Comune di Castel Castagna
DESCRIZIONE:
Castel Castagna è un comune di 540 abitanti della provincia di Teramo: fa parte della Comunità montana Gran Sasso.
Il Comune ha sede in Via G. Matteotti 1
Gli abitanti sono detti "Castagnoli"
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ORIGINE DEL NOME: L’origine del toponimo, da molti ricondotto all’antica dimora dei Siculi in terra d’Abruzzo, è stato attribuito dagli esperti all’esistenza della via Caecilia nella gola del Vomano. A partire dal secolo XVI la denominazione si riferisce ad una circoscrizione feudale ben precisa e, con esattezza, al feudo della famiglia spagnola Mendoza y Alarcon.
STORIA:
La posizione di dominio sulla valle del fiume Mavone e i suoi legami storici con la vicina Bisenti hanno fatto sì che Castel Castagna avesse rapporti sia con la Valle siciliana che con quella del fiume Fino. Nel 1832 fu separata con la frazione Colle dal comune di Bisenti. Fino al 1862 era denominata Castagna e fece parte fino al 1927 del mandamento di Bisenti. A partire dagli anni Cinquanta ha subito un progressivo spopolamento.
GEOGRAFIA:
Il Comune ha una superficie di 17,7 Kmq. e raggiunge una altitudine massima di 452 Mt. S.L.M.
GEOGRAFIA ANTROPICA:
Le frazioni del Comune sono:
- Ronzano
- Santa Maria
- Castagna Vecchia
- Chiavoni
- Scaricasale
- Villa Ruzzi
TURISMO: Il Tour del paese prevede una visita a:
- Chiesa Parrocchiale di San Pietro Martire
- Chiesa della Madonna delle Grazie
- Chiesa di Santa Maria in Ronzano
Notizie: La chiesa di S. Maria ad Ronzanum rappresenta uno dei più importanti edifici medievali della regione, grazie a delle forme architettoniche che mostrano il lento passaggio dal linguaggio romanico al gotico e grazie alla preziosa decorazione ad affresco che ancora si può ammirare al suo interno. L'edificio, un tempo annesso ad un monastero, sorge isolato a poca distanza dall'abitato di Castel Castagna con il Gran Sasso che fa da scenario. Riguardo la sua fondazione non si posseggono molte notizie documentarie; la più antica menzione della chiesa appare in un rescritto papale datato 1184 che fa riferimento alla contesa di alcuni possedimenti, fra i quali compare la nostra Ronzano, tra il vescovo di Penne e l'abate dei Santi Quirico e Giuditta di Antrodoco. Ciò non esclude che la fondazione della chiesa possa risalire a tempi anche di molto più antichi rispetto all'epoca della causa, la quale talaltro procedeva già da lunga data. Il Bologna, inoltre, fa notare la presenza all'interno dell'edificio di un frammento scolpito con una figura di animale databile per stile al X o XI secolo che potrebbe riferirsi all'arredo della primitiva e più antica chiesa di S. Maria di Ronzano (Bologna 1983). In ogni modo, in base all'analisi delle strutture e della decorazione ad affresco, l'edificio che oggi possiamo ammirare è la risultante di una fase costruttiva coincidente con l'epoca della contesa. Nel XII secolo l'abate Senebaldo di Antrodoco guida il rifacimento del monastero dei SS. Quirico e Giuditta e forse egli stesso promuove la realizzazione della nuova chiesa di Ronzano, ricadente sotto la sua giurisdizione; in tal caso la costruzione di S. Maria può datarsi tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80 del 1100. Allo stesso arco cronologico rimanda l'iscrizione che corre su una cornice in pietra nell'abside maggiore, la quale riporta una data in parte mutila, la cui interpretazione è stata a lungo dibattuta fra gli studiosi, ma che con il Bologna possiamo leggere 1181 (Bologna 1983). L'anno, oltre a datare gli affreschi dell'abside, diviene anche un valido termine ante quem per collocare cronologicamente la realizzazione della chiesa. Al XII secolo, talaltro, sono datate anche le chiese pugliesi a cui la critica sovente rimanda per dei confronti con l'architettura e la decorazione scultorea della nostra. La facciata a capanna spezzata di S. Maria di Ronzano accoglie tre portali, la ruota di un rosone (oggi finestrato) e due piccole monofore, le cui forme semplici e lineari sono messe in risalto dalla dicromia creata dall'accostamento del cotto e della pietra. Il profilo bianco della pietra disegna, lungo il corpo longitudinale, delle lesene e, nella zona presbiteriale, delle arcate cieche, che proseguono lungo la parete-absidale, ove si congiungono alla monofora centrale e alle più piccole laterali. È caratteristica della chiesa di S. Maria la terminazione rettilinea e cuspidata che nasconde al suo interno tre absidi semicircolari: una tipologia architettonica che non trova precedenti