Comune di Cellino Attanasio

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DESCRIZIONE:

Cellino Attanasio è un comune di 2.658 abitanti della provincia di Teramo: fa parte della Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba.

Il Comune ha sede in Via Runini 3

Gli abitanti sono detti "Cellinesi"

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ORIGINE DEL NOME:

Si ritiene che a dare il nome al paese sia stato un tempio dedicato al Dio Mercurio (detto il Cillenio perché nato sul monte Cillene), sorgente sul colle di S. Marco, da cui il nome Cellino.

STORIA:

Il territorio conserva diverse testimonianze di antichi insediamenti umani a partire dall’età del bronzo. Resti di vicus di epoca romana sono stati rinvenuti in varie località, così come è documentata la presenza di fattorie rustiche sparse, sempre di epoca romana. Dapprima proprietà dei Benedettini di Abbazia di San Giovanni in Venere, fu poi feudo degli Acquaviva, duchi di Atri che lo tennero, quasi ininterrottamente, dal tardo trecento fino alla loro scomparsa nel XVIII secolo. Essi lo fortificarono dotandolo di nove torrioni rompitratta ed angolari cilindrici dei quali solo due restano in buone condizioni, mentre sono ancora presenti tracce di una precedente fortificazione dotata di mura scarpate e torrette rompitratta. Di un luogo così strutturato, gli eventi caratterizzanti non possono che essere stati di carattere bellico. Nel 1462 subì l’assedio di Matteo di Capua, di fede Angioina, venuto a combattere il feudatario locale Giosia Acquaviva legato alla dinastia Aragonese. Nel 1485-86 sostenne e respinse l’attacco di Ascanio Colonna, legittimato dal Re Ferdinando di Napoli a prendere possesso del ducato. Altra data importante è quella del1’8 dicembre 1798 che segna l’ingresso nel paese dell’armata repubblicana francese. Dopo gli ultimi episodi segnalati, nulla di storicamente rimarchevole è accaduto nel paese che ha poi seguito le sorti del di lì a poco costituendo Regno d’Italia.

GEOGRAFIA:

Il Territorio è ampio 44 Kmq, e si sviluppa su un'altitudine di circa 430 Mt. S.L.M.

E' attraversato dai fiumi Piomba, e Vomano, che ne delimita il territorio a Nord

GEOGRAFIA ANTROPICA

Le frazioni del Comune sono:

  • Faiete
  • Scorrano
  • Caforno
  • Case Carnevale
  • Case Ciafette
  • Feudi
  • Manzitti
  • Mingarelli
  • Minghetti
  • Molino Del Papa
  • Monteverde Alto
  • Monteverde Basso
  • Petrilli Alto
  • Petrilli Basso
  • San Clemente
  • Staiano
  • Stampalone
  • Stampigliano
  • Telesio
  • Varche
  • Villa Giardino

Dolci declivi accarezzati da tranquilli corsi d’acqua e maestose colline modulano l’andamento del territorio. L’insediamento sparso in case isolate o a piccoli nuclei, eredità della conduzione mezzadrile delle aziende agricole, interessa oltre il 70 % della popolazione residente. I due principali corsi d’acqua, il Vomano e il Piomba, hanno caratteristiche differenti. Il primo, principale fiume della provincia di Teramo è regimentato a monte per la produzione di corrente elettrica. Diversa è la situazione del Piomba che ha un carattere prevalentemente torrentizio. Sia le sorgenti che la prima parte del suo corso presentano aspetti molto interessanti sotto i profili floristici e faunistici locali. La parte orientale del territorio comunale, quella al confine con il comune di Atri, è ricca di caratteristici pendii argillosi chiamati Calanchi. Anch’essi, per il loro particolare ecosistema, contribuiscono a caratterizzare un’area globalmente eterogenea, capace davvero di offrire una molteplicità di immagini in un fazzoletto di terra

TURISMO:

Il centro storico del paese conserva integro il suo assetto medievale anche se diversi edifici hanno perso molto del loro aspetto originario. Stradine strette, scalinate, larghi, piazze ed affacci, caratterizzano Cellino e la frazione Scorrano, altro piccolo borgo che si erge su un colle più alto del capoluogo. Il tratto di cinta muraria ed i due torrioni ancora esistenti, pur avendo subito diversi interventi nel corso dei secoli, sono in buono stato di conservazione e molto interessanti da vedere. La chiesa parrocchiale di S. Maria La Nova, di recente restaurata al suo interno, ha un bellissimo portale opera di Matteo De Caprio del 1424, conserva due interessanti altari lignei ed un bellissimo monumento funebre di stile rinascimentale posto nel coro, dietro l’altare maggiore, dedicato a Giovanni Battista Acquaviva morto a soli 14 anni nel 1496. L’ex chiesa di S. Spirito è un piccolo gioiello, mentre la chiesa di S. Francesco, che meriterebbe un accurato lavoro di recupero almeno esterno, è parte di un interessante complesso, un tempo convento, che presenta al suo interno un delizioso chiostro. Alcuni antichi fontanili, fonte Cisterna (XV) e fonte Luccio (XVIII), sono situati a breve distanza dalle originarie porte di accesso al paese. Presso la frazione di Scorrano, meritano una visita la Chiesa di S. Biagio e Nicola recentemente restaurata e la chiesa di S.Maria di Musano dove al suo interno è conservata la statua lignea della Madonna con Bambino risalente alla fine del 1600.

