".

 

STORIA: Alla fine del 900, Colonnella apparteneva al Ducato di Spoleto che possedeva la "Contea di Aprutium e quella di Ascoli".
Ma i Normanni che si erano stabiliti in Puglia e in Sicilia cominciarono la loro penetrazione a Nord, furono fermati sul Tronto dal Papa Gregorio VII, nel 1078 con la minaccia della scomunica. Perciò Colonnella passò al Regno di Napoli, subendo le sorti degli Angioini e degli Aragonesi. Nel 1273 l'Abruzzo fu diviso in due province: Citra e Ultra flumen Piscaria. Nel 1282, Carlo I d'Angiò emanò un capitolare in Cicerone, nelle sue lettere ad Attico, fa menzione che: "Cesare, da Fermo in Castrum Truentino venisse" (lib. 8; epist. 18). Plinio scrive: "Truentum cum amne, quod solum Liburnorum in Italia est" (Hist. nat. lib. 3, cap.13), e Strabone, avvisa finalmente: "Deinceps Truentum, et eiusdem nominis oppidum" (lib. 6). I Goti e poi i Longobardi, nel 739, smantellarono la città truentina. Gli scampati ricostruirono nell'acropoli dell'antica città un rozzo paese chiamato "Civitas Tomacchiara" e alle foci dei Tronto, "Torri a Tronto". Ma gli scampati truentini non si sentivano sicuri in questi due paesi, cosi spianarono il piú alto colle dei territorio e vi formarono una piccola colonia. Colonnella é sorta dall'incastellazione di due popolazioni di due parrocchie diverse: San Biagio e Santi Cipriano e Giustina (Palma vol. 4 pag. 169). Nel "Cronicon Farfense" del 936-962, troviamo due citazioni: "Curtem S.Maria Colunnellae" e "Curtem de Colunnella".
Alla fine dei 900, Colonnella apparteneva al Ducato di Spoleto che possedeva la "Contea di Aprutium e quella di Ascoli". Ma i Normanni che si erano stabiliti in Puglia e in Sicilia cominciarono la loro penetrazione a Nord, furono fermati sul Tronto dal Papa Gregorio VII, nel 1078 con la minaccia della scomunica. Perció Colonnella passó al Regno di Napoli, subendo le sorti degli Angioini e degli Aragonesi. Nel 1273 l'Abruzzo fu diviso in due province: Citra e Ultra flumen Piscaria. Nel 1282, Carlo 1 d'Angió emanó un capitolare in cui si designavano i punti strategici e i passi ai confini del Regno e vi inscrisse Colonnella e Torre a Tronto. Colonnella venne designato "Capitolo" ovvero "Posto fisso di dogana". Nel 1385 il Re di Napoli, Carlo III, vendette Colonnella ad Ascoli. Nel 1440, Francesco Sforza, per combattere Giosia Acquaviva, penetrò dalla Marca in territorio Aprutino e fece devastare molti luoghi e tra questi Torri a Tronto e Civita Tomacchiara, che non risorsero più. Il 22 novembre 1535, Carlo V, per ribellione commessa dagli Ascolani, concesse la terra di Colonnella a Benedetto Rosales, per un compenso di 200 ducati. Nel 1582 troviamo il nipote di Benedetto, Giulio Cesare Rosales, a capo dei briganti e nel 1588, caduto nelle mani della giustizia, venne condannato a morte e giustiziato. Successivamente, nel 1602, Colonnella fu acquistata da Andrea Matteo Acquaviva, duca di Atri e principe di Caserta per 2.200 ducati; nel 1640 fu venduta Colonnella a Diana di Capua per 23.131 ducati.
Abitanti di Colonnella, elencati per fuochi: a.1532 (f. 124), a. 1545 (f. 167), a. 1561 (f. 200), a. 1595 (f. 171), a. 1648 (f. 170), a. 1699 (f.146), a. 1797 (f. 1.350).
Sempre aggregata al Regno di Napoli, Colonnella ne seguí il destino ed ebbe la sua importanza come centro militare avanzato. Alla fine dei '700 a Napoli comparirono i primi patrioti, aperti alle idee della Rivoluzione francese. Dal 18 giugno 1796 vennero fortificati i confini del Regno per resistere all'avanzata delle truppe francesi specialmente presso il fiume Tronto; ma i generali preferirono arrendersi senza colpo ferire e vendettero tutti i fortini ai Francesi. Nel dicembre del 1796 scoppiò fuiminea, a Colonnella, la rivolta contro i Francesi, venne distrutto il ponte sul Tronto, organizzata la guerriglia, tese imboscate, presi e seviziati i soldati francesi. Ma con l'arrivo della colonna francese dei generale Planta, Colonnella venne riassoggettata e terribilmente saccheggiata, fu incendiato il municipio, e distrutti tutti gli atti e le scritture pubbliche.
