Comune di Castelli

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DESCRIZIONE:

Castelli è un comune di 1.274 abitanti in provincia di Teramo, sito alle falde del Gran Sasso. Fa parte della Comunità Montana del Gran Sasso Zona "O", e del Club Dei Borghi Più Belli D'Italia.

Il Comune ha sede in Piazza Roma 11

Gli abitanti sono detti "Castellani"

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ORIGINE DEL NOME: Il toponimo compare per la prima volta nel XII secolo. 

STORIA: L’insediamento esisteva già prima, quando venne eretta l’abbazia Benedettina di S. Salvatore ai cui monaci viene attribuita l’introduzione in paese della Ceramica. Nel XV sec fu feudo di Giacomantonio Orsini, poi degli Alarcon y Mendoza. Movimenti franosi hanno distrutto nell’800 gran parte dell’abitato.

GEOGRAFIA:

Il Comune ha una superficie di 33,9 Kmq. ed una altitudine massima di 480 Mt. S.L.M.

GEOGRAFIA ANTROPICA

Le frazioni del Comune sono:

  • Colledoro
  • Santa Maria della Neve
  • Villa Rossi
  • Acquaviva-Bivio Villa Rossi
  • Casette
  • Loricco
  • Morricone
  • Palombara
  • San Donato
  • San Salvatore
  • Villa Colli

TURISMO:

Il capoluogo è famoso per la produzione di ceramiche: fa parte della Comunità montana Gran Sasso. Ospita l'interessante e particolare Museo della ceramica nonché l'Istituto d'arte "F. A. Grue".

