Comune di Castilenti
DESCRIZIONE:
Castilenti è un comune di 1.600 abitanti della provincia di Teramo: fa parte della Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba. E' il comune più lontano dal capoluogo Teramo.
Il Comune ha sede in Piazza Umberto I, 16
Gli abitanti sono detti "Castilentesi"
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ORIGINE DEL NOME:
ORIGINI DEL NOMELe origini del borgo si fanno risalire all'età tardo imperiale quando il pese era conosciuto con il nome di Castrum Lentuli.
STORIA:
Castilenti è' raccolto intorno alla sua piazza principale, su cui si affacciano la sede comunale e la chiesa parrocchiale.
In età del ferro nella località “Casabianca” è testimoniata una necropoli del VI-V secolo a.c. mentre sul Colle Silvino o “La Fortezza” è riconoscibile il sito di un centro fortificato italico con materiali ceramici, resti murari, bronzi e monete dell’età protostorica fino al medioevo.
In età ellenistica, III – II secolo a.c. abbiamo segnalazioni di un luogo di culto in località San Romualdo con ex voto in terracotta.
Nella successiva età romana sono segnalati insediamenti sul “Colle Silvino” o “la fortezza” e in località Fonte Pisciarello, con resti murari di una villa tardo-romana; una necropoli romana è segnalata sul “Colle San Pietro” dove è stato anche rinvenuto un cippo miliario posto lungo la via romana Hatria-Pinna con dedica agli imperatori Valente, Valentiniano e Graziano, databile al 374 D.C.
In età medioevale è documentato in località Fonte Pisciarello un insediamento con resti di una chiesa con comunità abitativa dal IX al XIII secolo. Di questo incastellamento, “Castri Lenti, abbiamo notizie nel 1521, il nome documenta una origine prediale, probabilmente da una villa tardo romana appartenuta ad un Lent(i)us.
Nel quattrocento nel paese scoppiano diverse contese fra le famiglie emergenti della nobiltà locale.
Nel secolo successivo il feudo di Castilenti passa nelle mani del Marchesi “De Sterlich” ed a loro rimane fino al secolo XVIII.
GEOGRAFIA:
La superficie comunale è di 23 Kmq., e raggiunge una altitudine massima di 272 Mt. S.L.M.. Lo attraversa il fiume Fino, al confine Sud.
GEOGRAFIA ANTROPICA
Le frazioni comunali sono:
- Villa San Romualdo
- Casabianca
- Contrada Casabianca Sud
- Contrada Colle Galli
- Contrada Plavignano
- Pizzannocca
TURISMO: Chiesa e convento di Santa Maria di Monte Uliveto
Su una collinetta, non lontano dall'abitato, si trovano la Chiesa ed il Convento. Edificato nel XVI secolo con chiostro interno formato da 12 colonne e completamente affrescato con scene della vita della Madonna dal pittore Sebastiano Majesky. La piccola chiesa annessa ha una sola navata e presenta un bel soffitto ligneo dipinto con atrio esterno formato da tre grandi archi a tutto sesto e portale decorato da una lunetta affrescata con figure di Madonna con Bambino tra S. Francesco e S. Berardino.
Via Crucis
Lungo la stradina di accesso alla Chiesa di Santa Maria di Monte Uliveto si può ammirare un'artistica "Via Crucis" articolata in una serie di pannelli bronzei di grandi dimensioni
Chiesa parrocchiale
Dedicata a Santa Vittoria, risale al quattordicesimo secolo (risulta che esistesse prima del 1324). Attualmente inagibile, presenta un interno a croce, con decorazioni a stucco e numerose colonne.
Chiesa di San Rocco
Recentemente restaurata e riaperta al culto, presenta una interessante facciata. L’attuale assetto interno mostra un tetto in legno e, tra il rinnovato arredo, spicca una grande Croce
Palazzo De Sterlich
Edificato probabilmente nel sedicesimo secolo, inglobando i resti di una struttura fortificata. Circondato da un cortile pavimentato in “opus spicatum”, presenta diverse stanze disposte su due piani. Nel salone interno del pianterreno è visibile lo stella gentilizio. Fu la residenza dei De Sterlich, baroni di Castilenti, ai quali il paese apparteneva in feudo prima del 1472 (attualmente interessata a lavori di recupero e restauro conservativo)
Fontana Vecchia
Fuori dal paese, In contrada Fonte, sotto al paese, c'è un'antica fontana con grande arco in mattoni decorato da più cornici databile al cinquecento; ai lati dell’arco sono due lastre in pietra bianca con raffigurazione di delfino attorcigliato ad un tridente; nell’interno un mascherone da cui fuoriesce acqua.
I CALANCHI
Nella zona nord a ridosso dell’abitato di Villa San Romualdo troviamo “I Calanchi”. Veri monumenti architettonici della natura che assumono nel colore e nella struttura le forme di “Gobbe di Cammelli”. Ricordano i paesaggi dell’altopiano turco della Cappadocia, dove l’erosione eolica ha creato nei millenni un’infinita serie di immagini e figure fantastiche.