Nel 1806 i Francesi conquistarono Teramo e la fortezza di Civitella. Il 2 agosto 1806 vennero abolite le Università e il presidato; iniziò nei Comuni il governo dei Decurioni, di età non inferiore a 21 anni, di condizione economica pari a un reddito di 96 ducati ed estratti a sorte. Sempre nel 1806, Ferdinando IV fuggì in Sicilia e venne creato il nuovo Regno di Napoli, affidato a Giuseppe Bonaparte, che nominato nel luglio 1807 Re di Spagna, lascia il potere a Gioacchino Murat che sarà fucilato nel 1815. Nell'anno 1809 i fratelli Ciammarichella avevano costituito un gruppo di rivoltosi e si facevano chiamare "insorgenti". Essi agivano quali sostenitori dei Re Ferdinando IV contro i "Francesi giacobini". Fecero irruzione a Colonnella, a quel tempo amministrata dal Sindaco Giuseppe Castagna, e la saccheggiarono. Dopo aver corrotto quattro guardie civiche, entrarono in paese e iniziarono eccidi e vendette. Dopo alterne vicende fu ristabilito l'ordine e furono sgominati i rivoltosi. I pochi superstiti ripararono nei paesi vicini e sulle montagne. Si erano fatti corrompere Luigi Ionni, Marco Trivelli e i fratelli Michele e Filippo Camozzi. Gli "insorgenti" erano: Pasquale, Silvestro e Domenicantonio Pezza, Giovanni e Lorenzo Marini, Tommaso Ionni, Mattia Pandolfi, Angelo De Santis, Serafino De Santis, Bernardo Tori, Francesco, Sabatino e Pancrazio Bianchini.
Tra i molti briganti che operavano nel territorio di Colonnella ricordiamo: Sante Sgaliffa, Pietro Cesarini, Francesco Di Giuseppe, Giuseppe e Vincenzo Paolucci, Emidio Pecoraro, Ventura Piccioni, Giacomo e Giovanni Pistoferri, Claudio, Lorenzo e Vincenzo Di Saverio, Gioacchino Silimperi. Tra le bande ricordiamo: la banda dello Sciabolone, dei Piceno, la banda dei fratelli Ciammarichella e la banda di Nicomì, già garzone dei Ciammarichella. Il Congresso di Vienna riconsegna a Ferdinando IV il suo territorio che si chiamerà "Regno delle Due Sicilie" e il Re prende il nome di Ferdinando I. Anche Colonnella, analogamente agli altri comuni a sud dei Tronto, era compresa nel Regno delle due Sicilie. Il comune era amministrato da un Sindaco, eletto dall'Intendente provinciale, da un l' eletto, o vice Sindaco, da un 2' eletto e da 10 decurioni; potevano votare ed essere eletti i cittadini che pagavano le tasse e i professionisti. Alla fine degli anni '50 il Regno delle due Sicilie si avviava alla sua fine, per opera dei patrioti, delle rivolte popolari e per lo sbarco di Garibaldi in Sicilia e la conseguente conquista di Napoli, avvenuta l'8 settembre 1860. Il plebiscito dei 21 ottobre 1860, che proponeva o il ritorno dei Borboni sul Tronto o l'annessione al Regno d'Italia" si concluse per la provincia di Teramo a favore della seconda alternativa con 15.113 "si" e soli 165 "no". L'11 ottobre 1861, il Sindaco Giuseppe Marzi e la Giunta, composta dagli assessori Filippo Castagna, Michele Crescenzi, Achille Castagna e Giovanni Barnabei, deliberarono: "Considerando che la solenne rimembranza del Plebiscito dei 21 ottobre 1860, avvenuto in ciascun comune di queste province meridionali, deve essere solennizzata con ogni pompa, così questa Giunta delibera che sia celebrata una festa civile in questo Comune nel dì 21 corrente, anniversario dei voto popolare per l'Unità d'Italia sotto lo scettro dell'immortale Vittorio