CHIESA DI SANT'ANTONIO

Notizie:  Le fonti documentarie non chiariscono l'epoca dell'edificazione della chiesa francescana, oggi dedicata a S. Antonio, essa era sicuramente già realizzata nel XIII secolo, dal momento che si conserva una Bolla del 1 aprile 1347, con la quale il papa Clemente VI autorizza i frati alla costruzione di un nuovo convento e all'abbandono del vecchio complesso, ormai in rovina. Pur avendo subito diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, l'ultimo dei quali nel secondo dopoguerra, la chiesa insiste ancora sul perimetro originario; la parte che maggiormente conserva l'assetto medievale coincide con la zona presbiterale, realizzata all'esterno in conci di pietra rafforzati da contrafforti, mentre all'interno troviamo intatta nel coro la copertura a volte a crociera costolonata, che si apre sulla navata tramite un arco ogivale. Il convento, ultimato nel XVII secolo, conserva il chiostro definito sui quattro lati da archi a tutto sesto con ghiere in mattoni e, al centro, il caratteristico pozzo. Oggi ospita gli uffici del comune e la caserma dei carabinieri.

TORRIONE DI CELLINO ATTANASIO
Notizie:  La possente torre cilindrica in laterizio, tipica costruzione della fascia costiera marchigiana, insieme ad un esiguo tratto di mura e ai resti di un altro torrione, costituisce quanto si è conservato della cinta muraria del borgo. Il possente torrione cilindrico è privo di scarpa e presenta successivi ricorsi di buche pontaie con archibugiera e arciera. Caratteristico è l'apparato a sporgere costituito da lunghi beccatelli ad archetti a sesto ribassato. Conclude la struttura una possente merlatura di tipo ghibellino, realizzata però nel corso del XX secolo. Il torrione appartiene completamente alla tipologia dei bastioni d'angolo: l'altezza non troppo pronunciata, la pianta circolare, la mancanza di scarpatura, le caditoie su alti beccatelli, sono tutti elementi che datano al secolo XIV la costruzione della torre. Tratti di un'altra torre di difesa sono riconoscibili nel campanile della chiesa di Santa Maria la Nova che ingloba nel basamento una torre quadrangolare.

SCULTURA MEDIEVALE
Colonnina per il cero pasquale. Chiesa di Santa Maria La Nova
Notizie:  La colonnina marmorea, conservata nella chiesa di S.Maria la Nova e recante sul fusto la data 1383, era molto probabilmente un colonnina usata come supporto per il cero pasquale, a giudicare anche dal suo apparato decorativo, caratterizzato, nella parte alta del fusto, dalle figure degli evangelisti racchiuse entro formelle quadrilobate oblunghe. Il cero pasquale infatti viene acceso all'inizio della Veglia pasquale, a simboleggiare la luce di Cristo risorto e nel medioevo era generalmente posto a sinistra dell'altare maggiore. Il resto del fusto della colonna è scolpito con un tralcio di vite con foglie e grappoli che intrecciandosi si arrampica fino al capitello. Quest'ultimo, "sorretto" da esili e arcaici telamoni con una mano sul fianco e una sul collarino del capitello, è scolpito a foglie larghe e spesse che ricordano opere della tradizione romanica abruzzese del XII secolo. Nel complesso la colonnina si può definire un'opera piuttosto ibrida, che sebbene risenta di spunti provenienti dal gotico internazionale di fine Trecento, ravvisabili soprattutto nella tipologia delle formelle quadrilobate della parte alta del fusto e nel tralcio di vite serpentinato, reca in sé attardamenti e arcaismi, riconducibili alla tradizione scultorea abruzzese precedente, che rivelano la cultura locale dell'anonimo artefice.

FARMACIE: Farmacia Castriota Andrea, Via Rubini 7, Telefono: 0861668141

COMUNI LIMITROFI: Atri, Bisenti, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Cermignano, Montefino, Notaresco

COPERTURA ADSL: NO

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA': SANTO PATRONO: Santo Attanasio, festeggiato il 2 Maggio

GASTRONOMIA:

CRESCETTA DI GRANO

1 kg di farina bianca 
4-5 uova 
poco sale 
acqua q.b. 
Impastare farina e uova e ottenere una pasta dura. Stendere un quadrato alto due dita. Cuocere al forno o sotto la brace.  