in Abruzzo ma in Puglia, nelle chiese di S. Nicola e di S. Sabino a Bari e ancora nelle cattedrale di Bitonto e nel duomo vecchio di Molfetta. La decorazione delle monofore absidali sia a livello tipologico che morfologico rimanda ancora al repertorio pugliese. Le monofore sono decorate da un motivo a tralcio che, nella finestra centrale, più ampia, è contornato da due colonnine su mensole e da un giro di palmette e testine umane (ne rimangono solo due). È interessante notare come alcune monofore conservino la transenna marmorea originaria, definita da accurati motivi geometrici. All'interno la chiesa mostra un impianto a tre navate coperte a tetto sul quale si innesta il corpo trasversale includente il transetto (a tre navate con volte a crociera) ed il presbiterio con le tre absidi semicircolari. Anche all'interno ritroviamo il gioco dell'alternanza del cotto e della pietra che riveste i pilastri, le arcate ed il fronte delle absidi e del transetto. Il modo in cui l'architetto attivo a Ronzano propone e risolve il connubio tra il corpo longitudinale ed il corpo trasversale della chiesa dimostra la sua approfondita conoscenza dell'architettura pugliese e soprattutto una sua libera capacità di rielaborazione; il maestro, per dirla con il Bologna, "non ripete o assesta il già saputo, bensì lo rinventa" (Bologna 1983). La chiesa è resa ancora più preziosa dalla decorazione ad affresco che ancora oggi si conserva in larghe zone (vd. Sezione Pittura Medievale, Teramo).
AFFRESCHI DELLA CHIESA DI SANTA MARIA
FRAZIONE RONZANO
Notizie: Nella chiesa di Santa Maria di Ronzano sono conservati degli interessanti affreschi del XII e del XIII secolo disposti lungo le pareti dell'abside maggiore e dei bracci del transetto. Il ciclo narra gli eventi salienti della storia sacra senza seguire l'esatto ordine cronologico, ma sempre con l'intento di sottolineare l'azione salvifica della venuta di Cristo e il ruolo di mediazione svolto dalla Madonna. La narrazione inizia nella parete destra del transetto dove su due registri sono narrate la Creazione del Mondo, il Peccato Originale, il Rimprovero e il Castigo di Adamo ed Eva, l'Annuncio ad Anna (a Sant'Elisabetta secondo il Matthiae), e Gioacchino tra i pastori; nel registro inferiore troviamo la Presentazione di Maria al Tempio (?), lo Sposalizio di Maria e la Presentazione al Tempio di Gesù. Nel catino absidale è raffigurato Cristo Benedicente entro una mandorla sorretta da Angeli, mentre suddivisi su tre registri troviamo, ai lati della monofora, l'Angelo Annunciante e Maria fiancheggiati da una teoria di Apostoli; nella fascia mediana la Visita a Elisabetta, la Natività, la Fuga in Egitto e la Strage degli Innocenti; nel registro inferiore l'Arresto di Cristo, Cristo davanti a Pilato, la Flagellazione, la Crocifissione, la Richiesta del corpo di Cristo (?), la Deposizione, le donne piangenti. Chiude la narrazione neotestamentaria una fascia decorata con un motivo a velari. Nella testata sinistra del transetto si conservano parte del Giudizio universale, le figure di S. Michele e S. Pietro presso la porta del Paradiso e i Patriarchi che stringono in grembo le anime degli eletti. Ad eccezione degli affreschi del transetto sinistro, che come vedremo fanno parte di una fase decorativa più tarda, il ciclo di Ronzano è databile con sicurezza al XII secolo, grazie ad un'iscrizione che oltre a indicare il committente dell'opera, ricorda l'anno di esecuzione; purtroppo è molto danneggiata e alcuni studiosi, seguendo la trascrizione che ne fece il Piccirilli, vi leggono 1171, altri, seguendo le indicazioni del Bertaux, il 1181. La raffigurazione in un unico ciclo di episodi del vecchio e del nuovo testamento rientra nell'ambito della cultura figurativa cristiana più tradizionale; fin dall'epoca paleocristiana a dimostrazione della continuità tra il testo sacro ebraico e i vangeli, si leggeva l'uno come prefigurazione dell'altro, la venuta di Cristo come compimento di quanto annunciato nella Bibbia. Il ciclo di Ronzano riflette pienamente tale modalità di lettura: il peccato simboleggiato da Adamo trova riscatto in Cristo, la cui storia culmina nella raffigurazione della sua Maestà al centro del catino absidale. Del tutto originale è invece la caratterizzazione mariologica del ciclo: ampio spazio è dedicato agli episodi dell'infanzia di Maria, inoltre in stretta relazione con in Cristo in Maestà è posta l'Annunciazione, il primo atto della storia della salvezza, dipinta ai lati dalla monofora in un chiaro parallelismo tra luce e