Emanuele". Nel 1862, su una popolazione di 3.809 abitanti, gli elettori erano 55. Il Comune nel 1862 cominciò ad affrontare i problemi urgenti come la costruzione di un ponte stabile sul fiume Tronto in sostituzione del "ponte a battelli"; cosi "mentre si sta per costruire il ponte di fabbrica per la ferrovia, il Comune chiede al Governo che questi si facesse più largo per dare il passaggio ai cariaggi a ruota". Si curò l'istruzione pubblica, la realizzazione di strade per Controguerra, Martinsicuro e Tortoreto e si cominciò ad affrontare il problema del rifornimento di acqua potabile.
Risulta dagli atti comunali che nel 1867 venne demolita la vecchia chiesa di San Leopardo, sita in Largo palazzo e i servizi religiosi vennero svolti nella nuova chiesa dei Ss. Cipriano e Giustina. Nel 1873 venne affrontato il problema dell'illuminazione pubblica che verrà realizzata con 10 lampioni a petrolio e potenziata con altri 3 lampioni nel 1879. Nel 1896 vi fu "un periodo doloroso per la nostra salubre e ridente contrada, cioè l'invasione colerica".
Nel 1900 l'impianto di illuminazione pubblica a petrolio venne trasformato in impianto ad acetilene e successivamente nel 1913 in impianto elettrico, che faceva dire al SIndaco: "alla fine di Luglio l'arcano fluido poteva rallegrare di luce diamantina il nostro paese". Sindaci efficienti furono dal 1886 al 1890 Francesco Franchi e dal 1902 al 1905 Bernardo Volpi. L'artefice dell'assetto urbanistico di Colonnella fu il Sindaco Massimo Cincolà. Con l'avvento dei fascismo un podestà molto attivo fu Francesco Franchi che realizzò numerose opere pubbliche. Egli affrontò anche il problema dello stemma e la relativa delibera del 27 novembre1930 affermava: "Il nostro Comune da tempo immemorabile fa uso di uno stemma rappresentato da uno scudo avente in basso due ramoscelli di alloro incrociati e nel mezzo una colonna sorgente su tre punte raffiguranti i tre colli (Civita, centro abitato, colle Marzio) e sul colle Civita sorgeva l'antica città di Truentum distrutta nel 565 dai Bizantini guidati da Giovanni, nipote di Bellisario e inviato nel Piceno a combattere i Goti e distruggere le città loro amiche; riteniamo, in mancanza di documenti probatori in possesso di questo municipio, per essere stato l'archivio comunale distrutto superó quello del capoluogo sembró che la situazione nella invasione francese dei 1809, che l'uso antico del suddetto stemma ne sanziona la legittimità dell'assunzione e dei possesso". Nel 1936 venne inaugurato il monumento ai caduti in piazza Garibaldi e nel 1938 la nuova scuola elementare in entrambi i casi con la partecipazione di S.e. Pietro Badoglio, Maresciallo d'Italia e Duca di Addis Abeba. Sulle lapidi del monumento sono riportati i nomi dei caduti: 76 del primo conflitto mondiale e 51 del secondo. Nelle elezioni comunali del 1946 conquistarono il potere le sinistre. Negli anni successivi la contrapposizione tra la frazione di Martinsicuro e il capoluogo si accentuò, la rivalità tra i due centri era sempre esistita, ma quando il numero degli abitanti di Martinsicuro superò quello del capoluogo sembrò che la situazione potesse degenerare. Per un certo periodo la maggioranza conciliare del Comune fu detenuta dai rappresentanti della frazione. Sembrò evidente che anche il nome dei Comune potesse cambiare. La popolazione dei capoluogo si mobilit• e, attenendosi alle leggi in vigore, chiese la divisione territoriale che ottenne nel 1963; Martinsicuro e Villa Rosa vennero staccate da Colonnella per formare il Comune di Martinsicuro. Da allora la vita di Colonnella non ha più subito "sussulti" e procede tranquilla come quella di tanti altri piccoli paesi di provincia.