Le pinciare
Case di poveri contadini costruite interamente con terra impastata in paglia. Uniche testimonianze di un epoca destinata a resistere al progresso civile e sociale in Abruzzo.
Il cippo romano
Nello scenario naturale del paesaggio castilentese, nel contesto storico di un’epoca di trapasso, mentre irrompevano i popoli barbarici, si colloca un rocchio di pietra miliare chiamato “Cippo Romano”.
Da quando è stato ritrovato , preso in esame, decifrato e studiato, esso getta un vivo sprazzo di luce nella storia castilentese, mentre nel suo muto linguaggio rivela l’attenzione di Roma per questa terra chiamata a svolgere a sutura geologica ed etnica la naturale difesa tra l’agro atriano e vestino.
Cippo miliaro o cippo onorario della teocrazia imperiale romana a baluardo della via romana che collegava “Hatria e Pinna”, parla dei tre imperatori Flavii (Valentiniano padre; Graziano figlio e Valente fratello del primo) che dal 364 al 376 ressero l’impero d’occidente e d’oriente, restaurando con imprese molteplici e colossali la dignità romana e quella degli “Augusti”.
Il TOMMOLLO
A Castilenti c’era un’antica misura di agri (circa 40 litri) scavata in un grosso parallelepipedo di pietra chiamata “Tòmolo”. Oltre a misurare granaglie e simili esso serviva anche ad altro scopo. Il debitore insolvente per sdebitarsi pubblicamente si sedeva sulla pietra in pubblica piazza davanti al popolo. Questo significava perdita della faccia, della stima e di ogni altra fiducia sociale e morale
FARMACIE: Farmacia Amicucci Gianfranco, Contrada S. Michele 5, Telefono: 0861999153
COMUNI LIMITROFI: Atri, Castiglione Messer Raimondo, Montefino
SITO INTERNET: http://www.comunedicastilenti.it
COPERTURA ADSL: NO
FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':
SANTO PATRONO: Santa Vittoria, festeggiata il 23 Dicembre
Il mercato rionale si svolge ogni mercoledì della settimana.
GASTRONOMIA: POLENTA E FAGIOLI
500 gr di fagioli rossi
1 kg di farina di granturco
300 gr di pancetta
6 salsicce
1/2 bicchiere di olio di oliva
1 cipolla a fettine
vino bianco secco
sale, pepe, peperoncino
Mettere a bagno i fagioli. Il giorno dopo cambiare l'acqua e cuocerli. Soffriggere a parte pancetta a quadri, olio, cipolla, sale e peperoncino. Con metà sughetto condire i fagioli e cuocere ancora lentamente. Cuocere a parte la polenta e al termine aggiungere l'altra età del sughetto, girando velocemente. Unire la polenta ai fagioli, lasciando sul fuoco per pochi minuti. Versare nei piatti di portata, arricchendo ognuno con una salsiccia cucinata in vino bianco secco.
PERSONE FAMOSE DEL COMUNE:
- Luigi Antonelli, (Castilenti, 1877 - Pescara, 1942), commediografo
ECONOMIA: Sul territorio comunale, e principalmente lungo la vallata del Fino, sono sorti numerosi insediamenti industriali ed artigianali, che danno occupazione a circa 950 unità lavorative. I settori interessati sono i più svariati: tessile, lavorazione delle reti metalliche e del polistirolo espanso, produzione di prefabbricati industriali, pannolini, assorbenti, manufatti in cemento ed argilla espansa, inerti e conglomerati cementizi. Di notevole valenza è un'azienda produttrice di mobili ed arredo per bagno, considerata nel suo settore fra le prime in Italia. Particolare importanza ha assunto negli ultimi tempi il settore agricolo produttivo: sul territorio esistono circa 250 aziende. su una superficie agricola di circa 1.500 ettari (dati deIrultimo censimento agricolo). Le produzioni prevalenti sono in campo vinicolo, olivicolo e frutticolo, particolarmente fiorenti nella zona di Casabianca.
BANCHE: Banca Tercas
Piazza Guglielmo Marconi, 5
tel:0861999114 0861999114 0861999174
fax:0861999477
MANIFESTAZIONI ED EVENTI:
23 Dicembre, festeggiamenti in onore di Santa Vittoria
SFILATA DELLE FRACCHIE
La sfilata delle “Fracchie” è uno spontaneo esibirsi di giovani con un fascio di canne recuperate da vecchi usi agresti acceso dalla parte più sottile, portati in corteo per le vie del paese. Se la cerimonia era di per sé semplice o di folklore limitato, il significato finale era esaltante e per certi giovani poteva indicare l’emergere su altri o l’uscita da uno stato di isolamento né gradito, né voluto. Il corteo era preceduto da un banditore e da un tamburo che ne annunciavano il passaggio. Davanti alla croce, oggi viale san Michele, avveniva la constatazione del vincitore che era colui che era riuscito a far consumare di più la fracchia. Per bruciare meglio queste venivano unte con grasso animale o cera d’api. Questi residui venivano buttati in mucchio ardente sul quale i giovani si esibivano scalzi e con pochi indumenti addosso in salti acrobatici per dimostrare la loro bravura.