PERSONE FAMOSE DEL COMUNE:

ROCCO RUBINI, medico e scienziato cellinese, ha fornito un contributo importante alla crescita e alla diffusione dell’Omeopatia. Nato a Cellino Attanasio il 4 ottobre del 1800, dopo un’infanzia segnata da gravi lutti famigliari, si reca a Napoli dove si laurea in medicina. Per un periodo alterna le sue residenze tra Teramo e Napoli e poi qui si stabilisce definitivamente nel 1839. Intesse uno stretto rapporto con i più autorevoli omeopatici della capitale del regno divenendo uno dei massimi esperti e fautori delle cure omeopatiche. Celebre il suo preparato usato con successo contro il colera conosciuto come Canfora Rubini. Apre una farmacia omeopatica e dirige un ospedale a lui affidato trasformandolo nel primo ospedale omeopatico del regno, dove ottiene successi terapeutici su base statistica. Muore a Cellino nel 1888 dove si ritira deluso ed amareggiato dalla crescente avversione per la scienza omeopatica.

VINCENZO MARCELLUSI, nato a Cellino Attanasio il 19 marzo 1886, compiuti gli studi medi a Teramo, si laureò in Lettere presso l 'Università di Roma. Fece parte del cenacolo del poeta crepuscolare Sergio Corazzini e amico di Guido Gozzano. Marcellusi compì le sue prime esperienze letterarie collaborando a “La Vita Letteraria”, pubblicando liriche dei simbolisti d'oltralpe. Ma se i simbolismi francesi saranno sempre presenti nella lirica di Marcellusi, l'eco dei due grandi poeti italiani (Pascoli e D'annunzio) si avverte, sullo sfondo della sua poesia. A Chieti, dove si stabilì nel 1922 quando si sposò con Vittoria Obletter da cui non ebbe figli, esercitò l'avvocatura. Nel 1942 il poeta pubblica, sempre a Chieti, i “Poemi Occidentali” che raccolgono le liriche della maturità. Intelletto poliedrico, si misurò anche con il teatro con la tragedia “Nadeida”. Pubblicata nel 1920, fu musicata da Francesco Marcacci e rappresentata a Roma l'11 luglio 1921 al Teatro Adriano. Quest'opera ebbe largo consenso di pubblico per le sue magnifiche pagine d'insieme, l'ampia musica coreografica, la potente e sentita drammaticità, le saporose melodie. I Preludi (specie quello del III atto), insieme ad altre pagine hanno poi fatto parte di programmi concertistici che il Marcacci diresse a Philadelphia ed anche a New York. Marcellusi fu un lavoratore instancabile non solo nel campo della poesia. Con la sua scomparsa, il 7 agosto 1962, cadde il silenzio sulla sua opera poetica che pure aveva suscitato notevoli echi critici.

LUIGI DATI, musicista, inventore e fotografo.

ECONOMIA: È tuttora basata suII'agricoltura: numerose sono le aziende agricole sparse sul territorio, essenzialmente a conduzione familiare, dedite all'allevamento di ovini, suini e soprattutto bovini, nonché alla coltivazione di cereali, ulivo ed in particolare vite. I vitigni più coltivati sono il Montepulciano ed il Trebbiano; seguono il moscato, lo Chardonnay e la Passerina, vitigno autoctono utilizzato per ottenere vini a lunga maturazione. Allo scopo di valorizzare il territorio e la sua produzione. si stanno mettendo in atto iniziative per la realizzazione di percorsi tematici (deII' olio, del vino, dei cereali) con il recupero e la valorizzazione di antichi molini. frantoi e cantine. Sono presenti anche varie aziende agrituristiche. Non trascurabile è però il contributo dato all'economia dall'attività di alcune importanti aziende industriali. che operano in canpo alimentare, tessile. metalmeccanico. edile, presenti nell'area industriale della contrada Stampalone. Un certo beneficio economico è venuto al territorio dalla scoperta (circa trent'anni fa) di giacimenti di metano.

BANCHE:

Banca Dell'Adriatico
V. Duca Degli Abruzzi, 32
tel:0861668170 0861668007

Sanpaolo Banca Dell'Adriatico Spa
Viale Duca Degli Abruzzi
tel:0861668170

MANIFESTAZIONI ED EVENTI:

  • Marzo-Aprile: Lu Giuviddì Sande Rassegna Folkloristica
  • 10 agosto: Festa di San Lorenzo,
  • 2 agosto: Festa della Madonna degli Angeli,
  • 2 maggio: Festa di Sant'Attanasio, patrono della città
  • 22 maggio: Festa di San Gabriele,
  • 26 dicembre: Presepe Vivente,
  • Agosto: Mostra dei Mostri (Festival di musica metal); Sagra dei "Cingoli Cellinesi"
  • Agosto: Frazione Scorrano, "Sagra dei trabocchi"
  • 16 agosto: Frazione Scorrano, Festa di S.Rocco
  • 17 agosto: Passijune Perdute Rassegna Folkloristica

ASSOCIAZIONI:

  • Pro Loco CELLINO ATTANASIO 
    Indirizzo 
    L.go San Francesco - 64036 Cellino Attanasio 
    Contatti 
    Legale rappresentante Francesco Ceresini
    Telefono               0861-668926       
    Telefono               320-0830486       
    Fax 0861-668926
    Email cecco58@katamail.com

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