GEOGRAFIA: Il Comune si estende su una superficie di 20 Kmq. e raggiunge una altitudine massima di 303 Mt. S.L.M.

TURISMO: MONUMENTI

Il Centro storico di Colonnella, dominato dalla Chiesa e dalla Torre civica dell'orologio, è caratterizzato da numerose piazzette e strette vie, dette in dialetto "rue".
Il paese nel corso degli anni ha cambiato fisionomia con la demolizione, nel centro storico, di alcune case fatiscenti e pericolanti. Tra i palazzi più antichi ricordiamo i palazzi Volpi, Marzi, Pardi e Grilli. Importante è anche il Palazzo Municipale.Esso sorge nel sito della soppressa Prepositura. Il progetto venne approntato dall'Ing. Cocchia nel 1841 e la costruzione, per un importo di 1.000 ducati, iniziò in breve tempo. 1 lavori durarono però molti anni e nel 1863 vennero stanziate 4.250 per completarli. Sulla facciata dei Palazzo Municipale è ancor oggi visibile la lapide a Giordano Bruno, apposta nel 1914. All'inizio di questo secolo è stato poi aggiunto un elemento molto importante all'architettura dei paese: la lunga e caratteristica scalinata. Essa consente di raggiungere direttamente Piazza del popolo ed è diventata l'emblema dei paese. La parte superiore della scala che unisce la Piazza con via Indipendenza venne realizzta nel 1923 su progetto dell'Ing. Lino De Cecco, il lato sud fino all'inizio di via Roma venne costruito negli anni 1932 e 1933.

 

LA CHIESA DEI SANTI CIPRIANO E GIUSTINA

La Chiesa si affaccia su Piazza del Popolo ed è visibile, con il suo alto campanile, da qualsiasi direzione si acceda al paese.
E' stata costruita nel periodo che va dal 1795 al 1815, ad opera dell'Architetto Pietro Maggi e dei figlio Giacinto, che completò l'opera dopo la morte del padre.
La Chiesa è realizzata in laterizio ed è caratterizzata nella facciata dalle possenti paraste che sostengono una robusta trabeazione. Sopra il portone principale si apre un finestrone con leggera cornice.
Il campanile è composto, nella parte centrale, da paraste binate e da aperture ad arco a tutto sesto. Sulla sua sommit… si erge una piccola cupola ottagonale sorrnontata da una croce.
All'interno la Chiesa mostra più evidenti gli interventi di restauro effettuati nel corso del 1995: il pavimento è nuovo, sono stati restaurati gli altari e tutte le decorazioni che ornano la parte superiore delle pareti.
Entro apposite nicchie, sono conservate sul lato destro le statue di San Biagio , della Madonna del Suffragio e di San Antonio mentre sul lato sinistro quelle di San Vincenzo Ferreri, San Giuseppe e di San Michele Arcangelo.
Dietro l'altare, costruito nel 1946, è posto un antico coro ligneo, restaurato di recente, sormontato da una grande tela che rappresenta i Santi Cipriano e Giustina.
Nella chiesa si conserva un prezioso ORGANO, di notevole valore artistico e storico, realizzato nel 1833 da Quirino Gennari di Lanciano figlio Gaetano. L'organo è stato poi restaurato da Felice e Carlo Burroni di Osimo.
Lo strumento è racchiuso in una cassa di risonanza ad unico scomparto. Il prospetto è composto da 27 canne in stagno disposte a cuspide con ali laterali ascendenti, bocche allineate, labbro superiore poco accentuato. Il piede è molto alto. La consolle è a finestra con tastiera cromatica di 56 note e pedaliera dritta, cromatica, di 18 note.
Rilevante anche la statua lignea della Madonna del Suffragio conservata in un'apposita nicchia che sormonta un altare laterale, posto lungo la parete destra della Chiesa.
La pregevole statua lignea scolpita, dorata e dipinta raffigura la Madonna con il Bambino e costituisce senz'altro un momento di presenza artistica napoletana a Colonnella.
Non si hanno notizie certe, ma si può ipotizzare che la statua sia stata realizzata alla fine del '700 secondo stilemi già collaudati, con forti accentuazioni policrome rawisabili nelle dorature dipinte, che di fatto creano una profonda suggestione visiva fino a perseguire una vera e propria funzione "abbagliante" secondo il dettato controriformistico.
Alla Madonna dei Suffragio si rivolgono i credenti, con preghiere e buone azioni, affinchè interceda presso Dio a favore delle anime dei Purgatorio.
La statua, dentro un trono dorato, nella seconda domenica di luglio, viene trasportata lungo le vie del paese sulle spalle dei devoti che si alternano nel duro compito, in occasione della tradizionale festa.