SCULTURA LIGNEA
Madonna con Bambino. Chiesa di San Giovanni Battista
Notizie:  L'opera proviene, assieme ad un ambone di pregevole fattura, dal monastero di S. Salvatore, oggi purtroppo completamente distrutto, situato in località Villa Re Quirino Celli, in provincia di Teramo. Generalmente datata al XIII secolo, la scultura potrebbe però appartenere alla fine del XII, alla luce di una rispondenza stilistica, sottolineata dal Bologna, con il ciclo di affreschi di Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna, databile al 1181. L'impronta rispecchia in entrambi i casi la matrice culturale francese delle sculture della cattedrale di Chartres nelle quali prendono forma "per la prima volta, alla svolta del Medio Evo, immagini di uomini e di donne intensamente convincenti". I volumi sono proporzionati, i raffinati lineamenti della Madonna sono posti in risalto dall'elaborata acconciatura dei capelli, che da una folta chioma si divide in due bande finemente abbellite con trecce e nastri; ad adornare il suggestivo insieme l'importante e raffinata corona. Di squisita fattura è anche il panneggio, semplice nel complesso ma modellato con estrema cura, come mostrano le pieghe del vestitino del Bambino. L'abito della Vergine presenta nella parte bassa una fattura decisamente non all'altezza della parte superiore, da ciò si è supposto che sia stato ritoccato in epoca successiva. La scultura rappresenta un esempio di "Madonna Regina" , in cui Madonna e Bambino, entrambi incoronati, appaiono sotto un aspetto regale. L'opera si pone in definitiva come una tra le più significative testimonianze della scultura lignea abruzzese, sia per lo straordinario valore artistico sia per l'antichità della sua datazione.
SCULTURA MEDIEVALE
Notizie:  I frammenti di pulpito conservati all'interno della chiesa di San Giovanni Battista a Castelli provengono dalla abbazia di San Salvatore. Significativo ed evidente è il richiamo di questi pezzi al programma decorativo del pulpito di Santa Giusta a Bazzano che ci permette di collocare i pezzi dopo il 1218. In un pluteo sono raffigurati due grandi fiori circolari sovrapposti. Nel pluteo accanto è posto l'Agnus Dei in posizione insolitamente decentrata, posto sotto un grande fiore dai petali lobati che ne risulta l'elemento dominante. Il terzo pluteo risulta diviso da un piccolo pilastro centrale in due parti; in quella a destra sono rappresentati, in posizione sovrapposta, i simboli degli evangelisti Luca e Marco, rispettivamente un toro ed un leone, rivolti verso sinistra e cioè verso l'interno della lastra; in quella a sinistra è raffigurato per intero l'angelo frontale, simbolo dell'evangelista Matteo. Nella resa delle figure sono evidenti errori di impostazione del lavoro. L'Agnus Dei ha due croci astili, mentre l'angelo di Matteo presenta la testa spostata a sinistra rispetto al corpo e un'ala diversa dall'altra. In entrambi i casi lo scultore ha sbagliato l'impostazione iniziale della figura cercando di rimediare in un secondo momento. In questi pezzi l'aspetto meglio riuscito è l'ornato vegetale, realizzato secondo la tradizione dei lapicidi abruzzesi, nel quale l'artista rivela una sua precisa identità. Nella realizzazione dei fiori che decorano i plutei si rinvengono due modalità esecutive, l'una geometrizzante nella scansione delle forme, l'altra vitale e morbida nel trattamento delle forme vegetali. Evidentemente manca tra questi resti il quarto simbolo e cioè l'aquila di Giovanni. Altro elemento mancante è il lettorino. Sulla base dei pochi pezzi a disposizione è difficile tentare una ricostruzione precisa del pulpito, ricostruirne la forma ed organizzare la sequenza delle figurazioni. A favorire un'ipotesi circa la struttura del pulpito poggiante su colonne sono due resti, e precisamente una base ed un capitello di colonna piuttosto insoliti. Sulla base è possibile individuare figure di leoni che si incontrano sullo spigolo fondendo i musi in uno solo. Questo motivo era molto diffuso già a partire dal XI secolo in Campania ma limitato ai capitelli. E' una novità la sua applicazione ad una base e può essere intesa come un momento di passaggio verso l'adozione del motivo dell'animale stiloforo, assente nei pulpiti abruzzesi del XII secolo e che fa la sua comparsa in Abruzzo solo nel duecento avanzato. Anche nel capitello è possibile rinvenire elementi di novità nei grandi fiori al centro delle facce. Più tipica è invece la corona di foglie che gira intorno alla base del cespo per incrociarsi sugli spigoli, dando luogo ad un motivo di tre lanceole che, salendo, si incontrano con altre tre discendenti. La lavorazione a traforo, utilizzata per staccare gli elementi vegetali dal fondo, è la stessa proposta nei capitelli del portale di San Pietro ad Oratorium a Capestrano. Questo accostamento permette di ipotizzare una datazione che si limita al primo duecento. A favore di questa ipotesi sta anche la vicinanza stilistica con i pulpiti di San Liberatore a Maiella e di Santa Giusta a Bazzano, da cui sembra derivare il motivo delle incisioni parallele che si trovano sui corpi del leone e del toro. Al pulpito di Santa Giusta a Bazzano rimanda anche il motivo delle cornici a palmette per la stessa forma delle lanceole a losanga con costola interna. E' qui che si sostituisce alla tradizionale palmetta puntuta e sottile il motivo della lanceola a losanga, attraversata nel senso dell'altezza da una nervatura che dà all'ornato una funzione apparentemente strutturale. A questi pezzi vanno affiancati due architravi frammentari che ripropongono nell' ornato il motivo del tralcio vomitato da piccoli leoni, due pezzi che si avvicinano ai modelli compositivi di fine XII secolo come quelli del pulpito della abbazia di Santa Maria a Bominaco.
Materia tecnica:  Pietra

Museo della Ceramica - Contrada Convento
Apertura:martedì-domenica 10-13, 15-19.
Tel. 0861979398.
Nell’ex convento dei Francescani, e' dedicato alla ceramica.

Raccolta Internazionale di Ceramica d'Arte Contemporanea - Rigopiano
Apertura:
- settembre-giugno, lunedì-sabato 8-14.
Tel. 0861979398.
Nell’Istituto Statale d’Arte, opere moderne in ceramica.