redenzione; la teoria degli Apostoli posta accanto alla figura di Maria e la presenza di una torre connotano ulteriormente la Madonna come personificazione della Ecclesia. Il Bologna legge nel ciclo di Ronzano anche i riferimenti alla teoria dottrinale dell'"Immacolata Concezione", promulgata dalla chiesa d'Oriente e diffusa in Occidente dapprima solo nel nord Europa; il ciclo di Ronzano segnerebbe proprio il momento di recezione anche nel nostro territorio di tale interpretazione dottrinale. Lo studioso (Bologna, 1983) ha inoltre individuato nella iconografia delle scene mariologiche dei confronti stringenti con il protovangelo di Giacomo, testo redatto in Siria nel II secolo d. C. ricco di notizie riguardanti l'infanzia della Vergine e di Cristo; in tal caso saremmo difronte al primo esempio in scala monumentale della raffigurazione di questo protovangelo in Europa. In alcune scene inoltre il pittore utilizza delle soluzioni iconografiche fortemente evocative, per le quali è possibile trovare modelli di riferimento nell'Europa del nord, come ad esempio nella Creazione del Mondo o nella presentazione di Gesù al Tempio. Nella scena della Creazione, Dio è raffigurato dinanzi ad una sfera suddivisa simbolicamente in cielo, terra, acqua, piante e animali in aspetto di Cristo, con i segni della crocifissione alle mani e ai piedi e il nimbo crociato; una soluzione che vedremo riproporre anche in altri importanti cicli, come quello di Fossa (Aq) e di Bominaco (Aq). Nella presentazione di Cristo al Tempio, la semplice presenza del calice dipinto sull'altare diviene immediata prefigurazione del sacrificio eucaristico. In generale nella narrazione degli episodi della vità di Gesù si rinuncia ad una descrizione particolareggiata a favore di una "riduzione agli elementi essenziali" (Matthiae). Unica eccezione è forse costituita dal riquadro raffigurante delle donne dolenti, posto sotto la Strage degli innocenti e accanto alla Deposizione di Cristo al sepolcro: le donne raffigurate con i capelli sciolti in simbolo di lutto sono da alcuni viste come le madri cui vengono sottratti i bambini della strage, completamento di quanto già raffigurato nel registro superiore; in maniera del tutto originale la scena è accostata alla Deposizione, forse nell'intento di ricollegare il dolore delle madri per la perdita dei propri figli, al dolore che si rinnova per la morte di Cristo. C'è anche chi propone di leggere i gesti e i movimenti delle donne non come elementi di disperazione, ma di gioia per la Resurrezione del Cristo, che in effetti non viene altrimenti raffigurata nel ciclo; in tal caso sarebbe del tutto coerente la diposizione del riquadro subito dopo la Deposizione. Stilisticamente nel ciclo di Ronzano possiamo riconoscere l'attività di un'unica bottega all'interno della quale è possibile distinguere la mano di diversi pittori guidati da due principali personalità: un maestro guida la realizzazione degli affreschi dell'abside, l'altro lavora nel transetto destro a partire dalle storie della Genesi (Bologna ). Già il Bertaux individua nel ciclo di Ronzano l'opera di maestranze estrane alla realtà locale, ritenendole provenienze d'oltralpe, in particolare francesi; il Matthiae riprende questa interpretazione spostando però la provenienza all'area tedesca e indicando una serie di possibili confronti tra il ciclo di Ronzano e la produzione di quel territorio. Il Bologna completa il quadro suggerendo, oltre i riferimenti con il portale delle Re della cattedrale di Chartres e con l'ambone di Klosterneuburg in Austria, un ulteriore confronto con la Spagna, in particolare con un antepedium del XII secolo proveniente dalla Catalogna. Il ciclo di Ronzano quindi si pone con originalità all'interno del panorama pittorico abruzzese, frutto di esperienze maturate oltralpe che rinnovano la pittura della nostra regione informata fino al XII secolo sulla tradizione figurativa benedettina e bizantineggiante. Un bottega ben diversa esegue nel corso del XIII secolo gli affreschi del transetto decorato con il Giudizio universale, a sostituzione della più antica raffigurazione coerente con il ciclo esaminato, andata probabilmente perduta a seguito del devastante incendio che intorno al 1280 danneggiò la chiesa e le sue decorazioni; abbastanza insolita è per il giudizio la raffigurazione nel transetto anzicchè nella parete di controfacciata, per il resto il ciclo riflette un substrato culturale riferibile pienamente ad una bottega locale e inseribile nel quadro della pittura tardo duecentesca abruzzese.