 

LA TORRE DELL'OROLOGIO

Non si conosce con certezza la data di costruzione della torre dell'orologio, che insieme alla Chie'sa e la sua torre caratterizza il profilo di Colonnella. Si hanno invece notizie certe sul periodo in cui sono stati realizzati gli orologi che hanno funzionato all'interno della torre. Nel 1837 venne commissionata dall'Amministrazione comunale la costruzione di un nuovo orologio, a seguire i lavori furono delegati Filippo Volpi e Giovanni Marzi. Nel 1868 fu risolto un annoso problema, quello dei suono debole delle campane che scandivano le ore dei giorno. Approfittando che in quell'anno furono rifuse le campane del campanile della Chiesa, si decise di rifondere anche le due dell'orologio e con l'aggiunta di 160 libbre (53 kg circa) di nuovo metallo si costruì una nuova campana grande e dal suono pi— forte. Come seconda campana fu utilizzata quella della chiesa di San Leopardo che non ne aveva più bisogno in quanto quest'ultima chiesa, ubicata in Largo Palazzo, era stata demolita nel 1867. Una nuova apparecchiatura per l'orologio della torre civica venne acquistata nel 1875. La torre è stata restaurata nel 1964 e nel 1970 dopo quasi un secolo di funzionamento, e numerose riparazioni, si decise di sostituire la macchina dell'orologio che funzionava a peso con una macchina elettrica. L'antica macchina è comunque conservata ancora nel vano alto della torre.

IL MONUMENTO Al CADUTI. Il monumento ai caduti è posto al centro di piazza Garibaldi. La struttura principale venne progettato dall'Ing. Emidio Fiore di Teramo, mentre il gruppo bronzeo che lo sovrasta venne ideato dallo scultore Antonio Mazzotta. L'opera venne inaugurata l'8 dicembre 1936 dal Maresciallo Pietro Badoglio.
I monumento vennero apposte le tre lapidi che si trovavano in piazza del Popolo nei pressi della nicchia che dà su via dello Statuto. Su queste lapidi sono riportati i nomi dei caduti colonnellesi nella I guerra mondiale. In anni recenti è stata apposta una nuova lapide che ricorda i caduti colonnellesi nella Il guerra mondiale.

 

LA FONTE VECCHIA. Dai tratti architettonici e da alcune parti delle murature esistenti, è da supporre che l'origine della "Fonte vecchia", situata in contrada Giardino, sia da ricondursi al periodo romano. Taleipotesi viene avvalorata in quanto nell'area circostante, in passato, affioravano resti di un insediamento di epoca romana.
La fonte è stata ristrutturata più volte in epoche diverse, con utilizzo di materiali a seconda delle epoche di intervento ed è dotata di un lungo cunicolo sorgivo che si inoltra nel cuore della collina per circa venti metri.
L'ultimo intervento di restauro è stato effettuato nel 1987 e sono stati inseriti nuovi elementi architettonici a miglioramento di tutto il complesso che ancora oggi viene utilizzato come lavatoio pubblico e come grande riserva idrica per tutto il paese.

 

FONTE OTTONE. E' situata in contrada San Martino, lungo l'omonimo fosso. Anche questa fonte è di origine antichissima, sempre da ricondursi all'epoca romana. Infatti conserva ancora oggi l'antica toponomastica dedicata ad Ottone, imperatore romano d'oriente del periodo bizantino.
Anche in questo sito, nell'area limitrofa alla fonte, affiorano segni di un insediamento di epoca romana con resti di muratura in pozzolana. Purtroppo la fonte oggi non è più visibile in quanto ricoperta da una florida vegetazione. Bisognerebbe quindi, che venga riportata alla luce per uno studio e per un migliore utilizzo della sorgente.

LE CISTERNE DI EPOCA ROMANA.