FARMACIE:

Farmacia Celli Isabella, Piazza Roma, Telefono: 0861979148

COMUNI LIMITROFI: Arsita, Bisenti, Castel Castagna, Isola del Gran Sassso

COPERTURA ADSL: NO

FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA': SANTO PATRONO: Sant'Eusanio, fessteggiato l'8 Maggio

GASTRONOMIA: Mazzarelle al sugo   
 1 coratella d’agnello (cuore, fegato e budella)
1 bicchiere e ½ di vino
1 bicchiere e ½ d’acqua
1 mazzetto di maggiorana
1 mazzetto di agli freschi (con le foglie)
1 mazzetto di prezzemolo
alcune foglie di lattuga
cipolle fresche
pepe (o peperoncino)
farina e aceto q.b.
pomodori a pezzetti (preferibilmente in bottiglia) 
Aprire le budella nel senso della loro lunghezza.
Lavarle e sciacquarle accuratamente (una pulizia completa si ottiene infarinandole e strizzandole nella farina per almeno 3 volte).
Quando le budella saranno diventate di color chiaro e ben pulite, procedere ad un’ultima sciacquatura con acqua e aceto.
Passare, quindi, alla coratella, facendone dei listelli dello spessore e della lunghezza di un dito, sciacquarle e metterle a scolare, dopo averle salate, insieme con le budella.
Preparare a parte il mazzetto di agli freschi, il mazzetto di prezzemolo, le foglie di lattuga, le cipolle fresche.
Prendere una foglia di lattuga e porvi sopra, facendone un mazzetto, 3-4 listelli di coratella, cui bisogna aggiungere un po’ di cipolla, di prezzemolo e d’aglio.
Legare il mazzetto con le budella e via via che le mazzarelle saranno confezionate metterle a scolare. Porre, quindi, le mazzarelle a cuocere solo in olio.
Quando esse cominceranno a friggere (ed olio e acqua saranno stati assorbiti), aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e vino.
Attendere l’assorbimento, versare ancora una volta la stessa quantità di acqua e vino e aggiungere un bicchiere (o più, a seconda del numero delle mozzarelle) del pomodore a pezzettini.
Ripetere l’operazione una terza volta.
Unire, infine, un pugnetto di foglioline di maggiorana e un pizzico di pepe.
Rivoltare spessissimo durante la cottura, che dev’essere fatta a fuoco lento.
Servire solo caldo.
2 ore e un quarto circa.

PERSONE FAMOSE DEL COMUNE:

  • Felice Barnabei, (Castelli, Teramo, 13 gennaio 1842 - Roma, 29 ottobre 1922), archeologo, deputato al Parlamento e Senatore del Regno;
  • Bonaventura Celli, (Castelli, 1837 - Napoli, 1877), medico
  • Gesualdo Fuina, (Castelli, 1755 - ivi, 1822), ceramista
  • Carlantonio Grue, (Castelli, 1655 - ivi, 1723), ceramista
  • Francesco Antonio Saverio Grue, (Castelli, 1686 - ivi, 1746), ceramista
  • Concezio Rosa, (Castelli, 10 aprile 1824 - Corropoli, 30 marzo 1876), archeologo
  • Giovanni Fuschi, (Castelli, 1880 - Albisola Superiore, 1951), medico ed imprenditore industriale. Fondò (nel 1918) la S.I.M.A.C. (Società Industria Maioliche Abruzzesi Castelli) ove tra l'altro furono prodotte (allora primi ed unici in Italia) candele di accensione per motori a scoppio con isolante in porcellana (marchio SPICA).

BANCHE: Banca Tercas
Via Ponte Grue, 1
tel:0861979253
tel:0861979117
fax:0861979485

ASSOCIAZIONI:

  • Pro Loco CASTELLI 
    Indirizzo 
    Piazza Roma - 64041 Castelli 
    Contatti 
    Legale rappresentante Antonietta Faiani
    Telefono               0861-979142       
    Fax                       0861-979225

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