Iscrizioni: M.CL. XX.XI - DNV' PETRU' SETXUNO PREPOXITUS (trascrizione di Piccirilli); MCLXXI DN' PETR' SETXVN Q PREPOXITUS (trascrizione di Balzano).
SCULTURA LIGNEA
Madonna col Bambino. Chiesa di Santa Maria
Notizie: La statua è custodita nella bellissima chiesa di Santa Maria di Ronzano, risalente al XII secolo. L'opera, secondo la tradizione, sarebbe stata trafugata per ben tre volte per poi essere puntualmente ritrovata. Protettrice degli abitanti del posto, la Madonna di Ronzano è stata da questi sempre adorata con una particolare devozione. La scultura è costruita in legno di cedro ed è stata riesposta di recente dopo un attento e lungo restauro, che ne ha riportato alla luce gli originari caratteri e la accattivante policromia. Risulta evidente nell'impostazione figurativa un'impronta di matrice gotica: le sagome sono notevolmente slanciate; i tratti somatici, in particolare la forma degli occhi, allungati; le mani lunghe e affusolate. La Madonna indossa un velo che le copre il capo arrivando appena sopra le spalle ed un manto dalle linee particolarmente morbide, entrambi sono dorati e molto semplici; a questi si affianca una veste di colore scuro con una delicata decorazione sul giro del collo. Il Bambino è vestito con una tunichetta di colore rosso vivo, tinta che si ripete nella parte interna del manto e nei piedi della Madre, il resto del vestitino è arricchito con disegni di tonalità più scure. Entrambi sorreggono con la mano destra lo stesso globo ed entrambi sono in atteggiamento seduto.
FARMACIE: Farmacia Guasti Egle Maria, Via Bivio Castel Castagna 1 località Santa Maria, Telefono: 0861697009
COMUNI LIMITROFI: Basciano, Bisenti, Castelli, Cermignano, Colledara, Isolda Del Gran Sassso, Penna Sant'Andrea
SITO INTERNET: http://www.cmgransasso.it/castelcastagna
COPERTURA ADSL: NO
FOLCLORE, FATTI E ANEDDOTI DI CITTA':
SANTO PATRONO: San Pietro Martire, festeggiato il 29 Giugno
GASTRONOMIA: PECORA ALLA CALLARA
Ricetta per 4 persone
Ingredienti:
2 kg di carne di castrato
pomodoro
2 cipolle
1 spicchio d'aglio
carote
salvia
timo
rosmarino
prezzemolo
sedano
peperoncino piccante
olio
Preparazione:
Tagliare la carne portandola a spezzatino, e farla bollire per circa una mezz'ora. Fatto ciò cambiare completamente l'acqua e far bollire nuovamente per un'altra mezz'ora. Facciamo scaldare l'olio in una nuova pentola e quindi adagiarci la carne assieme agli odori spezzettati molto finemente (Rosmarino, sedano, prezzemolo), lasciare insaporire bene, quindi aggiungiamo del sale ed un bicchiere di vino bianco. Dopo un pò possiamo dunque aggiungere 1 kg di pomodori o 1 litro d'acqua. Dopo una cottura di circa 2 ore a fuoco lento la nostra ricetta sarà pronta.
BANCHE: Banca Di Credito Cooperativo Di Basciano
Contrada S. Maria, 1
tel:0861697546
MANIFESTAZIONI ED EVENTI:
29 Giugno, Festeggiamenti in onore di San Pietro Martire
ASSOCIAZIONI:
- Pro Loco CASTEL CASTAGNA
Indirizzo
Fraz. S. Maria di Ronzano, 45, Fraz. S. Maria di Ronzano - 64030 Castel Castagna
Contatti
Legale rappresentante Claudio Trinetti
Telefono 347-8776760
Fax 0861-697253
Email comunecastelcastagna@libero.it