 

LA CISTERNA CINCOLA'
L
a cisterna si trova sul colle Pianaccio in contrada San Martino.
Affiora per 1,70 metri dal terreno. E' larga metri 5,90 e lunga metri 6,50. Due fori circolari sul piano superiore, del diametro di 80 cm, permettono di accedere all'interno, che è diviso in due vani rettangolari. La volta è a botte. La cisterna è conservata in ottimo stato e fino ad alcuni anni fa veniva utilizzata per accumulo di acqua per uso irriguo.

 

LA CISTERNA RICCI. La cisterna si trova in contrada Vibrata, nei pressi di villa Ricci, poco distante dalla statale 259. E' completamente interrata. Un irregolare foro sulla parte est permette l'accesso nel vano (metri 4 per 3). Su tutta l'area circostante affiorano frammenti in ceramica ed embrici di vario tipo.
Sulla copertura, fino a qualche anno fa, era possibile osservare resti di pavimentazione con mattoncini posti a spina pesce (opus spicatum). La cisterna è posizionata in maniera tale da raccogliere acqua piovana. Il suo stato di conservazione è ottimo.

FARMACIE: Farmacia Castagna, Via Roma 45, Telefono: 086170173
Iper Colonnella - Iper Montebello Spa, Contrada Riomoro

COMUNI LIMITROFI: Martinsicuro, Controguerra, Corropoli, Alba Adraitica

COPERTURA ADSL: NO

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':

SANTO PATRONO: San Michele, festeggiato l'8 Maggio

Il mercato rionale si svolge la Domenica di ogni settimana

GASTRONOMIA: TIMBALLO DI SCRIPPELLE
1 uovo a persona per le scrippelle 
2 cucchiai rasi di farina a uovo 
10 uova 
200 gr di manzo 
200 gr di agnello 
200 gr di magro di maiale 
2 litri di conserva di pomodoro 
carciofi impanati e fritti a fettine  
3 scamorze 
3 uova sode tagliate a pezzetti 
burro q.b. 
80 gr di parmigiano 
sale q.b. 
latte a volontà 
Amalgamare uova e farina, diluendo con un bicchiere di acqua per ogni uovo. Ungere con olio una padella. Con un mestolo versare un po’ per volta l'impasto ottenendo delle frittatine sottilissime e lasciar cuocere a fuoco basso. Disporre le scrippelle su una teglia in modo che ne sia foderata e che escano un pò fuori. Formare uno strato fatto di pasticcio di sugo, carciofi, scamorza a dadi, fiocchi di burro, uova sode e parmigiano. Spennellare con uovo sbattuto, sale, parmigiano e latte. Continuare ad esaurimento ingredienti. Ripiegare i lembi esterni delle scripplle che sporgono, e coprire tutto con le scrippelle rimanenti. Mettere in forno moderato. Tenere per 90 minuti circa.

ECONOMIA:

L'industria si è sviluppata in ampie zone produttive nelle contrade poste a valle. Con 1832 addetti nelle unità locali a fronte di 3.100 abitanti, Colonnella ha il più alto rapporto addetti/abitanti della nostra zona (dopo Ancarano). Particolarmente importanti sono i settori del tessile (16 unità locali), della pelletteria (33) e metalmeccanico. Il commercio ha trovato impulso dopo l'apertura di un grosso centro commerciale nel suo territorio comunale. Da segnalare infine lo sviluppo dell'agriturismo e la bontà dei prodotti vinicoli. Famosissime sono nella zona le cantine di produzione del Montepulciano d'Abruzzo, sottozona del Teramano. L'economia locale si basa in buona parte sulla produzione di vini di ottima qualità, tutti provenienti dalle colline a ridosso dell'Adriatico di questo Comune.

 

BANCHE:

Banca Picena Truentina
V. Michelangelo, 5/7
tel:0861 70942

Banca Tercas
V. Roma, 26
Ctr. Rio Moro
tel:086170113 0861759509

MANIFESTAZIONI ED EVENTI: 8 Maggio, festeggiamenti in onore di San Michele, Patrono della città

ASSOCIAZIONI:

  • Pro Loco COLONNELLA 
    Indirizzo 
    Via Indipendenza, 20, Colonnella - 64010 Colonnella 
    Contatti 
    Legale rappresentante Vincenzo Cichetti
    Telefono               0861-70197       
    Fax                       0861-70197
    Email vincenzo.cicchetti@tin.it

« Torna ai comuni